GLI ALUNNI DELLA 4^ C SONO FELICI DI AVER PROGETTATO E REALIZZATO IL LAVORO IN HTML SULLA GRECIA

 

 

 

 

 

 

   
 

     
 

     
 

   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UN TERRITORIO DI MONTAGNE E VALLI

 

 

 

La penisola balcanica si restringe nel Mediterraneo e forma il territorio della Grecia, coperto da imponenti montagne. Infatti la Grecia è per due terzi ricoperta da montagne. Le due massicce montagne: l'Olimpo e il Parnaso, si innalzano vicino alla costa.

   
  Le pianure coltivabili rappresentano solo un terzo del territorio, ma anche nelle poche pianure a disposizione la situazione dell'agricoltura è precaria. La Grecia infatti è solcata da fiumiciattoli poco profondi, spesso asciutti, che rendono difficile l'irrigazione dei campi.

 

 

 

Nell'antichità, come pure oggi, l'agricoltura era praticata soprattutto lungo le coste che, talmente frastagliate e comprendente tante isole, raggiungono la lunghezza di 15000 chilometri( il doppio dello sviluppo costiero dell'Italia). si coltivavano grano, orzo, vite e olivo e venivano allevate capre e pecore.

 

 

 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA FORMAZIONE DEL POPOLO

 

 

 

Verso il 1200 a. C. la civiltà micenea scomparve sia per una serie di terremoti devastanti, sia per mano umana. In quell'epoca una parte del territorio greco fu occupato dai Dori, una popolazione proveniente dal Danubio, che si sovrapposero ai Micenei, chiamati anche  Achei, e agli Ioni, originari dell'Attica. Seguì un periodo di crisi che durò quattro secoli, dal 1200 all'800 a. C., e che oggi si chiama «Età buia» perché priva di documenti scritti e nota solo dalle testimonianze archeologiche e dai ricordi che affiorano dall'«Iliade» e dall'«Odissea».

 

 

 

In questo periodo Achei, Dori e Ioni fecero matrimoni misti, fusero le loro civiltà e crearono un nuovo popolo che:
  • parlava greco, una lingua indoeuropea ma diversa dal miceneo;

  • usava l'alfabeto, imparato dai Fenici;

  • si riconosceva in una religione comune costituita da miti che narravano le vicende degli dei e degli eroi, i figli di una divinità e di un essere mortale, e da riti quotidiani che culminavano nelle grandi celebrazioni comuni delle Olimpiadi. Il 776 a. C., anno della prima Olimpiade, è considerato il primo anno della storia del popolo greco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

GOVERNO

 

 

 

Il popolo greco compì una prima straordinaria impresa che non aveva precedenti in nessun 'altra civiltà: elaborò l'organizzazione politica della «polis».

POLIS in greco significa «città» e non indica solo la città materiale con le sue strade e i suoi edifici, ma anche una rivoluzionaria forma di governo in quanto da polis deriva la parola «politica». Tale forma di governo è basata:

  • sull'uguaglianza di tutti i cittadini;

  • sul loro diritto di riunirsi in Assemblea;

  • sul diritto dell'assemblea di votare pro o contro una legge proposta da uno dei cittadini;

  • sul principio di maggioranza, che impone alla minoranza di adeguarsi alla decisione che ha prevalso numericamente.

  • La polis quindi non è più la «città del re», in cui un sovrano impone le sue decisioni ai sudditi, ma è la «città dei cittadini» che, attraverso il governo, si autogovernano.

  • In Grecia ogni città era indipendente, con governo e leggi proprie, e quindi erano chiamate «città-stato»

 

 

 

 

 

La polis, un'invenzione del popolo greco, fu la prima città del mondo ad avere una piazza, e i greci la chiamarono «agorà» che significa «adunanza» ed aveva un fine politico: creare uno spazio per radunare l'Assemblea dei cittadini, poi aggiunsero il mercato, il tribunale, la ornarono con fontane e la circondarono di portici. Era il cuore sociale della «città bassa».

 

 

 

La polis aveva anche la «città alta», l'acropoli, una cittadella fortificata situata su una collina, che ricordava le antiche fortezze micenee. essa non era più la sede del potere del re, ma la sede del potere religioso, rappresentato dai templi degli dei che proteggevano la città.

 

Infine, intorno, vi era la «chora», la campagna, che non era un luogo deserto ma era abitata da gran parte della popolazione e c'erano numerosi santuari. Nella polis tutti i cittadini erano uguali e avevano diritto di voto, ma non tutti gli abitanti erano cittadini.

 

Per avere il diritto di di cittadinanza occorrevano ben quattro condizioni:

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

essere maschi

essere liberi

 

 

 

 

Le donne non ebbero mai la cittadinanza

Questa condizione nascondeva un problema gravissimo: la maggior parte dei contadini aveva campi piccoli e aridi dove una siccità bastava a distruggere il raccolto. Per sfamarsi e seminare l'anno dopo, chiedevano agli aristocratici in prestito il grano; ma poiché non riuscivano mai a restituirlo, in base a una legge orale antichissima, diventavano «schiavi per debiti» e perdevano la cittadinanza.

 

 

 

 

 

essere proprietari di terra

essere in grado di armarsi a proprie spese

 

 

 

 

Escludeva i mercanti e gli artigiani e fu modificata nel VII secolo a.C.

Escludeva i contadini poveri che pur possedendo un campo non avevano abbastanza denaro per mantenere, oltre alla lancia e alla spada,anche un cavallo, necessario per combattere in guerra.

 

 

 

 

Alla fine sono cittadini solo i grandi proprietari terrieri, cioè gli aristocratici, perciò nel primo periodo della polis le città greche furono sconvolte da lotte sociali scatenate dai contadini poveri contro gli aristocratici. Questi incoraggiarono, finanziando, l'emigrazione e la colonizzazione. Così i contadini emigrarono verso zone più fertili dell'Asia Minore, del Mar Nero, della Sicilia, dell'Italia meridionale( che successivamente prese il nome di Magna Grecia), e della Gallia. In queste terre fondarono nuove città.

 

 

 

LA COLONIZZAZIONE

 

 

 

 

 

 

 

 

MAGNA GRECIA

 

 

 

Alcune grandi città italiane, come Napoli, Reggio Calabria, Taranto, Agrigento e Messina, furono fondate dai Greci.

