Circolo Didattico "A Manzoni"0
 

a.s. 2008/09

 

 

Scuola Primaria "Montessori"

   
 

Fauna e Flora

   
 

negli ambienti d'acqua dolce

 

del nostro territorio

 

 

Classe 3^A     

   

Inss.: Iris Leone, Silvana Pipoli, Maria Grazia De Palma

 

Fauna

 

Flora

 

Fiumi della Puglia

Laghi della Puglia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo lavoro abbiamo scelto di presentare solo alcune delle numerose specie di animali e di piante che popolano le acque e i territori vicino alle sponde dei laghi e dei fiumi della nostra zona.

Sviluppando questa rassegna di animali e piante ci è venuta la voglia di saperne di più e quindi stiamo organizzando una visita all'Oasi di "LAGO SALSO"

 

 

La fauna negli ambienti d'acqua dolce

 

La trota è un pesce di acqua dolce e marina appartenente alla famiglia dei Salmonidi. La sua diffusione in mare può avvenire solo in acque con scarsa salinità. Il suo ambiente ideale sono i fiumi a corrente veloce, con acque fredde e ossigenate ed abbondanti prede.  I colori e i disegni della pelle della trota cambiano molto a seconda dell'ambiente in cui il pesce vive, le trote di fiumi e torrenti  montani hanno colorazione molto vivace, bruno verdastra o oliva, con numerosi punti neri e violacei e sfumature dorate sui fianchi. La trota è un predatore voracissimo e si può dire che mangia qualunque animale possa inghiottire, dagli insetti ai crostacei, ai pesci (anche trote più piccole), ai topi ed alle rane.
 

 

 
L’anguilla è stata per secoli uno dei più importanti prodotti della pescicoltura. Da qualche decennio la produzione è calata notevolmente. Malgrado questo, in Italia c’è ancora una piccola produzione di qualità che merita di essere riscoperta anche attraverso importanti iniziative come quelle promosse dai Presidi Slow-food dell’anguilla di Lesina o dell’anguilla marinata di Comacchio.
 

 

 

 

La biscia dal collare (serpa d'acqua) è verde scura o marrone con un collare giallo, dietro alla testa, a cui deve il nome. Si nutre quasi interamente di anfibi, specialmente di rane comuni, anche se occasionalmente mangia mammiferi e pesci. Le bisce dal collare sono grandi nuotatrici e di solito si trovano vicino agli specchi d'acqua dolce; vanno in letargo durante l'inverno. Poiché non sono velenose, le loro uniche difese sono la produzione di un fluido dall'odore aspro dalle ghiandole anali o la finzione della morte. A volte fingono anche degli attacchi, colpendo senza veramente aprire le loro bocche. Si difendono raramente mordendo.
 

 

 
Il granchio di fiume vive in tane scavate lungo le sponde di torrenti e di pozze d'acqua dolce. È in grado di tollerare bassi tassi di umidità: ciò gli consente di lasciare il corso d’acqua e di addentrarsi per decine di metri nell’ambiente terrestre. Durante la stagione fredda è raro trovare esemplari fuori dalle loro tane; nei mesi estivi le fasi di attività si concentrano nelle ore dopo il tramonto. Si ciba di insetti e delle loro larve, di lombrichi, di piccoli pesci, di materiale vegetale, come alghe e muschi.

 

 

 

Il mitilo mediterraneo, chiamato cozza nelle regioni centro-meridionali, è un mollusco bivalve ed equivalve, con il margine valvare arrotondato da un lato e un terminale appuntito e leggermente incurvato dall'altro. È  dotato di branchie a lamelle che assorbono l'ossigeno per la respirazione e che trattengono contemporaneamente il cibo per l'alimentazione, costituita soprattutto da plancton. La sua vita media è di circa quattro anni. La coltivazione dei mitili (cozze nere) nel lago di Varano è un’attività molto praticata. Vaste zone del lago sono utilizzate per impiantare i cosiddetti “giardini delle cozze”.
 

