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| LE ORIGINI DI ROMA | ||||||||
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| LA FAMIGLIA E LA DONNA | ||||||||
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| LA SCUOLA | ||||||||
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| LA RELIGIONE | ||||||||
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Bacco |
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Gli antichi Romani erano politeisti. Credevano che le forze naturali fossero delle divinità che potessero aiutarli e proteggerli. Veneravano Fauno, dio delle selve, Flora, dea delle messi, Saturno, dio della semina. Oltre a questi veneravano: Giove, Giunone, Nettuno, Venere, Bacco e tanti altri. |
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Minerva |
Marte e Venere |
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| I MESTIERI | ||||||||
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Venditore di polli |
Calzolaio |
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Macellaio |
Falegname |
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| LE STRADE | ||||||||
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| LE CASE | ||||||||
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Mosaico
all'interno di una domus. |
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La
maggior parte dei plebei viveva nelle INSULAE
edifici a più piani, con poca luce e privi di servizi igienici. |
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| L'ESERCITO | ||||||||
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I Romani sconfissero i popoli
vicini ed estesero i loro domini grazie alla grande organizzazione |
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Le
armi offensive erano la spada corta, il giavellotto, l'asta e le
frecce. |
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| I Romani per espugnare le città assediate avevano costruito ingegnose e potenti macchine da guerra. | ||||||||
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La balista era
come un enorme arco, scagliava grandi frecce che coprivano lunghe
distanze. |
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| LE LEGGI | ||||||||
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| L'ABBIGLIAMENTO | ||||||||
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| I ROMANI A TAVOLA | ||||||||
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| LE GRANDI OPERE | ||||||||
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![]() I Romani riuscirono a portare l'acqua nelle loro città attraverso la costruzione di acquedotti lunghi centinaia e centinaia di chilometri. Erano archi altissimi su cui scorrevano con una leggera pendenza i tubi dell'acqua che veniva portata così fino in città. |
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Le terme erano bagni pubblici aperti a tutti i
patrizi e i plebei, uomini e |
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| I DIVERTIMENTI | ||||||||
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a cura dell'ins. Concetta Colucci |
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La curiosità di avvicinarsi alle prime nozioni della lingua latina nasce soprattutto da una esperienza di studio concreta: l’avvicinamento, attraverso la storia, allo studio del mondo romano nell’età imperiale, in cui questa lingua si diffonde grazie alla fitta rete stradale costruita dai romani. La conoscenza della civiltà del mondo romano, che passa attraverso la conoscenza della sua lingua, è fondamentale per capire la civiltà dell’Europa e, più in generale, del mondo occidentale, che proprio da questa lingua si è sviluppata. A tal punto si effettueranno considerazioni e curiosità di carattere etimologico sull’evoluzione dall’una all’altra lingua di vocaboli compresi nel lessico di base. Considerando lo studio del latino da questo punto di vista, esso si è trasformato in un affascinante percorso di avvicinamento tra due mondi: il moderno e l’antico, che per molti aspetti non sono affatto estranei fra loro. Si è giunti ad intraprendere questa conoscenza solo dopo aver precedentemente approfondito il prerequisito essenziale consistente nella sintassi italiana, ripassando perciò le funzioni logiche corrispondenti ai sei casi latini: (soggetto, complementi di specificazione, termine, oggetto, vocativo, mezzo, ecc.) Il percorso intrapreso prevede una parte esplicativa che riguarda porzioni ridotte della teoria grammaticale accompagnato e chiarito da esempi illustrati con vignette accattivanti con personaggi della vita romana, seguiti da semplici esercizi di controllo. Le parole utilizzate rientrano tra quelle ad alta frequenza, conosciute nell’uso comune. Utile l’utilizzo di un quaderno per gli esercizi che individua della frase la funzione logica dei vari vocaboli. Nata come gioco, questa sperimentazione ha ravvivato l’entusiasmo dei ragazzi che si sentono più grandi per l’esperienza vissuta e che affrontano la sfida di lettura e traduzione di parole, come la soluzione di un rebus. Ritengo che la traduzione dal latino sia un saggio di buona lingua italiana. |