 

 

 

Due templi greci a Paestum in Campania

 

 

 

 

 

 

 

Nel VII secolo a. C. gli artigiani e i mercanti ottennero la cittadinanza grazie all'invenzione della moneta coniata che eliminò il baratto rendendo più semplice e veloce i commerci e arricchendo le loro  categorie  che acquistarono maggiore peso sociale avendo la possibilità di entrare a far parte della falange oplitica, dalla parola «oplon» che significa scudo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ATENE

 

 

 

Atene si sviluppa nell'Attica vicino al porto del Pireo. La terra è poco coltivabile, produce vino, olio e fichi, mentre i numerosi porti naturali favoriscono la pesca e il commercio.

 

 

 

Il territorio è diviso in «trittìe»: della pianura (ricchi proprietari), della montagna (contadini poveri), della costa (mercanti e artigiani).

 

 

 

Nel 594 a. C., per placare gravi lotte sociali, Atene dà il compito a Solone di riformare la Costituzione. Solone libera gli schiavi per debiti. Poi sale al potere il tiranno Pisistrato e riporta Atene alla prosperità. Nel 508 a.C. Atene affida a Clistene una nuova riforma della Costituzione. Clistene parte da una riforma elettorale: distribuisce le trittìe in dieci tribù in modo che ogni tribù sia composta da tre trittìe diverse. Ad ogni trittìa attribuisce un solo voto per eleggere i magistrati in modo che gli abitanti della costa e della montagna sono avvantaggiati e si evitano le lotte dei più poveri contro i ricchi aristocratici.

 

 

 

Clistene elabora la Costituzione e forma una vasta Assemblea chiamata Ecclesia, costituita da 40.000 cittadini a cui viene data pina libertà di parola e ampi poteri.

L'Ecclesia è aiutata dalla Bulè, un Consiglio di 500 cittadini che sono eletti, per sorteggio, ogni anno ed è l'organismo di governo più importante dello Stato.

Ogni anno l'Assemblea nomina dieci strateghi che comandano l'esercito e mantengono l'ordine in città. L'Assemblea, inoltre, può condannare all'esilio (ostracismo) chi è sospettato di desiderare la tirannide.

Questo tipo di governo si chiama democratico.

 

 

 

DEMOCRAZIA significa «potere di tutti»

Tutti i cittadini ateniesi, ricchi o poveri, hanno uguali diritti, a eccezione degli stranieri, degli schiavi e delle donne. Le donne nono solo sono prive dei diritti civili, ma non hanno neppure la considerazione di cui godono a Sparta.

 

 

 

 

 

 

 

Le donne ad Atene

  • Sei proprio sfortunata! Rispetto a quella di una tua coetanea spartana la tua vita, se appartieni a una buona famiglia, sarà senz'altro più comoda, ma anche infinitamente più noiosa.

  • Da piccola non potrai imparare a leggere e scrivere. Vivrai con tua madre e con le schiave nel «gineceo», la parte della casa riservata alle donne, giocherai con le bambole di legno o di terracotta e imparerai a filare e a tessere.

  • Appena adolescente andrai sposa al giovane al quale tuo padre ti ha destinata e non potrai ribellarti. Fino a quel momento tuo padre ha avuto su di te potere di vita o di morte. Dal matrimonio in poi lo stesso potere passa a tuo marito.

  • Potrai uscire di casa solo in occasione delle cerimonie religiose o per i matrimoni delle tue amiche.

  • Ogni giorno manderai le schiave alla fontana o a fare la spesa e aspetterai impaziente il loro ritorno per sapere i pettegolezzi che girano in città.

  • Vedrai raramente tuo marito e, quando ciò accadrà, dovrai parlare poco perché gli uomini giudicano le donne degli esseri inferiori e si annoiano al loro chiacchiericcio.

 

 

 

 

 

 

L'educazione ad Atene

 

 

 

Ad Atene l'educazione era a spese dei genitori ed era riservata solo ai figli maschi. Non c'erano scuole e le lezioni erano tenute a casa dei maestri o pedagoghi. I bambini cominciavano a studiare a sette anni e imparavano a leggere,a scrivere,a far di conto, a suonare uno strumento musicale ed imparavano a memoria i versi dei poeti, soprattutto quelli di Omero che era considerato il massimo poeta.

 

 

 

Molto importante era, a partire dai quattordici anni, l'insegnamento della ginnastica. Esso consisteva nelle cinque prove del pentathlon: lotta, corsa, salto in lungo, lancio del giavellotto e del disco. Il maestro si chiamava pedotriba. Egli indossava un mantello di porpora e aveva un lungo bastone per punire gli allievi indisciplinati e per dividere i lottatori.

 

 

 

 

 

 

 

SPARTA

 

 

 

Inserita fra le montagne impervie del Peloponneso, Sparta non ebbe mai bisogno di costruire mura per difendersi. Sparta vuol dire «la sparpagliata» perché era nata dall'unione di cinque villaggi. Non fu una fusione spontanea, ma imposta dai Dori che occuparono la popolazione locale e presero il nome di Spartani.

In seguito occuparono la Messenia, una fertile pianura,utilizzando l'esercito oplitico ma vissero sempre in costante allarme. L'esercito oplitico, l'esercito più forte di tutta la Grecia, diede agli spartani il predominio su tutto il Peloponneso.

Anche Sparta aveva una Costituzione che affondava le sue origini in un passato lontano. Veniva attribuita ad un personaggio mitico, Licurgo,era tramandata oralmente e non fu mai modificata. Sparta ha una Costituzione oligarchica perché il potere è nelle mani di pochi. Secondo la Costituzione tutte le terre, divise in parti uguali, sono affidate in usufrutto agli Spartiati, chiamati anche Uguali, che sono 5.000. La loro Assemblea (Appella) decide sulle proposte di legge del Consiglio chiamato Gherusia composto da 28 gheronti (anziani) più 2 re appartenenti a due grandi famiglie doriche.  I due re  in guerra comandano l'esercito. Cinque éfori ( magistrati) potentissimi sono addetti alla gestione dello stato.

 

 

 

 

 

Le donne a Sparta

  • Da piccola vivrai nella casa dei tuoi genitori, ma passerai gran parte della giornata a esercitarti con le compagne della tua squadra nella corsa, nella lotta e nel lancio del disco e del giavellotto.

  • Durante le cerimonie danzerai nuda esibendo senza malizia il tuo corpo atletico.

  • Imparerai quel che basta  a leggere, scrivere e cantare in coro.

