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UN TERRITORIO
DI MONTAGNE E VALLI |
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La penisola balcanica si
restringe nel Mediterraneo e forma il territorio della Grecia, coperto da
imponenti montagne. Infatti la Grecia è per due terzi ricoperta da
montagne. Le due massicce montagne: l'Olimpo e il Parnaso, si innalzano
vicino alla costa. |
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Le pianure coltivabili
rappresentano solo un terzo del territorio, ma anche nelle poche pianure a
disposizione la situazione dell'agricoltura è precaria. La Grecia infatti
è solcata da fiumiciattoli poco profondi, spesso asciutti, che rendono
difficile l'irrigazione dei campi. |
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Nell'antichità, come pure
oggi, l'agricoltura era praticata soprattutto lungo le coste che, talmente
frastagliate e comprendente tante isole, raggiungono la lunghezza di 15000
chilometri( il doppio dello sviluppo costiero dell'Italia). si coltivavano
grano, orzo, vite e olivo e venivano allevate capre e pecore. |
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LA FORMAZIONE DEL
POPOLO |
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Verso il
1200 a. C. la
civiltà micenea scomparve sia per una serie di terremoti devastanti, sia
per mano umana. In quell'epoca una parte del territorio greco fu occupato
dai Dori, una popolazione proveniente dal Danubio, che si sovrapposero ai
Micenei, chiamati anche Achei, e agli Ioni, originari dell'Attica.
Seguì un periodo di crisi che durò quattro secoli, dal 1200 all'800 a. C.,
e che oggi si chiama «Età buia» perché priva di documenti scritti e nota
solo dalle testimonianze archeologiche e dai ricordi che affiorano
dall'«Iliade» e dall'«Odissea». |
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In questo periodo Achei,
Dori e Ioni fecero matrimoni misti, fusero le loro civiltà e crearono un
nuovo popolo che:
-
parlava greco, una
lingua indoeuropea ma diversa dal miceneo;
-
usava l'alfabeto,
imparato dai Fenici;
-
si riconosceva in
una religione comune costituita da miti che narravano le vicende degli
dei e degli eroi, i figli di una divinità e di un essere mortale, e da
riti quotidiani che culminavano nelle grandi celebrazioni comuni delle
Olimpiadi. Il 776 a. C., anno della prima Olimpiade, è considerato il
primo anno della storia del popolo greco.
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GOVERNO |
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Il popolo greco compì una
prima straordinaria impresa che non aveva precedenti in nessun 'altra
civiltà: elaborò l'organizzazione politica della «polis».
POLIS in greco significa
«città» e non indica solo la città materiale con le sue strade e i suoi
edifici, ma anche una rivoluzionaria forma di governo in quanto da polis
deriva la parola «politica». Tale forma di governo è basata:
-
sull'uguaglianza di
tutti i cittadini;
-
sul loro diritto di
riunirsi in Assemblea;
-
sul diritto
dell'assemblea di votare pro o contro una legge proposta da uno dei
cittadini;
-
sul principio di
maggioranza, che impone alla minoranza di adeguarsi alla decisione che
ha prevalso numericamente.
-
La polis quindi non
è più la «città del re», in cui un sovrano impone le sue decisioni ai
sudditi, ma è la «città dei cittadini» che, attraverso il governo, si
autogovernano.
-
In Grecia ogni
città era indipendente, con governo e leggi proprie, e quindi erano
chiamate «città-stato»
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La
polis, un'invenzione del popolo greco, fu la prima città del mondo ad
avere una piazza, e i greci la chiamarono «agorà» che significa «adunanza»
ed aveva un fine politico: creare uno spazio per radunare l'Assemblea dei
cittadini, poi aggiunsero il mercato, il tribunale, la ornarono con
fontane e la circondarono di portici. Era il cuore sociale della «città
bassa».
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La polis aveva anche la
«città alta», l'acropoli, una cittadella fortificata situata su una
collina, che ricordava le antiche fortezze micenee. essa non era più la
sede del potere del re, ma la sede del potere religioso, rappresentato dai
templi degli dei che proteggevano la città. |
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Infine, intorno, vi era la «chora»,
la campagna, che non era un luogo deserto ma era abitata da gran parte
della popolazione e c'erano numerosi santuari. Nella polis tutti i
cittadini erano uguali e avevano diritto di voto, ma
non tutti gli abitanti erano
cittadini.
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Per avere il diritto
di di cittadinanza occorrevano ben quattro condizioni: |
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essere maschi |
essere liberi |
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Le donne
non ebbero mai la cittadinanza |
Questa
condizione nascondeva un problema gravissimo: la maggior parte dei
contadini aveva campi piccoli e aridi dove una siccità bastava a
distruggere il raccolto. Per sfamarsi e seminare l'anno dopo, chiedevano
agli aristocratici in prestito il grano; ma poiché non riuscivano mai a
restituirlo, in base a una legge orale antichissima, diventavano «schiavi
per debiti» e perdevano la cittadinanza. |
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essere proprietari di terra |
essere in grado di armarsi a
proprie spese |
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Escludeva i mercanti e gli
artigiani e fu modificata nel VII secolo a.C. |
Escludeva i contadini poveri
che pur possedendo un campo non avevano abbastanza denaro per mantenere,
oltre alla lancia e alla spada,anche un cavallo, necessario per combattere
in guerra. |
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Alla fine sono cittadini
solo i grandi proprietari terrieri, cioè gli aristocratici, perciò nel
primo periodo della polis le città greche furono sconvolte da lotte
sociali scatenate dai contadini poveri contro gli aristocratici. Questi
incoraggiarono, finanziando, l'emigrazione e la colonizzazione. Così i
contadini emigrarono verso zone più fertili dell'Asia Minore, del Mar
Nero, della Sicilia, dell'Italia meridionale( che successivamente prese il
nome di Magna Grecia), e della Gallia. In queste terre fondarono nuove
città. |
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LA
COLONIZZAZIONE |
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MAGNA
GRECIA |
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Alcune grandi città
italiane, come Napoli, Reggio Calabria, Taranto, Agrigento e Messina,
furono fondate dai Greci. |
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Due templi greci a Paestum
in Campania |
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Nel VII secolo a. C. gli
artigiani e i mercanti ottennero la cittadinanza grazie all'invenzione
della moneta coniata che eliminò il baratto rendendo più semplice e veloce
i commerci e arricchendo le loro categorie che acquistarono
maggiore peso sociale avendo la possibilità di entrare a far parte della
falange oplitica, dalla parola «oplon» che significa scudo. |
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ATENE |
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Atene si sviluppa
nell'Attica vicino al porto del Pireo. La terra è poco coltivabile,
produce vino, olio e fichi, mentre i numerosi porti naturali favoriscono
la pesca e il commercio. |
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Il territorio è diviso in «trittìe»:
della pianura (ricchi proprietari), della montagna (contadini poveri),
della costa (mercanti e artigiani). |
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Nel 594 a. C., per placare
gravi lotte sociali, Atene dà il compito a
Solone di riformare la
Costituzione. Solone libera gli schiavi per debiti. Poi sale al potere il
tiranno
Pisistrato e riporta Atene alla prosperità. Nel 508 a.C. Atene
affida a
Clistene
una nuova riforma della
Costituzione.