 

 
La rana esculenta è una rana acquatica di 12 cm di lunghezza, dal muso appuntito e dalle dita ampiamente palmate. Il dorso è di colore verde smagliante o bruno oliva, talvolta cosparso di macchie nere.

 

 

 

Il germano reale è un uccello noto anche come capoverde. Viene considerato il capostipite di tutte le razze domestiche dell'anatra. Maschi e femmine sono molto simili nella forma, ma differiscono nel colore del piumaggio. Nel maschio, il capo e la parte superiore del collo sono di color verde splendente, uno stretto collare bianco a metà del collo separa la verde testa dal petto e dalla parte superiore del dorso che sono di un colore bruno-porporino. La femmina ha colori mimetizzanti: macchiata di bruno e marrone scuro, becco bruniccio, le zampe sono di colore arancione spento, meno vivo rispetto a quelle del maschio.
 

 

 
La garzetta è alta circa 55-65 cm, il suo peso varia da 350 a 650 g ed ha un'apertura alare di 85-95 cm. Il piumaggio è interamente bianco, il lungo becco è nero, come le zampe, mentre i piedi sono giallastri. Nel periodo degli amori questo airone sviluppa alcune penne ornamentali molto lunghe sulla nuca, alla base del collo e sul mantello. La garzetta, come del resto quasi tutti gli aironi, è un uccello molto legato all'acqua. Aiutandosi con le lunghe zampe e sfruttando la rapidità e la precisione dei suoi colpi di becco, caccia le sue piccole prede in acque basse. Durante il suo volo lento e regolare, la garzetta ripiega il collo verso il corpo, formando una caratteristica "S".

 

 

 

Il martin pescatore comune è la specie più diffusa e l'unica presente in Europa. È lungo 15-16 cm e pesa 40-44 grammi circa. Le piume sono sgargianti, di colori tra il blu e il verde, ma sul collo e sulla gola si notano evidenti macchie bianche.  Il petto ha una colorazione arancione vivace per i maschi, più castana per le femmine. Lo si osserva spesso posato sui rami o sui paletti presso l'acqua, da dove si tuffa per catturare le sue prede.
In genere vola basso, rasente l'acqua, il suo volo è veloce, con un frullo d'ali. Spesso fa lo "spirito santo", riesce cioè a rimanere fermo in volo sopra la superficie dell'acqua fino a che, individuata la preda, si getta in picchiata catturandola nel breve lasso di tempo di due o tre secondi.
 

 

 
Il moriglione (cap'rusc) predilige i grandi spazi aperti, in particolare gli specchi di acqua dolce relativamente profondi e con scarsa vegetazione. Ha un notevole istinto gregario, potendo riunirsi in branchi numerosi non solo con individui della sua specie ma anche di altri uccelli acquatici, come le morette e le folaghe. Il moriglione si ciba di sostanze vegetali ma anche, con buona percentuale, di piccoli animali.
 

 

 

La gallinella d'acqua si riconosce per il piumaggio nero, il becco giallo dotato di una cera rossa alla base dello stesso. I piedi sono dotati di dita molto lunghe, le zampe sono di colore giallo verdastro. Frequenta luoghi umidi: stagni, laghi, rogge e fossati e in generale terreni umidi e acque che scorrono lentamente con molte piante acquatiche. La gallinella si nutre di insetti acquatici, piccoli pesci, crostacei, molluschi, germogli di piante acquatiche. Costruisce il nido, nel folto della vegetazione acquatica, preferibilmente presso la riva.
   

