Un allegro CARNEVALE dalle classi prime Centro «A. Manzoni»  
     
  LE ORIGINI LE MASCHERE  
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
 

 

 
     
     
     
 

ORIGINI

 
   
 

 


Carnevale è la festa più allegra dell'anno.

Sembra una festa creata apposta per i bambini, che da sempre amano travestirsi e mascherarsi in tutti i modi possibili!

 

 
 

Il Carnevale è il periodo che precede la quaresima ed è festeggiato con feste mascherate, sfilate di carri allegorici, danze.

Si conclude il giorno di martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri, primo giorno di Quaresima.

 
 

 
 

 I festeggiamenti nel periodo del Carnevale hanno

 un'origine molto lontana, probabilmente nelle feste

 religiose pagane, in cui si faceva uso delle maschere

 per allontanare gli spiriti maligni.


 Con il Cristianesimo questi riti persero il carattere

 magico e rituale e rimasero semplicemente come

 forme di divertimento popolare.


 Durante il Medioevo e il Rinascimento i

 festeggiamenti in occasione del Carnevale furono

 introdotti anche nelle corti europee ed assunsero

 forme più raffinate, legate anche al teatro, alla

 danza e alla musica.

 
 Oggi il Carnevale rappresenta un'occasione di

 divertimento e si esprime attraverso il

 travestimento, le sfilate mascherate, le feste.

 

 

 

   
   
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
 

MASCHERE ITALIANE

 
 

 
   
 

 

Quante maschere per via:
che fracasso, che allegria!
Arlecchino multicolore
è sempre di buon umore;
il suo amico Brighella
non ha soldi nella scarsella;
Pulcinella si consola:
suona la mandola.
Di Milano è Meneghino
e Gianduia di Torino;
Stenterello è toscano,
Rugantino romano.
Avaro è Pantalone,
superbo Balanzone.
Graziosa e birichina,
con Rosaurara Colombina.
Tante altre mascherine,
eleganti e chiacchierine,
vanno a spasso in compagnia:
che fracasso, che allegria!

 

 
     
 

ARLECCHINO

Bergamo

Nato nella Bergamo bassa, Arlecchino mostra scarso intelletto ed è sciocco e credulone.
Arlecchino lo ritroviamo sempre nelle vesti del servo umile e del facchino.
è una maschera acrobatica, dalla gestualità complessa: la sua parlata bergamasca è molto più complessa di quella di Brighella, in quanto arricchita da espressioni in altri dialetti.

 
     
 

BALANZONE

Bologna

Il dottor Balanzone rappresenta il personaggio comico di un «dottore» soltanto di nome, a volte medico, a volte notaio.
è una maschera presuntuosa, superba, amante di sproloqui, lunghe «prediche» con citazioni in latino quasi sempre fuori posto: quando comincia a parlare è quasi impossibile interromperlo e quanto viene chiamato in causa sfoggia le sue dotte «cognizioni» di latino.
Una delle caratteristiche del dottore è la sua obesità.

 
     
 

BRIGHELLA

Bergamo

Brighella è  la maschera di un servo astuto, ingegnoso, che sa aiutare ma anche ingannare il padrone.
Non ha scrupoli e si adatta a qualsiasi lavoro: può essere oste, soldato, primo servitore o ladro patentato, è il servo furbo della commedia dell'arte.
Questa maschera è nata nella Bergamo alta e si distingue dal servo sciocco e cialtrone della Bergamo bassa.
La sua parlata è in dialetto bergamasco ma con singolari accentazioni che rendono spiritoso il suo modo di parlare.

 
     
 

COLOMBINA

Venezia
 

è l'unica maschera femminile.
è vivace, graziosa, bugiarda e parla veneziano.
è molto affezionata alla sua signora, altrettanto giovane e graziosa, e pur di renderla felice è disposta a combinare imbrogli su imbrogli. Colombina schiaffeggia senza misericordia chi osa importunarla mancandole di rispetto.

 
     
 

GIANDUIA

Torino

Si muove con eleganza, agitando il suo caratteristico codino rivolto all'insù.
Ama lo scherzo ed i piaceri della vita.
Gianduia ha finezza di cervello e lingua arguta che adopera per mettere in ridicolo i suoi avversari.
Gianduia é un tipo pacifico e non cerca la rissa, né ama complicarsi la vita, ma non rinuncia al suo senso di schiettezza che fanno parte del suo carattere piemontese, gentile ma sincero.
La sua generosità d'animo e l'innato senso di giustizia lo hanno sempre spinto dalla parte dei deboli e degli oppressi.

 
     
 

MENEGHINO

Milano

Impersona un servitore rozzo ma di buon senso che, desideroso di mantenere la sua libertà, non fugge quando deve schierarsi al fianco del suo popolo. è abile nel deridere i difetti degli aristocratici.
Meneghino é la tipica maschera dei milanesi e come loro è generoso, sbrigativo e non sa mai stare senza far nulla.
Ama la buona tavola
Vestito di una lunga giacca marrone, calzoni corti e calze a righe rosse e bianche, cappello a forma di tricorno sopra una parrucca con un codino stretto da un nastro, ancora oggi, assieme alla moglie Checca, trionfa nei carnevali milanesi.

 
     
 

PANTALONE

Venezia

Pantalone è un vecchio mercante, spesso ricco e stimato anche dalla nobiltà, mentre altre volte è un vecchio mercante in rovina. è un vecchio del tutto particolare perché nonostante l'età è capace di fare le sue «avances» amorose che non si concludono mai in modo positivo.
è un uomo di grande vitalità negli affari, al punto di sacrificare la felicità dei figli e l'armonia familiare pur di combinare qualche matrimonio vantaggioso.

 
     
 

PEPPE NAPPA

Sicilia

Peppe Nappa presenta più di un'affinità con il Pierrot francese, sia per il costume che indossa che per alcuni aspetti caratteriali.
Beppe Nappa rappresenta un siciliano fannullone, intorpidito da un sonno perenne che lo costringe a sbadigliare continuamente.
è il pigro servitore di un padrone che può essere un commerciante, un innamorato, o un vecchio barone.
In realtà non svolge il suo lavoro in modo efficiente, anzi passa dal sonno, alla ricerca di cibo, aiutato da un fiuto infallibile, per tornare poi al suo mondo di sogni.

 
     
 

PULCINELLA

Napoli

Pulcinella è un servitore sciocco e chiacchierone. Assume personalità contraddittorie: può essere infatti tonto o astuto, coraggioso o vigliacco.
Pulcinella è la personificazione del dolce far niente.
Ha sempre fame e sete, il suo piatto preferito sono i maccheroni al sugo. Ha una gestualità vivacissima, tipica dei napoletani.

 
     
 

RUGANTINO

Roma

Rugantino è fanfarone e contaballe e rischia spesso di pagare di persona.
è disposto a prenderne fino a restare tramortito pur di avere l'ultima parola. Rappresentò il tipo di popolano violento ma generoso, vero e proprio antenato del moderno bullo di periferia sempre pronto a sbeffeggiare il potere costituito e a difendere coloro che la miseria finisce col porre fuori legge.
Il suo nome deriva da « rugare» cioè brontolare, borbottare, come una pentola d'acqua che ribolle.