Clistene parte da
una riforma elettorale: distribuisce le trittìe in dieci tribù in modo che
ogni tribù sia composta da tre
trittìe diverse. Ad ogni
trittìa
attribuisce un solo voto per eleggere i magistrati in modo che gli
abitanti della costa e della montagna sono avvantaggiati e si evitano le
lotte dei più poveri contro i ricchi aristocratici. |
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Clistene elabora la
Costituzione e forma una vasta Assemblea chiamata
Ecclesia, costituita da
40.000 cittadini a cui viene data pina libertà di parola e ampi poteri.
L'Ecclesia è aiutata
dalla Bulè,
un Consiglio
di 500 cittadini che sono eletti, per sorteggio, ogni anno ed è
l'organismo di governo più importante dello Stato.
Ogni anno l'Assemblea
nomina dieci strateghi che comandano l'esercito e mantengono l'ordine in
città. L'Assemblea, inoltre, può condannare all'esilio (ostracismo)
chi è sospettato di desiderare la tirannide.
Questo tipo di governo
si chiama democratico. |
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DEMOCRAZIA
significa «potere
di tutti»
Tutti i cittadini ateniesi, ricchi o poveri, hanno uguali diritti, a
eccezione degli stranieri, degli schiavi e delle donne. Le donne nono solo
sono prive dei diritti civili, ma non hanno neppure la considerazione di
cui godono a Sparta. |
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Le donne ad Atene
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Sei proprio
sfortunata! Rispetto a quella di una tua coetanea spartana la tua vita,
se appartieni a una buona famiglia, sarà senz'altro più comoda, ma anche
infinitamente più noiosa.
-
Da piccola non
potrai imparare a leggere e scrivere. Vivrai con tua madre e con le
schiave nel «gineceo», la parte della casa riservata alle donne,
giocherai con le bambole di legno o di terracotta e imparerai a filare e
a tessere.
-
Appena adolescente
andrai sposa al giovane al quale tuo padre ti ha destinata e non potrai
ribellarti. Fino a quel momento tuo padre ha avuto su di te potere di
vita o di morte. Dal matrimonio in poi lo stesso potere passa a tuo
marito.
-
Potrai uscire di
casa solo in occasione delle cerimonie religiose o per i matrimoni delle
tue amiche.
-
Ogni giorno
manderai le schiave alla fontana o a fare la spesa e aspetterai
impaziente il loro ritorno per sapere i pettegolezzi che girano in
città.
-
Vedrai raramente
tuo marito e, quando ciò accadrà, dovrai parlare poco perché gli uomini
giudicano le donne degli esseri inferiori e si annoiano al loro
chiacchiericcio.
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L'educazione ad Atene |
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Ad Atene l'educazione era a
spese dei genitori ed era riservata solo ai figli maschi. Non c'erano
scuole e le lezioni erano tenute a casa dei maestri o pedagoghi. I bambini
cominciavano a studiare a sette anni e imparavano a leggere,a scrivere,a
far di conto, a suonare uno strumento musicale ed imparavano a memoria i
versi dei poeti, soprattutto quelli di Omero che era considerato il
massimo poeta. |
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Molto importante era, a
partire dai quattordici anni, l'insegnamento della ginnastica. Esso
consisteva nelle cinque prove del pentathlon: lotta, corsa, salto in
lungo, lancio del giavellotto e del disco. Il maestro si chiamava
pedotriba. Egli indossava un mantello di porpora e aveva un lungo bastone
per punire gli allievi indisciplinati e per dividere i lottatori. |
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SPARTA |
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Inserita
fra le montagne impervie del Peloponneso,
Sparta
non ebbe mai bisogno di costruire mura per difendersi. Sparta vuol dire «la
sparpagliata» perché
era nata dall'unione di cinque villaggi. Non fu una fusione spontanea, ma
imposta dai
Dori
che occuparono la
popolazione locale e presero il nome di
Spartani.
In
seguito occuparono la Messenia, una fertile pianura,utilizzando l'esercito
oplitico ma vissero sempre in costante allarme. L'esercito oplitico,
l'esercito più forte di tutta la Grecia, diede agli spartani il predominio
su tutto il
Peloponneso.
Anche Sparta aveva una
Costituzione che affondava le sue origini in un passato lontano. Veniva
attribuita ad un personaggio mitico,
Licurgo,era tramandata oralmente e
non fu mai modificata. Sparta ha una
Costituzione oligarchica perché il
potere è nelle mani di pochi. Secondo la Costituzione tutte le terre,
divise in parti uguali, sono affidate in usufrutto agli
Spartiati,
chiamati anche Uguali, che sono 5.000. La loro Assemblea (Appella) decide
sulle proposte di legge del
Consiglio chiamato
Gherusia composto da 28
gheronti (anziani) più
2 re
appartenenti a due grandi famiglie doriche. I due re in guerra
comandano l'esercito. Cinque
éfori
( magistrati)
potentissimi sono addetti alla gestione dello stato. |
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Le donne a Sparta
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Da piccola vivrai
nella casa dei tuoi genitori, ma passerai gran parte della giornata a
esercitarti con le compagne della tua squadra nella corsa, nella lotta e
nel lancio del disco e del giavellotto.
-
Durante le cerimonie danzerai nuda esibendo senza malizia il tuo corpo
atletico.
-
Imparerai quel che basta a leggere, scrivere e cantare in coro.
-
Quando sarai adolescente ti sposerai e darai figli alla patria. Sarai
rispettata d a tuo marito e dalla comunità maschile perché essi
considerano il parto un atto eroico quanto il combattimento.