  • Quando sarai adolescente ti sposerai e darai figli alla patria. Sarai rispettata d a tuo marito e dalla comunità maschile perché essi considerano il parto un atto eroico quanto il combattimento.

  • Se incontrerai una donna ateniese che ti dice:«Soltanto a Sparta si assiste allo spettacolo di donne che sembrano dare ordini agli uomini» rispondile:«E' vero, ma è anche vero che solo a Sparta le donne sanno generare uomini veri».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La vita di uno Spartiata

  • A cinque anni verrai tolto a tua madre e sarai educato dalla comunità dei maschi adulti.

  • Imparerai quanto basta per leggere e scrivere e verrai educato a obbedire, resistere alla fatica e vincere o morire in nome della patria.

  • Dedicherai molte ore al giorno agli esercizi atletici e militari con i tuoi compagni e sarai quasi sempre nudo, sia sotto il sole che sotto la neve, per temprare il fisico e abituarlo a sopportare qualsiasi sofferenza. Imparerai anche a leggere, a scrivere e a cantare cori patriottici.

  • A dodici anni sarai rasato a zero e riceverai un mantello color porpora, simile al sangue che ben presto sarà versato in battaglia.

  • Dormirai con i compagni della tua squadra su pagliericci di canne.

  • Mangerai a mensa con gli adulti, il cibo sarà pochissimo e ogni pasto comincerà con un brodo nero a base di cinghiale cotto nel sangue con sale  e aceto che gli stranieri giudicano immangiabile. Avrai sempre fame, ma attento: i tuoi vicini di tavola contano i tuoi bocconi e se mangerai troppo poco, verrai punito perché sospettato di aver mangiato qualcosa di più appetitoso altrove.

  • Per dimostrare il tuo coraggio, ogni anno parteciperai alle cacce notturne contro i Messeni. Sarai armato solo di un coltello e dovrai ammazzarne il più possibile.

  • Parlerai pochissimo.

  • A diciotto anni ti sposerai per dare figli alla patria. Onorerai tua moglie e la rispetterai perché gli Spartani giudicano il parto un atto altrettanto eroico quanto il combattimento.

  • In guerra sarai un oplita; marciando il tuo scudo coprirà il corpo del tuo compagno e tu sarai coperto dallo scudo di un altro. Perciò non arretrerai di un passo di fronte al nemico e se abbandonerai lo scudo sarai condannato alla vergogna per sempre.

 

 

 Splendore e declino della Grecia

 Nel 499 a. C. la città greca Mileto, sotto il dominio persiano, si ribellò e Atene le inviò aiuti militari. Dario distrusse Mileto e dichiarò guerra ad Atene che aveva aiutato i ribelli. Nel 490 a.C.si svolge la Prima guerra persiana. Nella pianura di Maratona 10.000 Ateniesi, guidati da Milziade, affrontarono 20.000 Persiani e li sconfissero.

Erodoto, lo storico greco, così parla di questa incredibile battaglia: «Non c'è stata a oggi battaglia più gloriosa di questa...»

 

 

 

Dario, alla sua morte, lasciò al figlio Serse il compito di punire Atene. Serse fece  allestire un ponte di barche per invadere la Grecia via terra da nord mentre la flotta arrivò dal mare. Molte città della Grecia si unirono a Serse, invece Sparta e Atene si allearono e scoppiò la Seconda guerra persiana.

Leonida con solo 300 Spartiati resistette tre giorni alle Termopili rallentando l'avanzata persiana. Leonida e i suoi soldati morirono, ma il loro sacrificio permise agli Ateniesi di rifugiarsi nell'isola di Salamina e di dare avvio ad una terribile battaglia navale che li vide ancora una volta vittoriosi. Temistocle con 200 navi disperse 1.200 navi persiane.

 

      Battaglia di Salamina

 

Navi greche   

 

 

 

Ad Atene divenne stratega Pericle, che per le sue doti eccezionali, venne rinominato ogni anno dal 461 al 429 a. C. Il suo governo fece rinascere Atene: fece costruire il Partenone sulla collina che domina Atene e dedicato alla dea Atena, protettrice della città, delle mura che collegavano la città al suo porto: il Pireo...Pericle volle dominare il Mar Egeo e assunse il comando della Lega di Delo, mentre Sparta creò la Lega del Peloponneso.

 

 

 

 

 

 

 

Le rivalità fra Sparta ed Atene portarono alla guerra del Peloponneso che durò 27 anni, spaccando la Grecia in due parti e indebolendola. Pericle morì e gli strateghi successivi persero una lunga serie di battaglie e alla fine Atene si arrese.

 

 

   
   

 

Alessandro, detto Magno, cioè «grande» per le sue eccezionali imprese, salì al trono di Macedonia, una regione a nord della Grecia, nel 336 a. C., a soli vent'anni. Affidato al filosofo greco Aristotele aveva il sogno di unire in un unico stato i Greci e gli Orientali. Ci riuscì prima di morire di malaria a soli 33 anni, permettendo la diffusione della cultura greca in tutto l'Oriente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

GRANDI PERSONAGGI

 

 

 

 

 

I Greci ci hanno lasciato immensi capolavori in tutti i campi della cultura. La Grecia fu la patria della filosofia,parola che significa«amore per il sapere». I filosofi greci cercano di rispondere alle domande sull'origine dell'Universo e dell'uomo. Gli studiosi  greci si occuparono di astronomia,di matematica,di geografia,di storia e di medicina.

 

 

 

Archimede

 

 

 

Archimede nacque  nel 287 a.C. a Siracusa. Figlio di un astronomo, viaggiò in Egitto e probabilmente si fermò per numerosi anni ad Alessandria, diventando amico di Eratostene.Forse per gli studi compiuti su Eratostene,crebbe in lui la passione per l'astronomia. Ma non si occupò solo di astronomia:il suo interesse fu grande anche per la matematica, la fisica, la geometria e l'ottica .In tutti questi campi della conoscenza egli riuscì a raggiungere grandi risultati. Morì all'età di 75 anni, ucciso da un soldato romano.

 

Archimede facendo il bagno in una tinozza sentì che le gambe diventavano più leggere e le sollevò facendo traboccare l'acqua. Da ciò dedusse un importante principio fisico:«un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l'alto pari al peso del volume di fluido spostato».