 

svasso maggiore

cormorano

 

alzavola

folaga

   

 

 

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aLa flora negli ambienti d'acqua dolce

 

L'eucalipto in Italia raggiunge i 25 metri di altezza. Il fusto ha la corteccia liscia. Il fiore è formato da un calice a forma di coppa chiusa che si stacca con la fioritura; il frutto è a forma di capsula con all'interno molti piccoli semi. Gli impieghi prevalenti dell'eucalipto riguardano l'uso farmacologico.  I principi attivi sono presenti nelle foglie che vengono essiccate e conservate. In erboristeria l’eucalipto serve a risolvere infiammazioni dell’apparato respiratorio e intestinale. Ha proprietà espettoranti e balsamiche. E’ indicato nei catarri bronchiali e nell’asma ed è una delle piante più efficaci contro malattie delle vie respiratorie. In cosmetica è usato come deodorante e purificante delle pelli impure, per preparare dentifrici e saponette.
 

 

 

 

 

Il pioppo bianco è un albero a foglie caduche, raggiunge raramente il centinaio d'anni d'età. È alto fino a 30 metri, con un'ampia chioma arrotondata. La sua corteccia grigio chiaro rimane per lungo tempo liscia e punteggiata da piccole lenticelle a forma di rombo. Le foglie hanno, nella  pagina inferiore, una fitta peluria biancastra, da cui il nome della pianta. Cresce su suoli limosi-argillosi, che rimangono umidi tutto l'anno, ma senza subire regolari inondazioni. I pioppi sono essenziali nell'azione di consolidamento degli argini dei fiumi, in relazione anche all'ampia estensione dell'apparato radicale che si dirama dalla pianta madre per oltre venti metri. Spesso viene piantato artificialmente in filari per l'utilizzo del legname. Il legno è leggero e viene impiegato nella produzione di cellulosa, compensati, mobili di poco pregio.

 

 

 

 

Il salice piangente è un albero a foglie caduche, alto fino a 8-10 metri, originario dell’Asia centrale, ma diffuso allo stato selvatico in gran parte dell’area mediterranea. Ha fusto tozzo e breve, che porta un'ampia chioma ovale, spesso molto disordinata, caratterizzata da lunghe ramificazioni pendule che a volte raggiungono il terreno; il fogliame è di colore verde brillante, grigiastro sulla pagina inferiore, di forma lanceolata, molto allungata, con margine seghettato. Albero molto elegante e a crescita rapida, teme molto la siccità, infatti, cresce bene nei pressi di laghi o corsi d’acqua, in terreni costantemente bagnati.

 

 

 

La canna palustre è una pianta che cresce spontaneamente in terreni umidi e paludosi. Resiste alla siccità e tende a ricoprire vaste estensioni. Ha un fusto assai rigido e delle specie di spighe con peli bianchi che nascondono piccoli fiori. Può raggiungere un'altezza di 1- 4 m. Nel nostro territorio si trova abbondantemente nei seguenti luoghi: Paludi sipontine-lago Salso; lago di Lesina e lago di Varano


 
 

 

 
Castagna d’acqua: denominazione comune di una specie di pianta erbacea, acquatica, e del frutto da essa prodotto. Il frutto, commestibile, presenta 2-4 protuberanze spinose. La pianta è caratterizzata da fusto sommerso; folte rosette di foglie, che formano grandi macchie sulla superficie degli specchi d’acqua; fiori piccoli e bianchi.

 

 

 

 

Ninfea: nome comune delle piante acquatiche del genere Nymphaea. Le ninfee hanno foglie cuoriformi, lucide, coriacee,  fiori isolati, e vistosi, formati da numerosi petali ben separati; sia foglie che fiori sono galleggianti. Le ninfee prediligono acque calme, con fondali saturi e poveri di ossigeno. Le radici che si trovano immerse nel fango dei fondali ricevono l'ossigeno necessario al proprio sviluppo dalle foglie, mediante canali appositi che attraversano l'intera pianta a partire dal picciolo.
 

