Festa del papà marzo 2010

le classi seconde «Centro» «A. Manzoni» Foggia

 
 

 
     
 

     La Festa del Papà ricorre il 19 Marzo in concomitanza con la Festa di San Giuseppe, che nella tradizione popolare oltre a proteggere i poveri, gli orfani e le ragazze nubili, in virtù della sua professione, è anche il protettore dei falegnami, che da sempre sono i principali promotori della sua festa.
     Pare che l'usanza ci pervenga dagli Stati Uniti e fu celebrata la prima volta intorno ai primi anni del 1900, quando una giovane donna decise di dedicare un giorno speciale a suo padre.
     Agli inizi la festa del papà ricorreva nel mese di giugno, in corrispondenza del compleanno del Signor Smart alla quale fu dedicata, poi solamente quando giunse anche in Italia si decise che sarebbe stato più adatta festeggiarla il giorno della Festa di San Giuseppe.
In principio nacque come festa nazionale, ma in seguito è stata abrogata anche se continua ad essere un'occasione per le famiglie, e sopratutto per i bambini, di festeggiare i loro amati padri. La festa del 19 marzo è caratterizzata inoltre da due tipiche manifestazioni, che si ritrovano un po' in tutte le regioni d'Italia: i falò e le zeppole. Poiché la celebrazione di San Giuseppe coincide con la fine dell'inverno, si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria, effettuati nel passato pagano.
     In quest'occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe.  Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa.

 

 
 

 

 
     
     
     
     
     
     
     
 

QUANDO DIO CREO' IL PAPA'  

   Quando Dio creò il papà cominciò disegnando una sagoma piuttosto robusta e alta. Una angelo che svolazzava  sbirciò sul foglio e si fermò incuriosito.

     Dio si girò e l'angelo «scoperto» arrossendo gli chiese: -Cosa stai disegnando?

     Dio rispose «Questo è un grande progetto».

     L'angelo annuì e chiese: - Che nome gli hai dato? – L’ho chiamato papà – rispose Dio continuando a disegnare lo schizzo del papà sul foglio.                                                 -     Papà....- pronunciò l'angelo - E a cosa servirebbe un papà? - chiese l'angioletto accarezzandosi le piume di un'ala.

             - Un papà - spiegò Dio - Serve per dare aiuto ai propri figli, saprà incoraggiarli nei momenti difficili, saprà coccolarli quando si sentono tristi, giocherà con loro quando tornerà dal lavoro, saprà educarli insegnando cosa è giusto e cosa no.

     Dio lavorò tutta la notte dando al padre una voce ferma e autorevole, e disegnò ad uno ad uno ogni lineamento.

     L'angelo che si era addormentato accanto a Dio, si svegliò di soprassalto e girandosi vide Dio che ancora stava disegnando.

            -  Stai ancora lavorando al progetto del papà? - chiese curioso.

            - Sì - rispose Dio con voce dolce e calma - Richiede tempo.

     L'angelo sbirciò ancora una volta sul foglio e disse: - Ma non ti sembra troppo grosso questo papà se poi i bambini li hai fatti così piccoli?

     Dio abbozzando un sorriso rispose: - E' della grandezza giusta per farli sentire protetti e incutere quel po' di timore perché non se ne approfittino troppo e lo ascoltino quando insegnerà loro ad essere onesti e rispettosi.

     L'angelo proseguì con un'altra domanda: - Non sono troppo grosse quelle mani?.

             - No, - rispose Dio continuando il suo disegno - sono grandi abbastanza per poterli prendere tra le braccia e farli sentire al sicuro.

           -   E quelli sono i suoi occhi? - chiese ancora l'angioletto indicandoli sul disegno.

            -  Esatto, - rispose Dio - Occhi che vedono e si accorgono di tutto pur rimanendo calmi e tolleranti.

     L'angelo storse il nasino e aggiunse: - Non ti sembrano un po' troppo severi?

          -    Guardali meglio - rispose Dio.

     Fu allora che l'angioletto si accorse che gli occhi del papà erano velati di lacrime mentre guardava con orgoglio e tenerezza il suo piccolo bambino.

 

 

 
 

 

 
     
     
     
 

Cos’è un papà

Il papà non è solo

l’amico delle capriole nel letto grande,

non è solamente l’albero al quale mi arrampico

come un piccolo orso,

non è soltanto chi tende con me un aquilone nel cielo.

Il papà è il sorriso discreto che fa finta di niente,

è l’ombra buona della grande quercia,

è la mano sicura che mi conduce nel prato,

e oltre la siepe.

 

 
 

 

 
     
     
     
 

Se sei arrabbiato...


perché nel traffico ti sei stancato,
caro papà riprendi fiato:
il mondo è bello ma un po' affollato.

Caro papà se sei un po' teso
ed il lavoro ti sembra un peso,
tu pensa sempre: sei nel mio cuore,
ti voglio bene a tutte le ore.