-
Se
incontrerai una donna ateniese che ti dice:«Soltanto
a Sparta si assiste allo spettacolo di donne che sembrano dare ordini
agli uomini»
rispondile:«E'
vero, ma è anche vero che solo a Sparta le donne sanno generare uomini
veri».
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La vita di uno Spartiata
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A
cinque anni verrai tolto a tua madre e sarai educato dalla comunità dei
maschi adulti.
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Imparerai quanto basta per leggere e scrivere e verrai educato a
obbedire, resistere alla fatica e vincere o morire in nome della patria.
-
Dedicherai molte ore al giorno agli esercizi atletici e militari con i
tuoi compagni e sarai quasi sempre nudo, sia sotto il sole che sotto la
neve, per temprare il fisico e abituarlo a sopportare qualsiasi
sofferenza. Imparerai anche a leggere, a scrivere e a cantare cori
patriottici.
-
A
dodici anni sarai rasato a zero e riceverai un mantello color porpora,
simile al sangue che ben presto sarà versato in battaglia.
-
Dormirai con i compagni della tua squadra su pagliericci di canne.
-
Mangerai a mensa con gli adulti, il cibo sarà pochissimo e ogni pasto
comincerà con un brodo nero a base di cinghiale cotto nel sangue con
sale e aceto che gli stranieri giudicano immangiabile. Avrai
sempre fame, ma attento: i tuoi vicini di tavola contano i tuoi bocconi
e se mangerai troppo poco, verrai punito perché sospettato di aver
mangiato qualcosa di più appetitoso altrove.
-
Per
dimostrare il tuo coraggio, ogni anno parteciperai alle cacce notturne
contro i Messeni. Sarai armato solo di un coltello e dovrai ammazzarne
il più possibile.
-
Parlerai pochissimo.
-
A
diciotto anni ti sposerai per dare figli alla patria. Onorerai tua
moglie e la rispetterai perché gli Spartani giudicano il parto un atto
altrettanto eroico quanto il combattimento.
-
In
guerra sarai un oplita; marciando il tuo scudo coprirà il corpo del tuo
compagno e tu sarai coperto dallo scudo di un altro. Perciò non
arretrerai di un passo di fronte al nemico e se abbandonerai lo scudo
sarai condannato alla vergogna per sempre.
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Splendore e declino
della Grecia
Nel 499 a. C. la città
greca Mileto, sotto il dominio persiano, si ribellò e Atene le inviò aiuti
militari. Dario distrusse Mileto e dichiarò guerra ad Atene che aveva
aiutato i ribelli. Nel 490 a.C.si svolge la Prima guerra persiana. Nella
pianura di
Maratona
10.000 Ateniesi, guidati da Milziade, affrontarono 20.000 Persiani e li
sconfissero.
Erodoto,
lo storico greco, così parla di questa incredibile battaglia:
«Non c'è stata a oggi
battaglia più gloriosa di questa...» |
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Dario,
alla sua morte, lasciò al figlio
Serse il compito di punire Atene. Serse fece
allestire un ponte di barche per invadere la Grecia via terra da nord
mentre la flotta arrivò dal mare. Molte città della Grecia si unirono a
Serse, invece Sparta e Atene si allearono e scoppiò la
Seconda guerra persiana.
Leonida
con solo 300 Spartiati resistette tre giorni alle
Termopili
rallentando l'avanzata persiana. Leonida e i suoi soldati morirono, ma il
loro sacrificio permise agli Ateniesi di rifugiarsi nell'isola di Salamina
e di dare avvio ad una terribile battaglia navale che li vide ancora una
volta vittoriosi.
Temistocle
con 200 navi disperse 1.200 navi persiane. |
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Battaglia di Salamina |
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Navi greche
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Ad Atene divenne stratega
Pericle, che per le sue doti eccezionali, venne rinominato ogni anno dal
461 al 429 a. C. Il suo governo fece rinascere Atene: fece costruire il
Partenone sulla collina che domina Atene e dedicato alla dea Atena,
protettrice della città, delle mura che collegavano la città al suo porto:
il Pireo...Pericle volle dominare il Mar Egeo e assunse il comando della
Lega di Delo, mentre Sparta creò la Lega del Peloponneso. |
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Le rivalità fra Sparta ed
Atene portarono alla guerra del Peloponneso che durò
27 anni,
spaccando la Grecia in due parti e indebolendola. Pericle morì e gli
strateghi successivi persero una lunga serie di battaglie e alla fine
Atene si arrese. |
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Alessandro,
detto
Magno,
cioè «grande»
per le sue eccezionali imprese, salì al trono di Macedonia, una regione a
nord della Grecia, nel 336 a. C., a soli vent'anni. Affidato
al filosofo greco Aristotele aveva il sogno di unire in un unico stato i
Greci e gli Orientali. Ci riuscì prima di morire di malaria a soli 33
anni, permettendo la diffusione della cultura greca in tutto l'Oriente. |
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GRANDI PERSONAGGI |
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I Greci ci hanno lasciato
immensi capolavori in tutti i campi della cultura. La Grecia fu la patria
della filosofia,parola che significa«amore
per il sapere». I
filosofi greci cercano di rispondere alle domande sull'origine
dell'Universo e dell'uomo. Gli studiosi greci si occuparono di
astronomia,di matematica,di geografia,di storia e di medicina. |
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Archimede |
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Archimede nacque nel
287 a.C. a Siracusa. Figlio di un astronomo, viaggiò in Egitto e
probabilmente si fermò per numerosi anni ad Alessandria, diventando amico
di Eratostene.Forse per gli studi compiuti su Eratostene,crebbe in lui la
passione per l'astronomia. Ma non si occupò solo di astronomia:il suo
interesse fu grande anche per la matematica, la fisica, la geometria e
l'ottica .In tutti questi campi della conoscenza egli riuscì a raggiungere
grandi risultati. Morì all'età di 75 anni, ucciso da un soldato romano.