 

 

 

 

Pitagora

 

 

Questo grande matematico nacque a Samo, isola del Mar Egeo. Si racconta che Pitagora fosse così geniale in matematica da mettere in difficoltà i suoi insegnanti. Per questa ragione fu mandato a studiare alla scuola di Talete, uno dei più grandi sapienti dell'epoca. Lo stesso Talete rimase sbalordito dal genio matematico di Pitagora. A lui dobbiamo molti teoremi di geometria. Inoltre Archimede introdusse l' uso del «pi greco» nel calcolo della circonferenza e dell' area del cerchio.

 

 

 

 

 

 

Aristotele

Nato a Stagira  in Tracia, a diciassette anni andò ad Atene per frequentare la scuola del filosofo Platone, del quale ben presto divenne il suo discepolo preferito. Divenuto  famoso in tutta la Grecia, fu anche  maestro di Alessandro Magno. Ad Atene Aristotele fondò una scuola, chiamata Liceo, perché situata in un gruppo di edifici dedicati ad Apollo Licio. Aristotele ha scritto molte opere di filosofia,conosciute in tutto il mondo.

 

 

 

Ippocrate

Con il medico greco Ippocrate la medicina fece grandi progressi, Il medico non era più considerato una via di mezzo fra il sacerdote e lo stregone, ma un vero studioso delle malattie.I medici cominciarono a studiare a fondo l corpo umano e a collegare tra loro le malattie, cercando di capire le cause e di elaborare rimedi efficaci per curarle. I discepoli di Ippocrate prestavano un giuramento che conteneva le regole fondamentali della professione medica. Tale giuramento viene richiesto ancora oggi ai nostri medici.

 

 

 

 

 

Aristarco

Aristarco intuì che la Terra compie un moto rotatorio intorno al  Sole. Lo provarono nel XVI e XVII secolo Galileo e Copernico. Eratostene intuì che la Terra è rotonda e ne calcolò con sorprendente approssimazione la circonferenza. Magellano fece poi il primo giro del mondo nel XVI secolo.

 

 

 

 

 

Anassimandro

Era convinto che gli uomini non erano apparsi sulla Terra nella forma attuale, ma derivano da altre creature,forse dai pesci.

Senofane

 Esaminò i fossili e scoprì che erano le tracce di piante e animali antichissimi conservati nella roccia. Questi concetti sono alla base della Teoria dell' evoluzione di Darwin.

 

 

 

 

 

 

Talete

Riuscì a calcolare l'altezza delle piramidi misurando la loro ombra. Disse anche di essere riuscito a prevedere un'eclissi di Sole.

 

 

   

 

Anassagora

Capì che la Luna non produce luce propria, ma riflette quella del Sole. Inoltre comprese che le eclissi non sono frutto di magia, ma sono causate dal passaggio della Luna che si frappone tra la Terra e il Sole.

 

   
   

 

 

 

Omero

 Dalla vita di Omero, al quale è tradizionalmente attribuita la composizione dei due massimi poemi epici del mondo antico, l'Iliade e l'Odissea, non si sa nulla: né quando visse, né dove. Alcuni dubitano persino che sia mai esistito, ma la leggenda più conosciuta tramanda che fosse un cantore cieco originario di Chio.

 

 

   
 

ILIADE

Poema epico in 24 canti attribuito a Omero, composto in esametri dattilici(piede metrica della poesia greca a latina formato da una sillaba lunga e da due brevi) probabilmente tra il IX e l'VIII secolo a.C. Considerato tra le più importanti testimonianze della letteratura greca antica. E' uno dei massimi capolavori della cultura universale e ha esercitato enorme influenza sui poeti e gli scrittori occidentali, da Eschilo a Virgilio, da Dante a Shakespeare.

L'Iliade (da Ilio, nome greco della città di Troia) non racconta l'intera vicenda della guerra di Troia; narra soltanto un episodio importante, che avviene prima della fine del conflitto. L'azione si svolge in circa cinquanta giorni, dal ritiro di Achille dal combattimento perché irato contro Agamennone al suo rientro in battaglia per vendicare la morte dell'amico Patroclo.

 

  Antefatto

Il principe troiano Paride, figlio del re Priamo, è invitato da Artemide, Afrodite ed Era, tre dee dell'olimpo, a giudicare chi fra loro sia la più bella. Paride sceglie Afrodite che gli ha promesso, in cambio della vittoria l'amore della bellissima Elena moglie Menelao re di Sparta. Paride rapisce Elena; per vendicare l'offesa Menelao, il fratello Agamennone, re di Argo e Micene, e altri re raccolgono una flotta e assediano Troia.

 

 

 

   
  Luoghi
 

   

SPARTA

Significa, oltre a «sparpagliata», anche «seminata» per indicare la fertilità del suolo dove sorge. Sede del regno di Menelao.
Fu fondata da Lacedemone, figlio di Zeus, e Sparta, figlia di Eurote

 

MICENE

Situata sulla pianura dell'Argolide, era stata fondata da Perseo. Sede del regno di Agamennone. La sua "porta dei leoni " è la più antica scultura europea.

 

ITACA

Isola del mar Ionio di circa 174 kmq era la patria di Ulisse.
Era ricca di viti e ulivi, e le coste presentano tutt'oggi golfi e rientranze adatte all'entrata e all'uscita di navi.

 

TROIA

Città dell'Asia Minore, capitale del regno di Priamo, distrutta dai greci nel 1184 a.C. fu fondata da Dardano figlio di Zeus

 

   
   

 

 

 

Vicenda

E' il decimo e ultimo anno dell'assedio di Troia; nel campo dei Greci infuria un'epidemia inviata da Apollo,adirato perché Agamennone, re dei Greci e comandante supremo dell'esercito acheo, ha preso prigioniera la giovane Criseide e rifiuta di renderla al padre, sacerdote del dio.

L'indovino Calcante svela la causa dell'epidemia e suggerisce di restituire la fanciulla per placare l'ira di Apollo. Agamennone pretende in cambio Briseide, schiava del più valoroso tra i guerrieri greci, Achille, che l'aveva ricevuta come premio di guerra dallo stesso Agamennone.

 Achille si sente disonorato, s'infuria e decide di ritirarsi dalla guerra. Sua madre Teti chiede e ottiene da Zeus di ostacolare i Greci fino a quando Achille non torni a combattere (canto I). Zeus manda ad Agamennone un sogno ingannevole che lo convince sia giunto il momento di attaccare Troia (canto II).