 

 
La tifa, o mazza sorda, è una pianta decidua perenne dotata di rizoma sotterraneo e fusto alto fino a 3 metri. Cresce nei terreni paludosi di stagni, laghi e corsi d'acqua dolce.
Alla sommità del fusto una infiorescenza cilindrica femminile lunga fino a 25 cm. è sormontata da una infiorescenza maschile.
Le foglie sono lunghe parecchi decimetri e larghe 5-10 mm..
Cresce nei fossi e nelle paludi. Fiorisce in estate.

 

 

 

L'erba vescica è una pianta erbacea carnivora perenne che vive immersa nell'acqua; il fusto, verde-rossastro e lungo fino a due metri, è immerso totalmente nell'acqua; manca di radici. Sulle foglie sono inserite delle vescichette di forma ovoidale; a una estremità è presente un foro con peli rivolti verso l'interno: insetti o altri animali acquatici che vi penetrano non possono più uscirne. Dopo la morte, il prodotto della loro decomposizione è assimilato dai peli assorbenti; in tal modo la pianta ha la possibilità di assorbire composti azotati e minerali in un ambiente che ne è scarsamente provvisto.

 

 
   
 

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bFiumi della Puglia

 

La Puglia è caratterizzata da fiumi a carattere torrentizio, gli unici fiumi dalla portata costante e dal corso definito sono il Fortore e l’Ofanto. 
 
Il Candelaro è un fiume situato nel foggiano, dalla lunghezza di 70 km, utilizzato attualmente per l'irrigazione dei campi. Si presuppone che il fiume Candelaro sia stato l'artefice dell'unificazione geologica del Gargano alla penisola. Infatti, molto probabilmente, il Gargano fu unito dai detriti trasportati dal Candelaro; sulla base di questa teoria si potrebbe quindi affermare che il Gargano fosse un'isola dell'attuale Mar Adriatico fino a quando non si è unito alla penisola italica. Suoi affluenti sono: il canale Radiosa, il torrente Triolo, il torrente Sàlsola e il Celone.
 
 Lunghezza  70 km
 Bacino idrografico  2560 km2
 Nasce  San Paolo di Civitate
 Sfocia  Manfredonia
 Percorso  San Paolo di Civitate, San Severo, Rignano Garganico, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Manfredonia

 

 

Il fiume Carapelle, spesso classificato come torrente, nasce in Irpinia alle falde del Monte La Forma (m 864) col nome di Calaggio. Con l'unione del Torrente San Gennaro assume la denominazione di Carapelle. Scorre per circa 98 km prima di sfociare nel golfo di Manfredonia in località Torre Rivoli, presso Zapponeta. I principali affluenti del fiume Carapelle sono: Torrente Frugno, Torrente San Gennaro, Torrente Carapellotto. Il suo basso corso è interessato come area protetta all'interno del Riserva Statale delle Saline di Margherita di Savoia.

 
Lunghezza 98 km
Bacino idrografico 950 km2
Nasce Monte La Forma     Vallata(Av)
Sfocia Golfo di Manfredonia
Percorso Vallata (Av), Rocchetta S.Antonio, Candela, Sant'Agata di Puglia, Ascoli Satriano, Ordona, Carapelle (Fg), Zapponeta

 

 

Il Celone è un torrente situato nel foggiano dalla lunghezza di 70 km attualmente prosciugato per costruire i ponti alla ferrovia. Si presuppone che il fiume Celone fosse attraversato dai Romani con le navi per la buona viabilità del fiume.

 
Lunghezza 70 km
Nasce San Vito
Percorso Foggia

 

 

Il Fortore è un fiume lungo 110 Km che scorre nelle province di Campobasso, Benevento e Foggia. Nasce dal monte Altieri nel versante adriatico dell'Appennino lucano, dalla riunione di quattro ruscelli: il "Fiumarelle", dal territorio del comune di Roseto Valfortore (FG), il "Foiano" dal comune di Foiano di Val Fortore, il "Montefalcone" dalla località "Trivolicchio" e il "San Pietro" dalla località omonima nel territorio del comune di Montefalcone di Val Fortore. I quattro torrenti confluiscono a circa 4 Km da San Bartolomeo in Galdo (BN). Il fiume prosegue il suo corso da sud a nord, inizialmente in una valle stretta e tortuosa che poi si fa più ampia. In seguito alla realizzazione della diga di Occhito e a causa di cave sorte lungo le sue sponde, il fiume ha di molto ridotto la propria portata ed anche il suo alveo risulta modificato.