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Archimede facendo il bagno
in una tinozza sentì che le gambe diventavano più leggere e le sollevò
facendo traboccare l'acqua. Da ciò dedusse un importante principio
fisico:«un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso
l'alto pari al peso del volume di fluido spostato». |
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Pitagora |
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Questo grande matematico
nacque a Samo, isola del Mar Egeo. Si racconta che Pitagora fosse così
geniale in matematica da mettere in difficoltà i suoi insegnanti. Per
questa ragione fu mandato a studiare alla scuola di Talete, uno dei più
grandi sapienti dell'epoca. Lo stesso Talete rimase sbalordito dal genio
matematico di Pitagora. A lui dobbiamo molti teoremi di geometria. Inoltre
Archimede introdusse l' uso del «pi greco» nel calcolo della circonferenza
e dell' area del cerchio. |
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Aristotele
Nato a Stagira in
Tracia, a diciassette anni andò ad Atene per frequentare la scuola del
filosofo Platone, del quale ben presto divenne il suo discepolo preferito.
Divenuto famoso in tutta la Grecia, fu anche maestro di
Alessandro Magno. Ad Atene Aristotele fondò una scuola, chiamata Liceo,
perché situata in un gruppo di edifici dedicati ad Apollo Licio.
Aristotele ha scritto molte opere di filosofia,conosciute in tutto il
mondo. |
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Ippocrate
Con il medico
greco Ippocrate la medicina fece grandi progressi, Il medico non era più
considerato una via di mezzo fra il sacerdote e lo stregone, ma un vero
studioso delle malattie.I medici cominciarono a studiare a fondo l corpo
umano e a collegare tra loro le malattie, cercando di capire le cause e di
elaborare rimedi efficaci per curarle. I discepoli di Ippocrate prestavano
un giuramento che conteneva le regole fondamentali della professione
medica. Tale giuramento viene richiesto ancora oggi ai nostri medici. |
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Aristarco
Aristarco
intuì che la Terra compie un moto rotatorio intorno al Sole. Lo
provarono nel XVI e XVII secolo Galileo e Copernico. Eratostene intuì che
la Terra è rotonda e ne calcolò con sorprendente approssimazione la
circonferenza. Magellano fece poi il primo giro del mondo nel XVI secolo.
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Anassimandro
Era convinto che gli
uomini non erano apparsi sulla Terra nella forma attuale, ma derivano da
altre creature,forse dai pesci.
Senofane
Esaminò i
fossili e scoprì che erano le tracce di piante e animali antichissimi
conservati nella roccia. Questi concetti sono alla base della Teoria dell'
evoluzione di Darwin. |
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Talete
Riuscì a
calcolare l'altezza delle piramidi misurando la loro ombra. Disse anche di
essere riuscito a prevedere un'eclissi di Sole. |
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Anassagora
Capì che la
Luna non produce luce propria, ma riflette quella del Sole. Inoltre
comprese che le eclissi non sono frutto di magia, ma sono causate dal
passaggio della Luna che si frappone tra la Terra e il Sole.
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Omero
Dalla vita di Omero,
al quale è tradizionalmente attribuita la composizione dei due massimi
poemi epici del mondo antico, l'Iliade e l'Odissea, non si
sa nulla: né quando visse, né dove. Alcuni dubitano persino che sia mai
esistito, ma la leggenda più conosciuta tramanda che fosse un
cantore
cieco originario di Chio. |
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ILIADE
Poema
epico in 24 canti attribuito a Omero,
composto in esametri dattilici(piede metrica della poesia greca a
latina formato da una sillaba lunga e da due brevi) probabilmente tra il IX
e l'VIII secolo a.C. Considerato tra le più importanti testimonianze della
letteratura greca antica. E' uno dei massimi capolavori della cultura
universale e ha esercitato enorme influenza sui poeti e gli scrittori
occidentali, da Eschilo a
Virgilio, da
Dante a
Shakespeare.
L'Iliade
(da Ilio,
nome greco della città di Troia) non racconta l'intera vicenda della
guerra di Troia;
narra soltanto un episodio importante,
che avviene prima della fine del conflitto. L'azione si svolge in circa
cinquanta giorni, dal ritiro di Achille dal combattimento perché irato
contro Agamennone al suo rientro in battaglia per vendicare la morte
dell'amico Patroclo. |
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Antefatto
Il
principe troiano
Paride, figlio del re
Priamo, è invitato da Artemide,
Afrodite ed Era, tre dee dell'olimpo, a giudicare chi fra loro sia la più
bella. Paride sceglie Afrodite che gli ha promesso, in cambio della
vittoria l'amore della bellissima Elena moglie Menelao re di Sparta.
Paride rapisce
Elena; per vendicare l'offesa Menelao, il fratello
Agamennone, re di Argo e Micene, e altri re raccolgono una flotta e
assediano Troia.
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Luoghi |
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SPARTA
Significa, oltre a «sparpagliata», anche «seminata» per indicare la fertilità del suolo dove
sorge. Sede del regno di Menelao.
Fu fondata da Lacedemone, figlio di Zeus, e Sparta, figlia di Eurote |
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MICENE
Situata sulla pianura dell'Argolide, era stata fondata da Perseo.
Sede del regno di Agamennone. La sua "porta dei leoni " è la più
antica scultura europea. |
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ITACA
Isola del mar Ionio di circa 174 kmq era la patria di Ulisse.
Era ricca di viti e ulivi, e le coste presentano tutt'oggi golfi e
rientranze adatte all'entrata e all'uscita di navi. |
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TROIA
Città dell'Asia Minore, capitale del regno di Priamo, distrutta
dai greci nel 1184 a.C. fu fondata da Dardano figlio di Zeus |
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Vicenda
E' il decimo e ultimo anno
dell'assedio di Troia; nel campo dei Greci infuria un'epidemia inviata da
Apollo,adirato perché Agamennone, re dei Greci e comandante supremo
dell'esercito acheo, ha preso prigioniera la giovane Criseide e rifiuta di
renderla al padre, sacerdote del dio.
L'indovino Calcante svela la causa
dell'epidemia e suggerisce di restituire la fanciulla per placare l'ira di
Apollo. Agamennone pretende in cambio Briseide, schiava del più valoroso
tra i guerrieri greci, Achille, che l'aveva ricevuta come premio di guerra
dallo stesso Agamennone.
Achille si sente disonorato, s'infuria e decide di
ritirarsi dalla guerra. Sua madre Teti chiede e ottiene da Zeus di
ostacolare i Greci fino a quando Achille non torni a combattere (canto I).
Zeus manda ad Agamennone un sogno ingannevole che lo convince sia giunto
il momento di attaccare Troia (canto II).
Inizia la battaglia e il troiano
Paride si offre di sfidare in duello il greco Menelao per decidere le
sorti della guerra: mentre i troiani e la bellissima Elena assistono alla
scena dall'alto delle mura di Troia, Paride sta per soccombere, ma viene
salvato da Afrodite (canto III).