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a cura dell'ins. Concetta Colucci
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PREREQUISITI -conoscenza dei fondamentali elementi di morfologia della lingua italiana: le parti del discorso, le regole di concordanza, le coniugazioni verbali; -riconoscimento delle principali funzioni logiche delle parole nella frase italiana, OBIETTIVI Sapere -conoscenza degli elementi basilari della fonetica latina; -conoscenza delle fondamentali strutture morfologiche e sintattiche della lingua latina; -acquisizione di un lessico di base; -conoscenza di elementi di civiltà romana Saper fare -potenziamento,attraverso lo studio del lessico latino,delle competenze lessicali in lingua italiana; -capacità di individuazione delle funzioni logiche in latino,sulla base della morfologia delle parole e del significato del contesto; -capacità di leggere parole e frasi latine applicando le regole di pronuncia; -capacità di consultare il vocabolario dal latino all’italiano per ricercare parole ad altissima frequenza; -capacità di tradurre piccole frasi latine ,in una forma italiana corretta e scorrevole e ,parole o piccole frasi dall’italiano al latino applicando le nozioni apprese. 1^Unità Un po’ di storia 2^Unità Ripasso della sintassi italiana 3^Unità L’alfabeto e la pronuncia 4^Unità Primi passi nella declinazione:i casi 5^Unità La prima declinazione Primi passi nella frase latina 6^Unità Ripasso della sintassi italiana: predicato verbale e nominale 6^Unità L’indicativo presente di sum 7^Unità Il verbo sum come predicato verbale Il predicato nominale in latino 8^unità Ripasso della sintassi italiana:concordanza sostantivo-aggettivo 9^Unità Gli aggettivi della prima classe CONTENUTI -scrittura e lettura di parole ad altissima frequenza -esercizi di lettura e copiatura in ordine alfabetico di nomi latini -lettura,copiatura e confronto di frasi latine con la corrispettiva traduzione italiana -schede illustrate con vignette -declinazione di nomi -traduzione di nomi e piccole frasi in forma italiana scorrevole TEMPI Calcolando che i tempi di ripasso della sintassi italiana ,richiesti come prerequisito,sono più veloci di quelli di presentazione della nuova lingua,si prevede una durata di tre mesi (marzo-aprile-maggio),tempo in cui i bambini, alle soglie della scuola media,sono ormai maturi per affrontare questa nuova esperienza. VERIFICA E VALUTAZIONE Schede-gioco Verifiche a punteggio
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Il latino era la lingua degli antichi romani e, prima ancora, era uno dei dialetti delle popolazioni italiche del Lazio. Quando Roma divenne una grande potenza ed estese il suo dominio prima sull’Italia, poi sull’Europa, quindi su tutta l’area del Mediterraneo, diffuse ed impose anche la propria lingua .Per tutto il Medioevo e fino al Rinascimento, ci fu un latino ”colto“, parlato dagli uomini di studio e usato nelle opere letterarie, amministrative, giudiziarie e come lingua della filosofia, dell’arte e della scienza (quello che oggi si chiama “latino classico”) e un latino “volgare”, parlato quotidianamente dal “volgo”, cioè dal popolo. Fu il latino volgare che si diffuse nelle province romane e che si trasformò, mescolandosi, con le lingue locali. Quando l’unità dell’impero romano venne meno, il latino ebbe in ogni regione una storia a sé e diede luogo, nel corso dei secoli, alle attuali lingue romanze o neolatine,di cui anche l’italiano fa parte. L’eredità culturale e linguistica di Roma fu accolta dalla Chiesa: il latino è stato ed è ancora oggi la lingua ufficiale e universale della Chiesa cattolica,mentre cresce addirittura il numero di coloro che se ne servono come strumento di comunicazione internazionale per dialogare su internet, al posto della lingua inglese. Nella cartina si può vedere la distribuzione delle lingue parlate oggi in Europa, che derivano dal latino.
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ALFABETO LATINO E PRONUNCIA
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L'alfabeto latino è il sistema di scrittura alfabetica più diffuso nel mondo. È l'alfabeto adottato dalla grande maggioranza delle lingue dell'Europa centrale e occidentale, nonché delle aree del mondo colonizzate dagli europei. Durante il XX secolo è stato anche adottato da alcune lingue non europee.
Vista l'insufficienza di caratteri per rappresentarne tutti i fonemi, molte lingue hanno poi affiancato a questi caratteri altri caratteri aggiuntivi formati o per aggiunta di segni diacritici (tilde, cediglia, hacek, sopralineature, trattini di taglio, etc.) o per legature (es.: ß) o per importazione da alfabeti precedenti (es.: þ) o ancora considerando convenzionalmente gruppi di caratteri come un'unica entità (es. ll o ch). |
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