Lavoro realizzato dagli alunni della III C nell'a.s. 2003/04  
   
   

LA TRADIZIONE

 
       
       
   

UNA RICETTA

 
       
       
   

ALCUNE POESIE

 
       
       
   

 
     

San Giuseppe (19 Marzo)

Nella tradizione popolare, San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, è il santo protettore
dei poveri e dei derelitti, poiché i più indifesi hanno diritto al più potente dei Santi. 
In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro rifiutata alla richiesta di un riparo per il parto.
Questo atto, che viola due sacri sentimenti: l'ospitalità e l'amore familiare, viene ricordato in molte regioni con l'allestimento di un banchetto speciale. Così in alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno, si usava invitare i poveri al banchetto di san Giuseppe. In questa occasione, un sacerdote benediva la tavola, ed i poveri erano serviti dal padrone di casa. 
In alcune città, il banchetto veniva allestito in chiesa, e, mentre due sacerdoti servivano i poveri, un terzo predicava per nove volte, tante quante le pietanze che venivano servite. 
Oltre a proteggere i poveri e le ragazze, San Giuseppe,  in virtù della sua professione, è anche il protettore dei falegnami, che da sempre sono i principali promotori della sua festa. 
La festa del 19 marzo è anche associata a due manifestazioni specifiche, che si ritrovano un po' in tutte le regioni d'Italia: i falò e le zeppole. 
Poiché la celebrazione di san Giuseppe coincide con la fine dell'inverno, si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria, effettuati nel passato pagano. In quest'occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni li scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe. 
Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa. 
A Roma la preparazione delle zeppole, affiancate dai bignè di san Giuseppe, ha un fervore particolare. 
Nel passato, ad ogni angolo di strada era possibile trovare un banco di frittelle, e tutta la città era addobbata da decorazioni festive. 
E' infatti con la festa di san Giuseppe che si saluta definitivamente l'inverno e si comincia a sentire il profumo della primavera, così le vicende stagionali e gli antichi riti si uniscono con la festosità e la devozione dei cristiani. 

 

 

 
       
     
   
   

Zeppole di San Giuseppe


INGREDIENTI:

500gr.di farina
50gr.di zucchero
100gr.di burro
7 uova
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina pura bertolini
1bustina di zucchero impalpabile vanigliato bertolini
1/2 kg di farina,olio per friggere.


PREPARAZIONE:
Mettere sul fuoco un tegame con 4 bicchieri di acqua, il burro e un pizzico di sale; non appena si alza l'ebollizione, toglierlo dal fuoco ed aggiungervi la farina fatta cadere a pioggia, mescolando energicamente con un cucchiaio. 
Rimettere il composto sul fuoco e continuare a rimestare sino a quando si staccherà dal fondo e dalla parete del tegame. 
Lasciare raffreddare ed unire lo zucchero, le uova, la vanillina ed a ultimo il lievito vanigliato, avendo cura di ben amalgamarlo. 
Prelevare una cucchiaiata di pasta ed arrotolarla tra le mani fino ad ottenere un bastoncino col quale formare una ciambella, continuando fino all'esaurimento dell'impasto. 
Friggere le zeppole in una padella contenente abbondante olio caldo, appena tolte lasciarle sgocciolare su un foglio di carta assorbente. Spolverizzare con lo zucchero impalpabile.

 
     
   
   
   

LE NOSTRE POESIE

DEDICATE A TE, PAPA’

Come le limpide acque

ti rispecchi nel mio cuore.

Mi hai accompagnato

senza abbandonarmi.

La tua anima sembra  lo

sbocciar di un fiore con

petali azzurri.

Due fiori che si confidano,

siamo noi.

Le tue parole papà mi risvegliano 

col rosa tuo di viso sorridente,

di animo gentile e

premuroso,

e colmo di sentimenti.

Un papà  tutti lo posseggono,

è umano,

e anch’io ti amo.

Non ho un padre qualsiasi:

sei la mia vita!

Maria Rita

 

Lavori molto,

ci vuoi bene

tanto quanto è grande il mondo.

A volte non sei a casa

perché lavori come un uomo in

guerra,

ma la sera quando torni,…

ti saltiamo addosso!

Quando sono lontana da te,

ti tengo sempre nel cuore,

come se sentissi il rumore dei fogli,

dei progetti che fai tu!

Il tramonto è

come il cuore che hai tu.

Mi chiami in tutti i modi:

Pasqualina, Clarabella, Domitilla.