 
Lunghezza 110 km
Bacino idrografico 1650 km2
Nasce Monte Altieri (888 m s.l.m.)
Sfocia Mare Adriatico
Percorso Campania, Molise, Puglia

 

 

L'Ofanto è il più importante fiume della Puglia per lunghezza, bacino e ricchezza d'acque; inoltre, con i suoi 170 km totali di corso risulta anche il fiume più lungo fra quelli che sfociano nell'Adriatico a sud del Reno.

La sua sorgente si trova sull'Altopiano Irpino a 715 m d'altezza, sotto il piano dell'Angelo,  in provincia di Avellino. Attraversa parte della Campania e della Basilicata, scorrendo poi prevalentemente in Puglia. Sfocia nel mare Adriatico, nelle vicinanze di Barletta. Alla fine del suo corso, l'Ofanto termina con una foce a delta. L'Ofanto ha un regime marcatamente torrentizio con piene notevoli in autunno e inverno per le precipitazioni e magre notevolissime in estate. A dispetto poi della notevole lunghezza ed estensione di bacino, la sua portata media alla foce è abbastanza scarsa

 
Lunghezza 170 km
Bacino idrografico 2780 km2
Nasce Torella dei Lombardi
Sfocia Mare Adriatico, pressoBarletta
Percorso Campania, Basilicata, Puglia

 

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cLaghi della Puglia

 

I Laghi Alimini (Alimini Grande e Alimini Piccolo (o Fontanelle)) sono due laghi situati a nord della città di Otranto, in provincia di Lecce, facenti parte dell'Oasi protetta dei Laghi Alimini.
I due laghi sono collegati da un canale.
Alimini Grande è stato generato dalla continua erosione del mare, si estende in lunghezza per circa 2,5 Km ed ha una profondità di circa 4 metri. Il bacino di Alimini Grande è circondato quasi completamente da una fascia rocciosa, riccamente ricoperta da folte pinete e macchia mediterranea. Il tratto settentrionale, chiamato Palude Traguano, è pressocchè basso e sabbioso; qui sono presenti numerose sorgenti, fra cui la principale chiamata Zudrea che alimenta il lago insieme al mare. La percentuale di salinità del lago è quasi dello stesso valore di quella del mare, perché appunto, il mare confluisce in esso. I fondali del lago sono ricchi di molluschi.

 

Alimini Piccolo è generato da numerose sorgenti di acqua dolce, ed è chiamato anche Fontanelle. Si estende in lunghezza per circa 2 Km e la profondità non supera il metro e mezzo. Il lago ha sponde basse e pianeggianti. Le acque del lago sono quasi sempre dolci, anche se durante la stagione estiva, con il fenomeno di evaporazione delle acque, il lago tende a diventare salino. La vegetazione intorno ai due bacini d'acqua è ricchissima e si possono ammirare varie specie di piante fra cui la rarissima orchidea di palude, la castagna d’acqua, una specie in via di estinzione in Italia, formata da grossi frutti della stessa sembianza della castagna, ed erba vescica, una pianta carnivora, dotata di minuscoli pettini che appena toccati da insetti, aprono delle vesciche che aspirano al proprio interno le prede. I laghi sono inoltre habitat importante per numerosi animali fra i quali folaghe e moriglioni.
 