I combattimenti si interrompono e
sembra che la guerra stia per concludersi, ma Era, che odia i Troiani,
ottiene da Zeus la promessa che Troia sarà sconfitta e distrutta. Per
intervento di Atene la guerra riprende (canto IV ): negli scontri si
mettono in luce il greco Diomede,al quale Atena ha conferito una forza straordinaria, e
i troiani Enea ed Ettore, sostenuti da Afrodite e Ares (canto V).
Poiché
i Troiani stanno per avere la peggio, l'indovino Eleno consiglia al
fratello Ettore, comandante dell'esercito troiano, di offrire sacrifici ad
Atena affinché ridimensioni la potenza di Diomede. Ettore rientra in
città, ordina i sacrifici e incontra la moglie Andromaca che, tra le
lacrime, gli chiede di non esporsi in battaglia; Ettore, consapevole del
proprio ruolo, la convince che sarebbe per lui un disonore non combattere
in prima linea ( canto VI).
La battaglia riprende; Ettore sfida a
duello Aiace Telamonio, ma la sfida rimane senza vincitore perché cala la
notte (canto VII). Zeus vieta agli dei qualsiasi intervento nella
guerra, che riprende dopo una breve tregua per seppellire i morti; i
Troiani incalzano i Greci e li respingono verso le loro navi (canto VIII); gli
Achei decidono allora di inviare un'ambasceria ad Achille per
chiedergli di tornare a combattere; l'eroe rifiuta nonostante l'abile
discorso di Ulisse (canto IX).
Agamennone invia nella notte Ulisse e
Diomede a esplorare il campo troiano: i due greci, dopo aver ricevuto la
delazione del troiano Dolone, attraversano l'accampamento dei Traci e
ne fanno strage (canto X). Al mattino i combattimenti riprendono e
molti guerrieri greci, tra i quali anche Agamennone, Diomede e
Ulisse, vengono feriti (canto XI ).
I Troiani, guidati da Ettore riescono
a sfondare il muro che i Greci avevano costruito a difesa delle loro navi(canto XII),ma Poseidone rincuora gli Achei, che reagiscono (canto XIII). Con l'aiuto del Sonno, Era ordisce un tranello per nascondere a
Zeus l'aiuto che Poseidone sta offrendo ai Greci, così Ettore viene ferito
da Aiace e i Troiani vengono messi in fuga(canto XIV ).
Zeus scopre
l'inganno di Era e ordina a Poseidone di ritirarsi dalla guerra e ad
Apollo di sanare la ferite di Ettore. I Troiani riprendono vigore e
appiccano il fuoco alle navi dei Greci ( canto XV). Per i Greci la
situazione si fa grave e Patroclo, il più caro amico di Achille ,chiede
all'eroe di prestargli le sue armi perché i Greci credano che Achille sia
tornato e si rianimino.
Patroclo combatte con valore ma Ettore aiutato da
Apollo, lo uccide ai piedi delle mura di Troia (canto XVI). Alla notizia
della morte di Patroclo, Achille decide di prendere a combattere e si
riconcilia con Agamennone, mentre la madre Teti fa forgiare per lui da
Efesto delle nuove armi (canti XVII-XIX).
Sceso in campo, Achille fa
strage di Troiani cercando Ettore (canti XX-XXI) e, travolto, lo uccide,
non prima di aver appreso da lui e morirà per mano di Paride. Poi il greco
lega il cadavere del nemico al suo cocchio e lo trascina nella polvere
alle mura di Troia, mentre Andromaca e le donne troiane piangono (canto
XXI ). Più tardi, nel campo dei Greci, Achille partecipa ai giochi
funebri in onore di Patroclo (canto XXIII).
L'indomani gli dei inviano Teti da Achille per chiedergli di restituire il corpo di Ettore al padre
Priamo, il quale, recatosi da solo nella tenda dell'eroe greco, commuove
Achille con il suo dolore e ottiene la restituzione del cadavere del
figlio. I troiani possono così celebrare adeguatamente i funerali del loro
eroe (canto XXIV).
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I
personaggi
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MENELAO
Re
di Sparta, figlio di Atreo e fratello di Agamennone.
Marito di Elena. Al suo ritorno in patria accoglie Telemaco, il
figlio di Ulisse, e gli dà notizie del padre
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ULISSE
Ulisse , re di Itaca,
incarna nella tradizione l'eroe assetato di conoscenza,che compie imprese
gloriose e grazie ai suoi astuti stratagemmi supera ogni genere di
avversità. Le sue avventure sono narrate nell' Odissea, il poema di Omero
che costituisce un capolavoro dell' epica di tutti i tempi. Le
peregrinazioni di Ulisse, gli eventi e i personaggi della sua storia, sono
diventati ormai parte integrante dell'immaginario occidentale, come
elementi simbolici che riflettono alcuni aspetti fondamentali
dell'esistenza umana. |
ETTORE
Nella
mitologia greca, è figlio maggiore del re Priamo e della regina Ecuba di
Troia e marito di Andromaca. Nell'Iliade di Omero, Ettore, capo
dell'esercito troiano durante la guerra di Troia, tenne testa ai Greci per
nove anni. Durante una battaglia, tuttavia, Ettore uccise Patroclo, il
migliore amico di Achille. Questi si era ritirato dai combattimenti a
causa di una lite con il re Agamennone, capo dell'esercito greco, ma
ritornò al campo di battaglia per vendicare la morte di Patroclo.In
preda al dolore per la morte dell'amico, Achille sfidò Ettore in duello e
lo uccise; poi legò il cadavere al suo carro e lo trascinò fino
all'accampamento greco. Venuto a sapere che Achille intendeva negare i
riti funebri a Ettore, Priamo, con l'aiuto del dio Ermes, si recò nella
tenda del greco per chiedere la restituzione del corpo del figlio.
