"Olio che bon  tà"

 
  ... lavoro ideato e progettato dai bambini della V B           a.s. 2006/2007                                                             ins. Gina Milano  
 
RISCOPRIRE L'OLIO....

 

 
 

PER UNA SCELTA sempre più "CONSAPEVOLE"

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Si ringrazia il Coordinatore dell'azienda APROL: "Francesco Longo" per l'accoglienza,la disponibilità e le informazioni fornite.

 

 

 

 
  Storia  
  Da ricerche effettuate, abbiamo scoperto che l'ulivo nasce in Medio Oriente, viene menzionato anche nel codice Hammurabi intormo al 1960 a.C.

 

In Italia, apparve nel 600 a. C. portato dai coloni Greci e coltivato per primi dagli Etruschi.

I Romani avevano classificato cinque categorie di olio che poi trasportavano in tutto il Mediterraneo su apposite navi dal fondo piatto:

  • estratte da olive verde chiaro;     

 

  • estratte da olive che stanno annerendo;      

 

  • estratte da olive mature  

 

  • estratte da olive cadute spontaneamente dall'albero;  

 

  • estratte da olive colpite da parassiti e destinate agli schiavi; 

Con i Barbari vi fu la distruzione di molti alberi d'ulivo, in quanto questo popolo, pretendeva di pascolare le greggi in ogni luogo, con grande danno per l'agricoltura.

Nel Medioevo ci fu la diffusione dell'ulivo e regolamentato da leggi molto severe.

 

L'uliveto veniva dato ai contadini attraverso un contratto chiamato "laborandum" che garantiva loro una parte del raccolto.

A partire dal 1228 a tutte le navi marchigiane che approdavano a Ferrara veniva chiesto un pedaggio detto "ripatico" che consisteva in 25 libre di olio.

Lo stesso pedaggio veniva chiesto alla Puglia, ma all'olio marchigiano veniva dato un valore maggiore.

Nel 1600 il panorama italiano si andava si andava sempre più caratterizzando con numerose coltivazioni di uliveti.

Nel 1900 Re Umberto vietò l'abbattimento degli ulivi dal suolo italiano; legge ancora vigente su gran parte del nostro territorio.

 

 
 

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  Sigle  
 

Viaggio nel complicato mondo delle sigle di “denominazione di origine”

DOC

E'la sigla che indica i vini a Denominazione di Origine Controllata, cioè quelli sulla cui etichetta è dichiarata la zona di provenienza

DOP         

Invece è la sigla assegnata ai prodotti il cui intero processo produttivo diviso nelle fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione, avviene nella stessa area geografica.

Dal vino la sigla è passata poi a designare anche altri prodotti.

La sigla DOCG significa, ad esempio, Denominazione di Origine controllata e garantita dove quest'ultimo aggettivo sta proprio ad indicare un ulteriore riconoscimento.

L'ultimo marchio è IGP, che significa Indicazione Geografica Protetta e nomina i prodotti agricoli alimentari per i quali è sufficiente che una sola fase del processo produttivo si svolga in una certa area geografica.


Con tutte queste sigle abbiamo capito che La Ue,
l'Unione Europea, ha inteso valorizzare e tutelare la qualità e la tipicità di alcune produzioni ed ha cercato anche di andare incontro alle esigenze di informazione del consumatore e di sostenere il mondo contadino, soprattutto nelle zone marginali e svantaggiate.

 

 
 

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  Intervista  
 

        

Siamo andati a visitare l'azienda APROL di Foggia e il coordinatore: Francesco Longo  ci ha prima parlato dell'oliva e poi raccontato come avviene la sua lavorazione illustrandola con alcune foto e diapositive molto interessanti.

Il coordinatore ci ha mostrato le olive e ci ha detto che sono tondeggianti, lunghe fino a tre centimetri, ricoperte da una pellicola bruno verdastra, che a maturazione avvenuta diventa nero violacea, con una polpa verde, oleosa e un nocciolo legnoso durissimo e rugoso.

 

L‘albero dell'olivo può raggiungere altezze superiori ai 20metri, che ha un tronco tozzo, contorto, spesso screpolato e scavato. La chioma è rada e leggera, sempre verde, le foglie sono piccole,lanceolate, di consistenza coriacea, luminose e di un colore verde cupo sulla faccia superiore e bianco argento su quella inferiore.

Germogliazione e maturazione

La germogliazione dell'olivo comincia al principio della primavera ed essa varia, a seconda del clima e delle annate. Quella più abbondante e che dà migliori risultati è riferita al mese di aprile perchè all'arrivo del caldo, la piccola oliva è già sviluppata in modo da poterne sostenere vantaggiosamente gli effetti. La maturazione dell'oliva ha inizio in autunno. Esistono tante varietà di olivi e sono tanti i fattori che determinano la qualità dell'olio. Ad esempio il grado di maturazione delle olive, poi il modo con cui si raccolgono, e ancora il sistema utilizzato per l'estrazione dell'olio, infine le malattie che possono svilupparsi sulla pianta  o sul frutto.