Come un inventore di nomi,

mi aiuti in tutti i casi.

Sembri una luce che

brilla nel  cielo,

un dottore di architetti e

un papà

che aiuta tutti!

 

Domiziana

 

Papà,

tu per me sei

un gioiello,

sei come

Dio che splendi

nel cielo e mi pensi

sempre

Io ti penso sempre,

anche quando

sto con amici,

quando faccio i compiti,

quando tu vai a

lavorare.

Sei tu il gioiello

che in vita ho avuto.

                       Sabrina

 

Dolce e roseo

come una pesca,

mi accontenti

in tutto ciò

che voglio.

Quando torni tardi

dal lavoro,

ti salto addosso

e ti riempio

di baci

Sappi

che ovunque

ti trovi

ti voglio bene.

Noemi

 

Sei come il cielo,

il mondo, l’universo:

per me sei tutto.

Tu sei come un

albero di peschi

fiorito che

non si abbatte

e continua a vivere

ed è infinito.

Ti abbraccerei e non

mi staccherei mai da te.

Tu sei come un

fiore di  girasole

appena sbocciato che

dà alla luce una

figlia e la cura.

Sei molto stanco

e io vorrei starti

accanto  e coccolarti,

ma so che non è possibile:

hai bisogno di riposare.

Ti curerò,

e tu ritornerai

e splendere,

come la

luce del sole all'alba.

Alessia

 

Una stella

che brilla di più tra le altre stelle,

un aquilone che vola nel

cielo sereno

e gioca a nascondino

tra le nuvole e il sole.

Sei tu, papà!

Alessia B

 

Mio padre

mangia carote

scrivendo note,

ha giacche di pelle

con mille stelle,

ha scarpe nere

e buie come la notte,

va a giocare a pallone

come un tifone.

Mi porta regalini

andando nei mercatini,

mi fa festa ogni giorno

senza mai guardarsi intorno,

gira  dappertutto

comprando quasi tutto.

Alessandra 

 

Tante cose vorrei dirti,  caro papà!

Tu sei buono con me

ed è una gioia star

vicino a te.

In casa tutto è bello,

quando ci sei tu,

ma quando sei lontano

niente risplende più.

La sera aspetto il tuo ritorno

e io ti sto sempre intorno,

ti ricopro di baci

e in tanti abbracci

mi rilasso.

Angelo

 

Tu sei dolce

come lo zucchero

e bravo come un angelo,

mio caro papà!

Io vivo

come un bambino appena nato  

e tu mi ricopri di baci.

Se viaggiassi

in tutto il mondo

faresti felice ogni bambino

perché sei allegro  e giocondo.

Danilo

 

Papà,

vorrei dedicarti

tutto il mio tempo,

ma tu sei

sempre occupato

e anch’io:

la mattina a scuola,

il pomeriggio i compiti.

Tu splendi

come una rosa,

e hai un cuore tenero

 che si scioglie al pianto.

Se solo sapessi quanto

bene ti voglio

sarebbe bello

papà!

Michele

 

Tu sei dentro di me,

ti preoccupi di me!

Come mai un padre

puoi scordarsi di una figlia?

Mi fai  studiare, mi stai

vicino quando faccio

i compiti,

sei sempre con me

non mi lasci mai

Quando rientri a casa

dici:- Dov’ è  Ilaria?

Ed io quando ti vedo

ti abbraccio,

e sento come se

il mio angelo custode

si presentasse sotto forma

di te, papà!

Ilaria

 

Il mio papà è buono

e per me è come un gioiello.

Il mio papà lavora  lontano,

e quando viene,

non mi stanco

di abbracciarlo

Ruggiero

 

Tu sei la mia vita

e mi fai essere felice,

mi dai ciò che voglio

e mi aiuti sempre.

Tu torni dal lavoro

 molto stanco,

ma prima di mangiare

mi aiuti sempre.

Mi stai sempre vicino,

quando ho bisogno

e quando non ho bisogno.

Tu sei per me

tutto ciò che voglio,

desidero,

e possiedo.

Roberta

 

Papà,

sei un cuoricino

che brilla nel cielo,

che io guardo

tutte le notti,

per dirti che

ti voglio bene.

Maria 

 

Quanto bene  ti voglio!

Mi sento sempre vicino a te

anche quando vado a scuola

e quando dormo.

Il mio amore per te,

è grande come

l’immensità del mare.

Tu  mi dai tutta 

la tua vita per vivere.

Arianna