Commosso dal dolore del vecchio re, Achille accettò e indisse una tregua
per consentire ai troiani di dare a Ettore una degna sepoltura. |
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ACHILLE
Achille nella mitologia
greca, il più grande eroe della guerra di Troia. Figlio della nereide Teti
e di Peleo, re dei mirmidoni della Tessaglia,fu immerso da bambino nelle
acque dello Stige, che lo resero immortale; tuttavia, poiché la madre lo
immerse reggendolo per un tallone, questo rimase il suo unico punto
vulnerabile. Durante l'assedio di Troia, Achille si distinse in molte
battaglie, ma quando Agamennone, re di Micene, pretese per sé la giovane
prigioniera Briseide, Achille vieto ai Mirmidoni di combattere e si chiuse
nella sua tenda; ne seguì un attacco dei Troiani, imbaldanziti dalla sua
assenza, e una ritirata precipitosa dei Greci. Quando Patroclo, suo amico
e compagno d'armi che aveva ottenuto guidare i Mirmidoni in battaglia, fu
ucciso dal principe troiano Ettore, Achille riprese le armi, si batté
con Ettore, lo vinse e ne trascinò trionfalmente il cadavere dietro il
suo carro. Dopo aver ucciso Memnone, re degli Etiopi alleato dei Troiani,
e suo ultimo avversario, Achille guidò i Greci sulle mura di troia, dove
Paride gli inflisse una ferita mortale al tallone. La contesa tra
Achille e Agamennone, la battaglia che ne seguì, il
duello con Ettore e il riscatto del corpo di quest'ultimo da parte del
padre Priamo sono immortalati nell'Iliade di Omero.
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PATROCLO
Figlio di Menezio e
amico di Achille. Quando quest'ultimo si ritira dalla lotta per
un'offesa fatta dagli Agamennone, indossa le sue armi e combatte
contro i troiani, ma viene ucciso da Ettore .
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ELENA
Elena
(Bitinia, 257-?
335 a.C. ), santa madre dell'imperatore Costantino I il Grande. Nata
nell'antica provincia romana della Bitinia, Elena fu ripudiata dal marito
Costanzo Cloro a causa delle proprie origini plebee, quando quest'ultimo
divenne imperatore nel 293. Dedicò il resto della vita ai
pellegrinaggi religiosi, visitando Gerusalemme nel 327 a.C. e
fondandovi le chiese del Santo Sepolcro e della Natività. Secondo
alcune leggende,Elena ritrovò la vera croce di Cristo in Palestina.
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Agamennone
Nella
mitologia greca è re di Micene e comandante dell'esercito Acheo nella
guerra di Troia. Era figlio di Atreo.Quando i Greci si riunirono in Aulide,
prima di salpare verso Troia, vennero ostacolati da venti contrari. Per
placare la tempesta, Agamennone sacrificò sua figlia alla dea Artemide.
Dopo dieci anni di assedio Troia fu conquistata e Agamennone ritornò in
trionfo a Micene portando con sé la principessa troiana Cassandra,
assegnatogli come ricompensa dall'esercito greco vittorioso. Sua moglie lo
accolse amorevolmente, ma poi lo uccise a tradimento con l'aiuto
dell'amante Egisto. Il figlio Oreste ne vendicò la morte sette anni dopo. |
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Le armi
L'armatura degli eroi dell'Iliade era composta da gambiere, corazza,
scudo, elmo, lancia e spada, pezzi unici, veri e propri capolavori di
artigianato.
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LE GAMBIERE
Le gambiere proteggevano gamba ginocchio e caviglia, erano
spesso ornate e decorate. |
CORAZZA
La corazza aderisce al corpo come una seconda pelle. Ha dei
motivi ornamentali ed elaborate decorazione. "Quella di Agamennone
ha 10 fasce di smalto nero, 12 d'oro e 20 di stagno; serpenti di
smalto nero si snodano verso il collo." |
SCUDO
A seconda delle epoche lo scudo si presenta in due forme una
circolare e l'altra rettangolare, è formato da pelli di bue
sovrapposte e cucite su un telaio di legno, con una piastra di
bronzo applicata all'esterno e personalizzata da ornamenti. |
ARCO
L'arco era considerato dai greci "barbaro e vile" perché
colpiva da lontano e impediva lo scontro corpo a corpo. |

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SPADA
è un'arma di ripiego che serviva per lo scontro diretto dopo
che il tiro della lancia era andato a vuoto. Poteva avere degli
ornamenti d'oro e d'argento. |
LANCIA
La lancia è lo strumento principale del duello epico era
l'arma insieme alla spada dell'aretè (coraggio guerriero). Era
formata da un'asta di legno con un puntale di bronzo capace di
perforare la corazza. |
ELMO
La parte più evidente e decorativa dell'armatura. Formato da
placche di bronzo era sormontato da una cresta dove venivano fissate
le parti mobili, i pennacchi di crine di cavallo. |
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Conclusione
Dopo
la morte di Ettore anche il destino di Achille è segnato. Il dio Apollo
dirige la freccia di Paride proprio nel suo tallone. Unico punto
vulnerabile. Le armi divine di Achille verranno assegnate all'astuto
Ulisse. È lui che con l'inganno permette ai greci di entrare in città per
distruggerla.
Fa costruire un grande cavallo di legno vuoto all'interno, in cui vengono
fatti salire i migliori guerrieri; i greci fingono la partenza
abbandonando il cavallo sulla spiaggia. I Troiani imprudenti lo trascinano
dentro le mura e nella notte i guerrieri nemici ne escono e mettono la
città a ferro e fuoco. Caduta Troia i greci iniziano il viaggio di
ritorno, ma solo pochi eroi tornano a casa. Agamennone sarà ucciso dalla
moglie Clitemnestra e Ulisse vagherà per altri dieci anni, ma questa è
un'altra storia. |
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CULTURA |
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La
Grecia è stata la patria di tutte le arti. I Greci ci hanno lasciato
immensi capolavori in tutti i campi della cultura. Fu la patria della
filosofia, parola che significa «amore per il sapere». I filosofi greci
cercarono di rispondere alle domande sull'origine dell'Universo e
dell'uomo. Gli studiosi greci si occuparono di astronomia, di matematica,
di geografia, di storia e di medicina. |
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La
ceramica
I
greci si distinsero nella produzione di oggetti in ceramica di alta
qualità, destinati ai templi, alle case dei più ricchi e all'esportazione.