 Inizia la battaglia e il troiano Paride si offre di sfidare in duello il greco Menelao per decidere le sorti della guerra: mentre i troiani e la bellissima Elena assistono alla scena dall'alto delle mura di Troia, Paride sta per soccombere, ma viene salvato da Afrodite (canto III).

I combattimenti si interrompono e sembra che la guerra stia per concludersi, ma Era, che odia i Troiani, ottiene da Zeus la promessa che Troia sarà sconfitta e distrutta. Per intervento di Atene la guerra riprende (canto IV ): negli scontri si mettono in luce il greco Diomede,al quale Atena ha conferito una forza straordinaria, e i troiani Enea ed Ettore, sostenuti da Afrodite e Ares (canto V).

Poiché i Troiani stanno per avere la peggio, l'indovino Eleno consiglia al fratello Ettore, comandante dell'esercito troiano, di offrire sacrifici ad Atena affinché ridimensioni la potenza di Diomede. Ettore rientra in città, ordina i sacrifici e incontra la moglie Andromaca che, tra le lacrime, gli chiede di non esporsi in battaglia; Ettore, consapevole del proprio ruolo, la convince che sarebbe per lui un disonore non combattere in prima linea ( canto VI). 

La battaglia riprende; Ettore sfida a duello Aiace Telamonio, ma la sfida rimane senza vincitore perché cala la notte (canto VII). Zeus vieta agli dei qualsiasi intervento nella guerra, che riprende dopo una breve tregua per seppellire i morti; i Troiani incalzano i Greci e li respingono verso le loro navi (canto VIII); gli Achei decidono allora di inviare un'ambasceria ad Achille per chiedergli di tornare a combattere; l'eroe rifiuta nonostante l'abile discorso di Ulisse (canto IX).

 Agamennone invia nella notte Ulisse e Diomede a esplorare il campo troiano: i due greci, dopo aver ricevuto la delazione del troiano Dolone, attraversano l'accampamento dei Traci e ne fanno strage (canto X). Al mattino i combattimenti riprendono e molti guerrieri greci, tra i quali anche Agamennone, Diomede e Ulisse, vengono feriti (canto XI ).

I Troiani, guidati da Ettore riescono a sfondare il muro che i Greci avevano costruito a difesa delle loro navi(canto XII),ma Poseidone rincuora gli Achei, che reagiscono (canto XIII). Con l'aiuto del Sonno, Era ordisce un tranello per nascondere a Zeus l'aiuto che Poseidone sta offrendo ai Greci, così Ettore viene ferito da Aiace e i Troiani vengono messi in fuga(canto XIV ).

Zeus scopre l'inganno di Era e ordina a Poseidone di ritirarsi dalla guerra e ad Apollo di sanare la ferite di Ettore. I Troiani riprendono vigore e appiccano il fuoco alle navi dei Greci ( canto XV). Per i Greci la situazione si fa  grave e Patroclo, il più caro amico di Achille ,chiede all'eroe di prestargli le sue armi perché i Greci credano che Achille sia tornato e si rianimino.

 Patroclo combatte con valore ma Ettore aiutato da Apollo, lo uccide ai piedi delle mura di Troia (canto XVI). Alla notizia della morte di Patroclo, Achille decide di prendere a combattere e si riconcilia con Agamennone, mentre la madre Teti fa forgiare per lui da Efesto delle nuove armi (canti XVII-XIX).

Sceso in campo, Achille fa strage di Troiani cercando Ettore (canti XX-XXI) e, travolto, lo uccide, non prima di aver appreso da lui e morirà per mano di Paride. Poi il greco lega il cadavere del nemico al suo cocchio e lo trascina nella polvere alle mura di Troia, mentre Andromaca e le donne troiane piangono (canto XXI ). Più tardi, nel campo dei Greci, Achille partecipa ai giochi funebri in onore di Patroclo (canto XXIII).

L'indomani gli dei inviano Teti da Achille per chiedergli di restituire il corpo di Ettore al padre Priamo, il quale, recatosi da solo nella tenda dell'eroe greco, commuove Achille con il suo dolore e ottiene la restituzione del cadavere del figlio. I troiani possono così celebrare adeguatamente i funerali del loro eroe (canto XXIV).   

 

 

 

 

 

 

I personaggi

 

MENELAO

 Re di Sparta, figlio di Atreo e fratello di Agamennone.
Marito di Elena. Al suo ritorno in patria accoglie Telemaco, il figlio di Ulisse, e gli dà notizie del padre

 

 

 

ULISSE

 Ulisse , re di Itaca, incarna nella tradizione l'eroe assetato di conoscenza,che compie imprese gloriose e grazie ai suoi astuti stratagemmi supera ogni genere di avversità. Le sue avventure sono narrate nell' Odissea, il poema di Omero che costituisce un capolavoro dell' epica di tutti i tempi. Le peregrinazioni di Ulisse, gli eventi e i personaggi della sua storia, sono diventati ormai parte integrante dell'immaginario occidentale, come elementi simbolici che riflettono alcuni aspetti fondamentali dell'esistenza umana.

ETTORE

 Nella mitologia greca, è figlio maggiore del re Priamo e della regina Ecuba di Troia e marito di Andromaca. Nell'Iliade di Omero, Ettore, capo dell'esercito troiano durante la guerra di Troia, tenne testa ai Greci per nove anni. Durante una battaglia, tuttavia, Ettore uccise Patroclo, il migliore amico di Achille. Questi si era ritirato dai combattimenti a causa di una lite con il re Agamennone, capo dell'esercito greco, ma ritornò al campo di battaglia per vendicare la morte di Patroclo.In preda al dolore per la morte dell'amico, Achille sfidò Ettore in duello e lo uccise; poi legò il cadavere al suo carro e lo trascinò fino all'accampamento greco. Venuto a sapere che Achille intendeva negare i riti funebri a Ettore, Priamo, con l'aiuto del dio Ermes, si recò nella tenda del greco per chiedere la restituzione del corpo del figlio. Commosso dal dolore del vecchio re, Achille accettò e indisse una tregua per consentire ai troiani di dare a Ettore una degna sepoltura.