La coltivazione

Per la coltivazione e la prosperità dell'olivo necessitano: luoghi aperti dove non geli mai, colline bene esposte al sole, protette dai venti e dalla nebbia.

La raccolta

Essa può essere manuale o meccanica ed ha grande influenza sulla qualità dell'olio prodotto.

Il modo di raccogliere è vario: si spiana il terreno intorno tirandovi sopra le tende, poi si sale sull'albero si "spiccano" i frutti e si lasciano cadere sulle tende; si battono i rami con pertiche ed  i frutti cadono sulle tende.

Il sistema migliore è quello così detto per "Bracatura" cioè la raccolta delle olive a mano. Infatti,quando vengono raccolte a mano, le olive sono pulite, sane e selezionate una ad una. E' facile quindi che si conservino più a lungo in modo da dare un olio perfetto.

Inoltre l'albero non si danneggia. La raccolta di tipo meccanico, invece, consiste o nella spazzolatura, effettuata con una macchina che fa cadere a terra le olive e poi le aspira.

Il trasporto deve essere fatto con ceste o cassette forate per non rovinare il frutto e ci devono stare meno tempo possibile.

 

 La trasformazione dell‘oliva in olio avviene attraverso tre fasi:

MOLITURA oliva ridotta in pasta.

SPREMITURA significa spremere la pasta dell'oliva .

SEPARAZIONE significa separare l'olio dall‘acqua.

PARTE PRELIMINARE

 

Quando l‘oliva arriva al frantoio viene messa su un nastro trasportatore e pulita dalla terra e dai residui di foglie, attraverso un "crivello“ un cilindro che vibra e fa cadere le foglie. Un aspiratore le aspira e le convoglia in un tubo che finisce all‘esterno. Queste foglie insieme alla terra vengono caricate su un camion e portate nei campi. L'oliva intanto finisce dentro la lavatrice, dove viene ulteriormente pulita.

Le olive passano nella lavatrice

                                                            

 

MOLITURA

 

Consiste nella frantumazione delle olive e dei noccioli in modo che la polpa,rompendosi, permetta l'estrazione dell'olio. Il metodo tradizionale ancora oggi eseguito è quello delle molazze ossia due grosse ruote di granito, che, ruotando sopra un grande piatto anch'esso di granito, schiacciano le olive.
Quest'ultime vengono ridotte in pasta.

                   

 

La pasta, attraverso un tubo,finisce in un altro recipiente dove avviene la spremitura.

La pasta esce sottoforma di dischi che vengono disposti uno sopra l‘altro.

SPREMITURA

 

I dischi vengono poi inseriti sotto una pressa.

 La spremitura avviene molto lentamente.

Il liquido esce, viene prelevato con delle pompe e finisce in un separatore.

SEPARAZIONE

A questo punto l'acqua viene separata dall'olio.

                              

L'acqua poi finisce in vasche, viene prelevata e portata nei campi.

 

 

Dall'oliva  si ricava : la sansa, un prodotto solido che viene usato come combustibile, ad esempio per le stufe, in quanto contiene ancora olio e il nocciolo è anch‘esso oleoso.

L'olio deve stare al buio in quanto la luce fa si che avvengano delle alterazioni chimiche che ne modificano il prodotto, rischiando di rendere l‘olio meno buono.

Abbiamo assaggiato l'olio

Il nostro coordinatore dell'azienda ha fatto vedere come si assaggia l'olio.

Ci ha spiegato che prima di tutto dovevamo scaldarlo chiudendo con il palmo il bicchiere e muovendolo lentamente perché l‘olio deve avere una temperatura di circa 30gradi, per poter assaporarne il sapore.

A questo punto si beve un piccolo sorso e lo si tiene per qualche secondo in bocca girandolo con la lingua.

Poi, a denti stretti, bisogna "risucchiare“ un po‘d'aria e in questo modo si sente il sapore dell‘olio.

Tutti noi, compresa la maestra, abbiamo assaggiato l'olio utilizzando un pezzettino di pane e abbiamo avvertito un po‘di piccante e di amaro in bocca.

 Il direttore ci ha ancora raccontato, inoltre, che quando si assaggia un olio si avvertono dei "sentori“ particolari: di mela, d'erba, di pomodoro, di carciofo.

Al termine della visita abbiamo pensato di offrirlo anche alla nostra DIRETTRICE per farle provare le nostre stesse EMOZIONI.