 

 

Nella piana tra Manfredonia e il fiume Ofanto vi è una zona umida che si può definire l'ultimo esempio di bacini palustri e lacustri che facevano della nostra provincia uno degli ambienti acquatici più estesi e noti d'Europa.
In passato era un territorio costituito da pascoli naturali, acquitrini e stagni alimentati dal fiume Ofanto e dai torrenti Candelaro, Cervaro e Carapelle. Dopo le opere di bonifica avvenute intorno al 1930, l'intero territorio divenne fertile e percorribile, rimasero solo due laghi artificiali: il Lago Salso (a nord) e il Lago Salpi (a Sud), destinati alla raccolta delle acque irrigue.

Negli ultimi anni il Lago Salso è stato utilizzato anche per la produzione ittica e per l'attività venatoria ai fini produttivi. Attualmente il Lago Salso fa parte del Parco Nazionale del Gargano ed è caratterizzato da enormi distese di canna di palude che raggiunge anche i cinque metri d'altezza e di tife.
Questa impenetrabile selva di erbe palustri con piccoli specchi d'acqua, ospita un gran numero di specie di uccelli acquatici durante tutto l'anno.
 

 

 

Il Lago di Lesina è un bacino lacustre salato situato a nord della Puglia, tra il Tavoliere delle Puglie e il promontorio del Gargano.
Lungo circa 22 km e largo mediamente 2,4 km, ha una superficie pari a 51,4 km². È il nono lago italiano e il secondo dell'Italia meridionale.

Mediante due canali, l'Acquarotta e lo Schiapparo, la laguna comunica col mare Adriatico, da cui la separa una duna, il Bosco Isola, larga tra 1 e 2 km e lunga 16 km. Numerosi torrenti assicurano al lago un discreto apporto d'acqua dolce. La sua profondità media è pari a 0,7 metri, mentre la massima è inferiore ai 2 metri.
Le sue acque sono popolate soprattutto da anguille, notevole fonte di reddito per il comune di Lesina.

 

Comune di Lesina

 

 

 

Il Lago di Varano è un lago pugliese appartenente per intero alla provincia di Foggia.
Con una superficie di circa 60,5 km² risulta essere il maggiore lago costiero italiano, oltre ad essere il sesto lago della penisola e il più grande dell'Italia meridionale.
Situato sulla costa Nord del Gargano, tradizionalmente è chiamato “lago”, invece, in realtà si tratta di una laguna. Scavato nella massa calcarea garganica, tra il promontorio di Monte d'Elio e la punta di Rodi Garganico, ha forma vagamente trapezoidale che si estende per una larghezza di circa 10 km, risultando incassato all’interno del promontorio garganico per circa 7 km.Il suo perimetro misura circa 33 km, la sua superficie è pari a 60,5 km² e la profondità delle acque varia da 2 a circa 5 metri (con una media di 3), a seconda dei luoghi, man mano che ci si allontana dalla riva verso il centro del bacino.
A Nord è separato dal mare Adriatico da una strettissima linea di terra, chiamata “isola”, lunga circa 10 km e larga 1 km, coperta di pini, eucalipti e altre piante.

Il lago è alimentato da due sorgenti sotterranee e comunica con il mare Adriatico tramite due canali: la foce di Varano e la foce di Capoiale.

Lago di Varano
Le acque del lago bagnano i territori comunali di Cagnano Varano, Carpino ed Ischitella, anche se nessuno di questi comuni si affaccia direttamente sullo specchio lacustre.
 

 

 

Il Lago di Occhito è in realtà un grande invaso artificiale creato con uno sbarramento sul Fortore. Segna il confine naturale tra la Puglia e il Molise per circa 10 km. Esso ha una lunghezza di circa 12 km e appartiene per metà alla Provincia di Foggia e per la restante alla Provincia di Campobasso.
Alla sua creazione viene attribuito l'innalzamento del tasso di umidità nelle zone circostanti, soprattutto nel Foggiano, il cui clima era famoso per l'eccessiva secchezza.

 

 
 

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