 

 

   
   
 

ACHILLE

 Achille nella mitologia greca, il più grande eroe della guerra di Troia. Figlio della nereide Teti e di Peleo, re dei mirmidoni della Tessaglia,fu immerso da bambino nelle acque dello Stige, che lo resero immortale; tuttavia, poiché la madre lo immerse reggendolo per un tallone, questo rimase il suo unico punto vulnerabile. Durante l'assedio di Troia, Achille si distinse in molte battaglie, ma quando Agamennone, re di Micene, pretese per sé la giovane prigioniera Briseide, Achille vieto ai Mirmidoni di combattere e si chiuse nella sua tenda; ne seguì un attacco dei Troiani, imbaldanziti dalla sua assenza, e una ritirata precipitosa dei Greci. Quando Patroclo, suo amico e compagno d'armi che aveva ottenuto guidare i Mirmidoni in battaglia, fu ucciso dal principe troiano Ettore, Achille riprese le armi, si batté con Ettore, lo vinse e ne trascinò trionfalmente il cadavere dietro il  suo carro. Dopo aver ucciso Memnone, re degli Etiopi alleato dei Troiani, e suo ultimo avversario, Achille guidò i Greci sulle mura di troia, dove Paride gli inflisse una ferita mortale al tallone. La contesa tra Achille e Agamennone, la battaglia che ne seguì, il duello con Ettore e il riscatto del corpo di quest'ultimo da parte del padre Priamo sono immortalati  nell'Iliade di Omero.

PATROCLO

Figlio di Menezio e amico di Achille. Quando quest'ultimo si ritira dalla lotta per un'offesa fatta dagli Agamennone, indossa le sue armi e combatte contro i troiani, ma viene ucciso da Ettore.

 

 

ELENA

 Elena (Bitinia, 257-? 335 a.C. ), santa madre dell'imperatore Costantino I il  Grande. Nata nell'antica provincia romana della Bitinia, Elena fu ripudiata dal marito Costanzo Cloro a causa delle proprie origini plebee, quando quest'ultimo divenne imperatore nel 293. Dedicò il resto della vita ai pellegrinaggi religiosi, visitando Gerusalemme nel 327 a.C. e fondandovi le chiese del Santo Sepolcro e della Natività. Secondo alcune leggende,Elena ritrovò la vera croce di Cristo in Palestina.

 

 

   
   
   
 

Agamennone

Nella mitologia greca è re di Micene e comandante dell'esercito Acheo nella guerra di Troia. Era figlio di Atreo.Quando i Greci si riunirono in Aulide, prima di salpare verso Troia, vennero ostacolati da venti contrari. Per placare la tempesta, Agamennone sacrificò sua figlia alla dea Artemide. Dopo dieci anni di assedio Troia fu conquistata e Agamennone ritornò in trionfo a Micene portando con sé la principessa troiana Cassandra, assegnatogli come ricompensa dall'esercito greco vittorioso. Sua moglie lo accolse amorevolmente, ma poi lo uccise a tradimento con l'aiuto dell'amante Egisto. Il figlio Oreste ne vendicò la morte sette anni dopo.

 

   
  Le armi

L'armatura degli eroi dell'Iliade era composta da gambiere, corazza, scudo, elmo, lancia e spada, pezzi unici, veri e propri capolavori di artigianato.

 

 

LE GAMBIERE

Le gambiere proteggevano gamba ginocchio e caviglia, erano spesso ornate e decorate.

CORAZZA

La corazza aderisce al corpo come una seconda pelle. Ha dei motivi ornamentali ed elaborate decorazione. "Quella di Agamennone ha 10 fasce di smalto nero, 12 d'oro e 20 di stagno; serpenti di smalto nero si snodano verso il collo."

SCUDO

A seconda delle epoche lo scudo si presenta in due forme una circolare e l'altra rettangolare, è formato da pelli di bue sovrapposte e cucite su un telaio di legno, con una piastra di bronzo applicata all'esterno e personalizzata da ornamenti.

ARCO

L'arco era considerato dai greci "barbaro e vile" perché colpiva da lontano e impediva lo scontro corpo a corpo.

 

 

 

SPADA

è un'arma di ripiego che serviva per lo scontro diretto dopo che il tiro della lancia era andato a vuoto. Poteva avere degli ornamenti d'oro e d'argento.

LANCIA

La lancia è lo strumento principale del duello epico era l'arma insieme alla spada dell'aretè (coraggio guerriero). Era formata da un'asta di legno con un puntale di bronzo capace di perforare la corazza.

ELMO

La parte più evidente e decorativa dell'armatura. Formato da placche di bronzo era sormontato da una cresta dove venivano fissate le parti mobili, i pennacchi di crine di cavallo.

 

   
  Conclusione

Dopo la morte di Ettore anche il destino di Achille è segnato. Il dio Apollo dirige la freccia di Paride proprio nel suo tallone. Unico punto vulnerabile. Le armi divine di Achille verranno assegnate all'astuto Ulisse. È lui che con l'inganno permette ai greci di entrare in città per distruggerla.
Fa costruire un grande cavallo di legno vuoto all'interno, in cui vengono fatti salire i migliori guerrieri; i greci fingono la partenza abbandonando il cavallo sulla spiaggia. I Troiani imprudenti lo trascinano dentro le mura e nella notte i guerrieri nemici ne escono e mettono la città a ferro e fuoco. Caduta Troia i greci iniziano il viaggio di ritorno, ma solo pochi eroi tornano a casa. Agamennone sarà ucciso dalla moglie Clitemnestra e Ulisse vagherà per altri dieci anni, ma questa è un'altra storia.

   
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CULTURA

 

 

 

La Grecia è stata la patria di tutte le arti. I Greci ci hanno lasciato immensi capolavori in tutti i campi della cultura. Fu la patria della filosofia, parola che significa «amore per il sapere». I filosofi greci cercarono di rispondere alle domande sull'origine dell'Universo e dell'uomo. Gli studiosi greci si occuparono di astronomia, di matematica, di geografia, di storia e di medicina.

 

La ceramica

I greci si distinsero nella produzione di oggetti in ceramica di alta qualità, destinati ai templi, alle case dei più ricchi e all'esportazione. Le decorazioni degli oggetti in ceramica erano affidate a veri e propri artisti

 

I pittori tracciavano i contorni del disegno con il carboncino, quando l'argilla non era né troppo fresca né troppo secca. Poi ricoprivano il disegno con un composto di argilla, appositamente trattato. Il disegno, una volta terminata la cottura in forno, diventava nero. Il rosso dello sfondo e il nero del disegno creavano un bellissimo contrasto.

 

 

 

 

 

 

 

L'attività artigianale più rinomata in tutta la Grecia fu quella della fabbricazione dei vasi. I vasi per i Greci non avevano soltanto una funzione pratica, ma anche la funzione di informare, educare, divertire.