Le decorazioni degli oggetti in ceramica erano affidate a veri e propri
artisti |
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I pittori
tracciavano i contorni del disegno con il carboncino, quando l'argilla non
era né troppo fresca né troppo secca. Poi ricoprivano il disegno con un
composto di argilla, appositamente trattato. Il disegno, una volta
terminata la cottura in forno, diventava nero. Il rosso dello sfondo e il
nero del disegno creavano un bellissimo contrasto. |
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L'attività
artigianale più rinomata in tutta la Grecia fu quella della fabbricazione
dei vasi. I vasi per i Greci non avevano soltanto una funzione pratica, ma
anche la funzione di informare, educare, divertire. |
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Il teatro |
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I
Greci furono grandi in un'altra forma d'arte: il
teatro. Le
rappresentazioni teatrali erano la tragedia e la commedia. Le tragedie
narravano le disavventure di grandi personaggi, che facevano commuovere il
pubblico. Le commedie, di solito molto divertenti, trattavano argomenti
ispirati alla vita quotidiana e ai difetti più comuni degli uomini. Per i
Greci il teatro non aveva solo la funzione di divertire ma anche di
educare. Per questo i cittadini più poveri entravano in teatro
gratuitamente. |
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Alle
donne non era permesso recitare. Le parti femminili erano affidate a
uomini che recitavano mascherati. Le maschere usate dagli attori avevano
diverse funzioni: nascondere l'identità degli attori, amplificare la voce
e rendere chiaro il ruolo, che poteva essere comico o drammatico. Le
rappresentazioni potevano durare anche un'intera giornata con brevi
intervalli, durante i quali gli spettatori mangiavano e bevevano. Gli
spettatori manifestavano la loro approvazione con gli applausi e la loro
disapprovazione con i fischi. Quando la rappresentazione non piaceva per
niente, non esitavano a lanciare sassi, fichi e noci sul palcoscenico e a
fare tanta confusione da costringere gli attori a sospendere la
rappresentazione. |
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I giochi olimpici |
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L'altro luogo sacro che
rivestiva una importanza fondamentale per i Greci era il santuario di Zeus
a Olimpia, dove si svolgevano i giochi panelleneci(che interessa tutti i
popoli ellenici) olimpici. Giochi
e gare atletiche affondavano le loro origini nell'Età micenea, in cui gli
eroi dell'Iliade e dell'Odissea avevano l'abitudine di accompagnare i riti
funebri per i loro compagni morti con competizioni sportive (per esempio
Achille ne organizzò di magnifiche in onore di Patroclo). Anche dopo la
fondazione della polis, sport e ginnastica restarono la parte più
importante dell'educazione greca. Un corpo ben allenato, infatti, era
considerato la necessaria preparazione alla guerra, un'attività che occupava
le città greche quasi tutte le primavere, dato che ognuno di esse aveva
periodicamente motivi di ostilità nei confronti di ciascuna delle altre. I
giochi olimpici, fondati nel
776 a.C.
durante i giochi funebri in onore di un eroe caduto e celebrati
in onore di Zeus,
erano i più importanti e da essi i Greci cominciavano a contare gli
anni della loro storia.
Duravano cinque giorni e si
svolgevano ogni quattro anni a Olimpia, dove era stato costruito
appositamente un numero impressionante di attrezzature sportive, templi
per le cerimonie religiose, ostelli per gli atleti e per gli spettatori.
Ai giochi
partecipavano tutte le città greche e tutte le colonie asiatiche e
italiche per un totale di circa 500 delegazioni. In quel periodo veniva
proclamata una tregua che interrompeva tutte le guerre e permetteva alla
popolazione di recarsi a Olimpia in condizioni di totale sicurezza.
I partecipanti alle
Olimpiadi non erano professionisti ma semplici cittadini scelti dalle vari
città dopo rigorose selezioni. Dovevano essere però di stirpe greca e
ubbidienti agli dei e alle leggi delle loro città. Il vincitore di ogni
gara veniva proclamato eroe nazionale e premiato con una corona di foglie
d'alloro. |
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Ricostruzione del santuario di Olimpia |
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Le
discipline atletiche
Queste
sono le principali discipline in cui si cimentavano gli atleti durante i
Giochi olimpici,
così come appaiono dalle «pitture
vascolari», cioè
dalle pitture eseguite dai ceramisti su vasi, tazze, anfore, bicchieri. |
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LOTTA |
LANCIO DEL DISCO |
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SALTO IN LUNGO |
LANCIO
DEL GIAVELLOTTO |
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PUGILATO |
CORSA |
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Le
Olimpiadi antiche si svolsero fino al 393 d. C., poi, per vari motivi, non
furono più celebrate.
Dopo
molti secoli, e precisamente nel 1896, su iniziativa di un francese, il
barone Pierre de Coubertin, vennero riprese.
La
prima città che le organizzò fu proprio Atene, vi parteciparono atleti di
13 nazioni. Da allora si svolgono ogni quattro anni, a parte le
interruzioni dovute alle ultime due guerre mondiali.
L'ultima Olimpiade si è svolta dal 13 al 29 agosto 2004; ancora una volta
è stata la città di Atene ad ospitarla. |
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L'abbigliamento
Il costume maschile
Il
capo principale dell'abbigliamento maschile era un rettangolo di lana
senza cuciture, che in origine serviva da abito di giorno e da coperta di
notte. Da questo rettangolo a doppio uso derivò la tunica corta, chiamata
«chitone»,
fermata da una spilla sulla spalla destra e stretta alla vita da una
cintura. Tolta la cintura questa tunica serviva da veste da notte; coperta
da una corazza faceva invece parte della divisa militare; infine,
allungata fino ai piedi, veniva utilizzata come abito da cerimonia dai
personaggi importanti e come vestito da inverno contro il freddo.
Dal
rettangolo primitivo nacquero anche il mantello o «himàtion»,
una pezza di lana di grande dimensione(2 metri per 3) e la clamide, più
corta |
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I
giovani portano una tunica corta (chitone) |
Gli uomini maturi portano una tunica o
chitone lunga fino ai
polpacci. |
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Gli
schiavi avvolgono intorno ai fianchi un
perizoma. |
L'himàtion
si indossa con o senza tunica e lasciando scoperta una spalla. |
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I giovani e i soldati si avvolgono in un mantello corto, la
clamide. |
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Cappelli e calzature
I Greci
portavano cappelli
e cappucci
contro il freddo e, ai piedi,
sandali
leggeri ed eleganti che lasciavano il piede quasi nudo o scarpe alte
contro le intemperie. I sandali più ricercati erano di stoffa color
porpora e avevano fibbie a forma di fiori. |
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Il
costume femminile
Fra
uomini e donne le differenze nell'abbigliamento erano impercettibili.
Grazie a Omero sappiamo che, presso le popolazioni doriche, esisteva un
costume chiamato
peplo, che non era
altro che il rettangolo di lana usato dagli uomini.