   

 

  

 

 
 

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  Visita  
 

ingresso

azienda

APROL

primo ingresso

visione filmato

ingresso cisterne

cistere

all'interno dei silos

incontro

con il direttore

preparato

per noi

assaggio

che bontà!!!

condivisione

scoprire

la densità

prova sapore

intervista

il presidente

dell'azienda

come "risucchiare"

per gustare

meglio il sapore

luoghi di produzione

luoghi di

produzione nella

nostra regione

confronti

analisi prima

dell'imbottigliamento

laboratorio di analisi

bicchieri per

le numerose

prove

ancora analisi...

caratteristiche

da rispettare

imbottigliatrice

prima fase

etichettatura

seconda fase

disporre le

bottiglie

nella macchina

terza fase

chiudere le bottiglie

quarta fase

controllo chiusura

tappi

quinta fase

le bottiglie

vengono disposte

nei cartoni

per la vendita

 

 

 

 
 

 

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Olio e salute    

 
 
 

L'OLIO

Ha il colore del sole ed è la linfa vitale della cucina mediterranea.

L'olio extra vergine di oliva riveste un ruolo importante nella nostra alimentazione e nella nostra cultura.

I grassi, insieme agli zuccheri e alle proteine, sono i nutrienti fondamentali per la vita. L'Olio'Extra Vergine di Oliva è il Re dei grassi alimentari ed è l'unico olio che deriva da un frutto.

L'Olio Extra Vergine di Oliva è commestibile appena ricavato e la sua fragranza in questo momento è massima.

ll rapporto tra gli acidi grassi essenziali dell''olio extra vergine d'oliva risulta essere molto prossima a quella del latte materno, per cui questo alimento è consigliabile anche nella dieta dei bambini. Fornisce "quel sapore in più" alla maggior parte delle vivande della cucina sia tradizionale che moderna.

Azione importante dell'olio di oliva è quello per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Nel nostro organismo infatti ci sono 2 tipi di colesterolo:
l'HDL (il “colesterolo buono” vero e proprio spazzino delle arterie, che rimuove il colesterolo dalle pareti delle arterie e lo riporta al fegato dove contribuisce alla formazione della bile, la cui funzione, nella digestione, è proprio quella di emulsionare i grassi) e LDL (il “colesterolo cattivo”) a bassa intensità.
Gli
ac. grassi monoinsaturi, abbondanti nell'olio d'oliva, riducono l'LDL ma non l'HDL, e resistono meglio all'ossidazione.
Una
dieta ricca di olio d’oliva aiuta a mantenere bassi i livelli di LDL, , mentre non diminuisce i livelli di HDL, protetto dagli acidi grassi monoinsaturi di cui è ricco l’olio d’oliva, e così si può prevenire le malattie cardiovascolari, l'arteriosclerosi, l'infarto del miocardio, evitando l'accumulo dei grassi nelle pareti delle arterie.

 
L'olio di oliva è molto importante per il nostro organismo anche perché contiene molte vitamine, la A e la D, e in particolare la E. Questa vitamina, se è in buon rapporto con acido linoleico e acido polinsaturo, fa sì che diminuisca il rischio delle trombosi, contrastando l'ossidazione dei grassi; nell'organismo combatte anche la formazione di radicali liberi contrastando i processi d'invecchiamento.

 

 
 

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  Olio che bontà  
 

 

L'olio extravergine di oliva se ben conservato può durare a lungo, conservando la sua Bontà e mantenendo invariate le proprie caratteristiche chimiche ed organolettiche.

 Bisogna difenderlo da suoi principali nemici:

  •  le alte temperature
  •  la luce
  •  l'ossigeno dell'aria
  •  il contatto con superfici sporche.

 

 
     
 

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  Olio che passione  
  L'olio extravergine d'oliva diventa passione quando lo riconosco e lo utilizzo sulle giuste pietanze.
 

 

PIATTI DAL GUSTO DELICATO COTTI - CRUDI
oli dal fruttato tenue, che non copra il sapore del cibo;
PIATTI SAPIDI
oli di buon corpo, decisamente fruttati, e con note di amaro e piccante;
MAYONESE PESCE BOLLITO/ALLA GRIGLIA CARNE CRUDA
oli dal gusto delicato e buona finezza;
BRUSCHETTA LEGUMI CARNE AI FERRI INSALATA
oli sapidi e di buon corpo;

 

 

 
 

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  Olio e bellezza  
  Dopo numerose ricerche possiamo affermare che l'olio di oliva ha il magico potere di lenire gli arrossamenti della pelle, le irritazioni, di prevenire le screpolature, le desquamazioni oltre che contrastare fenomeni di invecchiamento, debolezza e impoverimento della cute e dei capelli, salvaguardando anche quei requisiti di elasticità e morbidezza, essenziali al loro splendore e la loro luminosità, grazie alla presenza di acidi grassi, vitamine e minerali.

Ottimo durante i massaggi, la sua capacità di penetrazione è amplificata dal movimento delle mani, motivo per il quale viene sfruttato per fornire alla pelle essenze rilassanti e tonificanti.

 
 
 

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