 

 

 

 

 

 

  Il teatro
 

I Greci furono grandi in un'altra forma d'arte: il teatro. Le rappresentazioni teatrali erano la tragedia e la commedia. Le tragedie narravano le disavventure di grandi personaggi, che facevano commuovere il pubblico. Le commedie, di solito molto divertenti, trattavano argomenti ispirati alla vita quotidiana e ai difetti più comuni degli uomini. Per i Greci il teatro non aveva solo la funzione di divertire ma anche di educare. Per questo i cittadini più poveri entravano in teatro gratuitamente.

 

 

 

Alle donne non era permesso recitare. Le parti femminili erano affidate a uomini che recitavano mascherati. Le maschere usate dagli attori avevano diverse funzioni: nascondere l'identità degli attori, amplificare la voce e rendere chiaro il ruolo, che poteva essere comico o drammatico. Le rappresentazioni potevano durare anche un'intera giornata con brevi intervalli, durante i quali gli spettatori mangiavano e bevevano. Gli spettatori manifestavano la loro approvazione con gli applausi e la loro disapprovazione con i fischi. Quando la rappresentazione non piaceva per niente, non esitavano a lanciare sassi, fichi e noci sul palcoscenico e a fare tanta confusione da costringere gli attori a sospendere la rappresentazione.

 

 

 

 

 

 

 

  I giochi olimpici
  L'altro luogo sacro che rivestiva una importanza fondamentale per i Greci era il santuario di Zeus a Olimpia, dove si svolgevano i giochi panelleneci(che interessa tutti i popoli ellenici)  olimpici. Giochi e gare atletiche affondavano le loro origini nell'Età micenea, in cui gli eroi dell'Iliade e dell'Odissea avevano l'abitudine di accompagnare i riti funebri per i loro compagni morti con competizioni sportive (per esempio Achille ne organizzò di magnifiche in onore di Patroclo). Anche dopo la fondazione della  polis, sport e ginnastica restarono la parte più importante dell'educazione greca. Un corpo ben allenato, infatti, era considerato la necessaria preparazione alla guerra, un'attività   che occupava le città greche quasi tutte le primavere, dato che ognuno di esse aveva periodicamente motivi di ostilità nei confronti di ciascuna delle altre. I giochi olimpici, fondati nel 776 a.C. durante i giochi funebri in onore di un eroe caduto e celebrati in onore di Zeus, erano i più importanti e  da essi i Greci cominciavano a contare gli anni della loro storia.

Duravano cinque giorni e si svolgevano ogni quattro anni a Olimpia, dove era stato costruito appositamente un numero impressionante di attrezzature sportive, templi per le cerimonie religiose, ostelli per gli atleti e per gli spettatori.

Ai giochi partecipavano tutte le città greche e tutte le colonie asiatiche e italiche per un totale di circa 500 delegazioni. In quel periodo veniva proclamata una tregua che interrompeva tutte le guerre e permetteva alla popolazione di recarsi a Olimpia in condizioni di totale sicurezza.

I partecipanti alle Olimpiadi non erano professionisti ma semplici cittadini scelti dalle vari città dopo rigorose selezioni. Dovevano essere però di stirpe greca e ubbidienti agli dei e alle leggi delle loro città. Il vincitore di ogni gara veniva proclamato eroe nazionale e premiato con una corona di foglie d'alloro.

   
 

Ricostruzione del santuario di Olimpia

 

  

 

   
   
 

Le discipline atletiche

Queste sono le principali discipline in cui si cimentavano gli atleti durante i Giochi olimpici, così come appaiono dalle «pitture vascolari», cioè dalle pitture eseguite dai ceramisti su vasi, tazze, anfore, bicchieri.

   
      LOTTA    LANCIO DEL DISCO
     
         SALTO IN LUNGO LANCIO DEL  GIAVELLOTTO
     
     PUGILATO    CORSA
     
     
     
 

Le Olimpiadi antiche si svolsero fino al 393 d. C., poi, per vari motivi, non furono più celebrate.

Dopo molti secoli, e precisamente nel 1896, su iniziativa di un francese, il barone Pierre de Coubertin, vennero riprese.

La prima città che le organizzò fu proprio Atene, vi parteciparono atleti di 13 nazioni. Da allora si svolgono ogni quattro anni, a parte le interruzioni dovute alle ultime due guerre mondiali.

L'ultima Olimpiade si è svolta dal 13 al 29 agosto 2004; ancora una volta è stata la città di Atene ad ospitarla.

   
   
   
  L'abbigliamento

Il costume maschile

Il capo principale dell'abbigliamento maschile era un rettangolo di lana senza cuciture, che in origine serviva da abito di giorno e da coperta di notte. Da questo rettangolo a doppio uso derivò la tunica corta, chiamata «chitone», fermata da una spilla sulla spalla destra e stretta alla vita da una cintura. Tolta la cintura questa tunica serviva da veste da notte; coperta da una corazza faceva invece parte della divisa militare; infine, allungata fino ai piedi, veniva utilizzata come abito da cerimonia dai personaggi importanti e come vestito da inverno contro il freddo.

Dal rettangolo primitivo nacquero anche il mantello o «himàtion», una pezza di lana di grande dimensione(2 metri per 3) e la clamide, più corta

   

 

 I giovani portano una tunica corta   (chitone)

Gli uomini maturi portano una tunica o chitone lunga fino ai polpacci.

 

 

 
 

Gli schiavi avvolgono intorno ai fianchi un perizoma.

L'himàtion si indossa con o senza tunica e lasciando scoperta una spalla.

     
 

I giovani e i soldati si avvolgono in un mantello corto, la clamide.

 
     
     
     
     
 

Cappelli e calzature

I Greci portavano cappelli e cappucci contro il freddo e, ai piedi, sandali leggeri ed eleganti che lasciavano il piede quasi nudo o scarpe alte contro le intemperie. I sandali più ricercati erano di stoffa color porpora e avevano fibbie a forma di fiori.

   
 

     
     
     
     
     
 

Il costume femminile

Fra uomini e donne le differenze nell'abbigliamento erano impercettibili. Grazie a Omero sappiamo che, presso le popolazioni doriche, esisteva un costume chiamato peplo, che non era altro che il rettangolo di lana usato dagli uomini.

Ad Atene questo costume dorico fu sostituito da quello ionico, costituito dalla tunica di lino, chiamata chitone come quella maschile ma in genere lunga fino a terra.