Ad Atene
questo costume dorico fu sostituito da quello ionico, costituito dalla
tunica di lino,
chiamata chitone
come quella maschile ma in genere lunga fino a terra.
Sopra la
tunica lo donne indossavano lo stesso
mantello
degli uomini che fermavano su una spalla, facendone ricadere l'estremità
sul petto. |
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L'austero chitone spartano fermato sulle spalle con delle spille a
sinistra, mentre a destra è riprodotto il leggiadro chitone ateniese.
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L'Himàtion della festa può essere leggero e trasparente. |
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L'himàtion
da viaggio è di lana pesante. |
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RELIGIONE |
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Dei
ed eroi |
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Secondo i Greci il mondo era incominciato con un grande disordine, che
essi chiamavano Caos.
Il disordine durò finché da Caos nacque
Gea,
la Madre Terra,
la quale partorì
Urano, il
Cielo,
che divenne poi suo marito. Ebbero molti figli, tra cui i quattordici
Titani.
Uno di loro Cronos,
il Tempo,
guidò una ribellione di suoi fratelli contro suo padre e lo depose dal
trono. Cronos generò
Zeus il quale,
aiutato dai suoi fratelli e dalle sue sorelle affrontò i Titani in
battaglia e li sconfisse. Depose Cronos e divenne il re dei nuovi dei.
Essi scelsero di abitare sul Monte
Olimpo,
nel nord della Grecia, la cui cima è invisibile perché sempre coperta di
nubi e vennero chiamati dei olimpici. |
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Zeus |
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Era
il re degli dei e e governava il Cielo. Era lo sposo infedele di sua
sorella Hera, che tradiva con numerose donne mortali alle quali appariva
sotto varie forme, per esempio come toro, cigno o neve dorata. In origine
era stato la divinità degli Indoeuropei, che lo chiamavano diaus, da cui
deriva il nostro termine dio. |
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Hera |
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Sorella
e sposa di Zeus, proteggeva le donne e i matrimoni. Era bella, orgogliosa
ed eternamente risentita per i tradimenti del marito. Spesso perseguitava
crudelmente le sue amanti e i loro figli. |
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Poseidone |
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Fratello di Zeus, era il dio
del Mare. Quando non stava sull'Olimpo risiedeva in un palazzo sottomarino
in cui allevava splendidi cavalli. Era stato un antico dio cretese e i
greci lo ritenevano responsabile dei terremoti. |
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Ades |
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Era il re del mondo
sotterraneo e dei morti, che sorvegliava da vicino, permettendo loro, ma
raramente,di tornare per qualche ora tra i vivi. Possedeva tutti i metalli
e le pietre preziose della Terra. Rapì e sposò Persefone, figlia di
Demetra. |
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Hestia |
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Era
la dea della Terra e del focolare. Era gentile e pura e se ne stava in
disparte durante i continui litigi degli altri dei. rinunciò al suo posto
nell'Olimpo, che fu quindi occupato da Dionisio. Ogni famiglia greca aveva
in casa un altare dedicato a lei. |
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Demetra |
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Era la
dea della vegetazione. Quando sua figlia Persefone fu rapita, trascurò
tutte le piante per cercala e così creò l'inverno. Poiché Ades acconsetì a
rimandarla per qualche mese a sua madre, nacque l'estate. |
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Afrodite |
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Dea
dell'amore e della bellezza,era nata dal mare su una conchiglia. Era
sposata a Efesto,ma amava Ares.affascinava chiunque e portava una cintura
d'oro alla quale nessuno poteva resistere. |
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Ares |
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Dio
della guerra e amante di Afrodite, era violento e facile all'ira. Secondo il mito,una volta fu chiamato dagli atenesi a
giudicare un omicida sulla collina dell'aeropago , che prese quindi
il nome da lui. |
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Efesto |
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Era il
Dio fabbro di origine ittita e aveva la sua cucina nelle viscere
dell'Etna,in Sicilia. Cosruì il trono e poi lo scudo d'oro di Zeus,il
quale lo agitava per scatenare fulmini,tuoni e tempeste. Era zoppo
e amava sua moglie Afrodite senza esserne riamato. |
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Artemide |
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Era la
dea della Luna e la Signora degli animali. Le piaceva cacciare e,
quando era arrabbiata, le sue frecce causavano epidemie e pestilenze
tra gli uomini. Proteggeva le adolescenti e le donne incinte. |
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Ermes |
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Era un
ragazzino astuto e molto precoce, autore di trucchi e di scherzi . Riuscì
a rubare il gregge di Apollo e inventò la lira, uno
strumento musicale a corde molto amato dai greci. Divenne il
messaggero degli dèi e il protettore dei viandanti e dei
ladri. Si diceva anche che avesse inventato l' alfabeto, la
matematica, l' astronomia e il pugilato. |
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Apollo |
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Fratello gemello di Artemide,era dio del Sole,ma proteggeva anche la
musica,la poesia e la scienza. Quando era nella culla,e Delfi ,uccise un
pitone che voleva strangolarlo. Da quel giorno Apollo scelse Delfi come
sede del suo santuario. |
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Atena |
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Un
giorno Zeus aveva un terribile mal di testa e ordinò a Efesto di
spaccargliela con un'ascia. Dal suo cranio uscì Atena armata di elmo,
scudo lancia. Divenne la dea della saggezza e della guerra e la
protettrice della città di Atena |
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Dionisio |
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Dio
del vino e della fertilità, percorreva il mondo insegnando agli uomini
come coltivare la vite, accompagnato da donne ebbre e fanatiche. Divenne
il dodicesimo dio olimpico quando Hestia rinunciò al suo posto.
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Tempio Il
tempio greco, un luogo per custodire le statue degli dei, era sorretto da
una schiera di colonne ed era decorato con sculture di marmo e pitture.
All'ingresso le colonne reggevano il frontone triangolare, decorato con
bassorilievi di marmo. All'interno c'era una stanza rettangolare con la
grande statua del dio a cui il tempio era dedicato. Ai suoi piedi venivano
lasciate le offerte dei fedeli: rami di alloro, frutta fresca, vasi
decorati a mano o recipienti d'olio d'oliva. La sacerdotessa sistemava i
doni nel tempio e bruciava incenso, mentre recitava le preghiere al dio. |
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Le colonne utilizzate
avevano diverse origini |
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Colonna
dorica |
Colonna ionica |
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Colonna corinzia |
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