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L’atto del mangiare oltre alla
sua finalità nutritiva ha sempre avuto, nelle diverse culture anche
funzioni simboliche, dimostrative, sociali. Anche la preparazione
dei cibi è sottomessa a codici culturali: il cibo viene tagliato,
sminuzzato, cotto, conservato, mescolato con altri cibi, secondo
particolari tecniche. Spesso gli viene data una forma artificiale
con valore ornamentale o simbolico. Le uova e le colombe di Pasqua,
le ostie con le immagini sacre sono buoni esempi di cibi la cui
forma è simbolica.
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L’ostia rappresenta simbolicamente la “carne” di Cristo |
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L'uovo, che
nasce da una vita e dà origine a una vita nuova, è il simbolo
universale del rinnovamento periodico della natura, del ciclo delle
rinascite. Tutto questo simbolismo è stato cristianizzato
identificando l'uovo cosmico con Cristo che risorge e tutto rinnova. |
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| Molte forme
di cibi sono invece il risultato dell’incontro tra la potenzialità
di un materiale e la creatività di un artigiano: si pensi hai
complicati intrecci del pane ottenuti sfruttando la malleabilità
della pasta o prodotti della pasticceria ottocentesca, vere e
proprie opere d’arte commestibili. Nella pittura del Medioevo e del
Rinascimento i cibi hanno in genere una forma semplice ed essenziale
e rivestono la funzione di attributo di certe scene. Già i pittori
tardo-gotici all’interno di rappresentazioni di episodi sacri si
soffermavano sui dettagli di una tavola ingrandita. Ruolo
importante hanno anche le raffigurazioni degli accessori da tavola:
piatti,posate,bicchieri,brocche. Valore rituale hanno anche tutti i
pasti menzionati nella vita, che costituiscono altrettanti temi
dell’iconografia
cristiana:
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| “CENA IN EMMAUS” “NOZZE DI CANA” “L’ULTIMA CENA” (1250-1318) | |||||||
| Michelangelo Merisi, detto il Mosaico, XII secolo, Monreale Duccio di Buoninsegna, Siena opera | |||||||
| Caravaggio (1573 – 1610) Cattedrale del Duomo | |||||||
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| Il pane | |||||||
La sua simbologia è chiara in tutte le rappresentazioni dell’ultima cena e nelle cene in Emmaus: è il corpo di Cristo. |
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IL vino |
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| Particolare del "L'ultima cena" di Jacopo Bassano (1542) | |||||||
| Insieme al pane costituisce la sostanza eucaristica : (è il Corpo di Cristo) è contenuto in brocche e bicchieri è raffigurato in tutte le ultime cene | |||||||
| L'uva | |||||||
Gesù "Vita di tutta la vita"Roumanian |
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| Nell’arte sacra rinvia al vino eucaristico e quindi al sangue di Cristo. I Padri della Chiesa, per esempio Sant’Agostino, paragona Cristo ad un grappolo d’uva. | |||||||
| La mela | |||||||
Era già un
simbolo importante nella
mitologia greca. La mela è anche attributo di Venere e delle tre grazie.
Quando è in mano ad Adamo
e Eva è il frutto proibito del paradiso e un simbolo della
caduta dell’uomo. In mano a Gesù Bambino la mela, la mela cotogna e la
melagrana diventano
invece simbolo della sua
missione di redenzione. |
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| "Eva " Lucas Cranach (1472-1553), Uffizi, Firenze | |||||||
| Il pesce | |||||||
E' un
antico simbolo del
battesimo; in seguito
rappresentò anche la persona del Cristo. |
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| Catacomba romana | |||||||
| L' acqua | |||||||
In senso
rituale indica l'acqua
battesimale; in senso biblico indica Dio come sorgente di
vita. Infine nel senso
cristiano esso simbolizza
lo Spirito Santo. |
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| Battesimo di Cristo Perugino Duomo città della Pieve (PG) | |||||||
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| La natura morta, pur trovandosi già nella pittura e nei mosaici della Roma antica è un genere che in | |||||||
| Italia non ha mai riscosso il favore attribuitogli nei paesi nordici. La maggior parte degli artisti italiani del primo Rinascimento si oppone alla banalità del dettaglio, solo nel seguito, per le influenze nordiche, il genere venne praticato anche qui da noi. | |||||||
NATURA
MORTA,
Giuseppe Rocco (1634 – 1695) |
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CANESTRA
DI FRUTTA,
Caravaggio, olio su tela 1596 |
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"Limone"
Abraham Mignon (1640-1679), Uffizi,
Firenze |
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"Cesta Frutta" Pompei Museo Archelogico Nazionale, Napoli |
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