Sopra la tunica lo donne indossavano lo stesso mantello degli uomini che fermavano su una spalla, facendone ricadere l'estremità sul petto.

   
   
   
 

L'austero chitone spartano fermato sulle spalle con delle spille a sinistra, mentre a destra è riprodotto il leggiadro chitone ateniese.

L'Himàtion della festa può essere leggero e trasparente.

     
 

L'himàtion da viaggio è di lana pesante.

 
 

   
   
   
   

 

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 RELIGIONE

 

 

 

Dei ed eroi

 

Secondo i Greci il mondo era incominciato con un grande disordine, che essi chiamavano Caos. Il disordine durò finché da Caos nacque Gea, la Madre Terra, la quale partorì Urano, il Cielo, che divenne poi suo marito. Ebbero molti figli, tra cui i quattordici Titani. Uno di loro Cronos, il Tempo, guidò una ribellione di suoi fratelli contro suo padre e lo depose dal trono. Cronos generò Zeus il quale, aiutato dai suoi fratelli e dalle sue sorelle affrontò i Titani in battaglia e li sconfisse. Depose Cronos e divenne il re dei nuovi dei. Essi scelsero di abitare sul Monte Olimpo, nel nord della Grecia, la cui cima è invisibile perché sempre coperta di nubi e vennero chiamati dei olimpici.  

 

 

 

 

Zeus

 

 

 

Era il re degli dei e e governava il Cielo. Era lo sposo infedele di sua sorella Hera, che tradiva con numerose donne mortali alle quali appariva sotto varie forme, per esempio come toro, cigno o neve dorata. In origine era stato la divinità degli Indoeuropei, che lo chiamavano diaus, da cui deriva il nostro termine dio.

 

 

 

Hera

 

 

 

Sorella e sposa di Zeus, proteggeva le donne e i matrimoni. Era bella, orgogliosa ed eternamente risentita per i tradimenti del marito. Spesso perseguitava crudelmente le sue amanti e i loro figli.

   

 

 

 

Poseidone

Fratello di Zeus, era il dio del Mare. Quando non stava sull'Olimpo risiedeva in un palazzo sottomarino in cui allevava splendidi cavalli. Era stato un antico dio cretese e i greci lo ritenevano responsabile dei terremoti.

 

 

 

 

 

Ades

 

Era il re del mondo sotterraneo e dei morti, che sorvegliava da vicino, permettendo loro, ma raramente,di tornare per qualche ora tra i vivi. Possedeva tutti i metalli e le pietre preziose della Terra. Rapì e sposò Persefone, figlia di Demetra.

 

 

 

 

 

Hestia

 

Era la dea della Terra e del focolare. Era gentile e pura e se ne stava in disparte durante i continui litigi degli altri dei. rinunciò al suo posto nell'Olimpo, che fu quindi occupato da Dionisio. Ogni famiglia greca aveva in casa un altare dedicato a lei.

 

 

 

 

 

Demetra

 

Era la dea della vegetazione. Quando sua figlia Persefone fu rapita, trascurò tutte le piante per cercala e così creò l'inverno. Poiché Ades acconsetì a rimandarla per qualche mese a sua madre, nacque l'estate.

   

 

 

 

Afrodite

 

Dea dell'amore e della bellezza,era nata dal mare su una conchiglia. Era sposata a Efesto,ma amava Ares.affascinava chiunque e portava una cintura d'oro alla quale nessuno poteva resistere.

   

 

 

 

Ares

 

Dio della guerra e amante di Afrodite, era violento  e facile all'ira. Secondo il  mito,una volta fu chiamato dagli  atenesi a giudicare un omicida sulla collina dell'aeropago , che prese quindi  il nome da lui.

   

 

 

 

Efesto

 

Era il Dio fabbro di origine ittita e aveva la sua cucina nelle viscere dell'Etna,in Sicilia. Cosruì il trono e poi lo scudo d'oro di Zeus,il quale lo agitava per scatenare fulmini,tuoni  e tempeste. Era zoppo  e amava sua moglie Afrodite senza esserne riamato.

   

 

 

 

Artemide

 

Era la dea della Luna e la Signora degli animali. Le  piaceva cacciare e, quando era arrabbiata, le sue frecce causavano epidemie e  pestilenze tra gli uomini. Proteggeva le adolescenti e le donne incinte.

   

 

 

 

Ermes

 

Era un ragazzino astuto e molto precoce, autore di trucchi e di scherzi . Riuscì  a rubare il gregge di  Apollo  e inventò la lira, uno  strumento musicale a corde molto  amato dai greci. Divenne il messaggero degli dèi  e il  protettore dei  viandanti e dei ladri. Si diceva anche che  avesse inventato l' alfabeto, la matematica, l' astronomia e il pugilato.

   

 

 

 

Apollo

 

Fratello gemello di Artemide,era dio del Sole,ma proteggeva anche la musica,la poesia e la scienza. Quando era nella culla,e Delfi ,uccise un pitone che voleva strangolarlo. Da quel giorno Apollo scelse Delfi come sede del suo santuario.

   

 

 

 

Atena

 

Un giorno Zeus aveva un terribile mal di testa e ordinò a Efesto di spaccargliela con un'ascia. Dal suo cranio uscì Atena armata di elmo, scudo lancia. Divenne la dea della saggezza e della guerra e la protettrice della città di Atena

 

 

 

 

 

Dionisio

 

Dio del vino e della fertilità, percorreva il mondo insegnando agli uomini come coltivare la vite, accompagnato da donne ebbre e fanatiche. Divenne il dodicesimo dio olimpico quando Hestia rinunciò al suo posto. 

   

 

 

 

Tempio

 Il tempio greco, un luogo per custodire le statue degli dei, era sorretto da una schiera di colonne ed era decorato con sculture di marmo e pitture. All'ingresso le colonne reggevano il frontone triangolare, decorato con bassorilievi di marmo. All'interno c'era una stanza rettangolare con la grande statua del dio a cui il tempio era dedicato. Ai suoi piedi venivano lasciate le offerte dei fedeli: rami di alloro, frutta fresca, vasi decorati a mano o recipienti d'olio d'oliva. La sacerdotessa sistemava i doni nel tempio e bruciava incenso, mentre recitava le preghiere al dio.

   
  Le colonne utilizzate avevano diverse origini
   
     
  Colonna dorica Colonna ionica
  Colonna corinzia