9° Circolo Didattico "Manzoni"  

 

 

SCUOLA PRIMARIA MONTESSORI  - CLASSE 5^ A

 

anno scolastico 2009/2010  a cura delle insegnanti Ersilia Gaita e Stella Lannunziata

 

UN IMPEGNO PER LA LEGALITA'

  consulenza tecnica: ins. Iris Leone
 

GOCCIA DOPO GOCCIA

 

Premessa: Talete e il principio delle cose
L'acqua nel nostro territorio  

Proverbi bagnati

 

La carta dell'acqua

L'acqua nelle scienze
 

Proverbi foggiani

 

Inquinamento dell'acqua L'acqua nella musica L'acqua nella religione
 

L'acqua e l'igiene nei secoli

 

L'acqua nel mito L'acqua nell'arte L'acqua nella poesia
 

L'acqua nello sport

 

L'acqua nella storia L'acqua nella geografia L'acqua nella matematica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL PRINCIPIO DELLE COSE di TALETE

 

TALETE, grande matematico e scienziato greco, credeva negli dei, ma era sicuro che tutto ciò che avveniva nel mondo ( lampi, tuoni, pioggia, neve, fiori, frutti,....) non fosse da ricollegare agli dei:riteneva che la causa di ogni fenomeno naturale dovesse essere ricercata nella natura stessa.

Egli riteneva che ci fosse una sostanza dalla quale tutte le cose hanno origine e che costituisce la " materia prima " dell'Universo: l'acqua
Questa considerazione nasce dal fatto che Talete aveva osservato come, in natura, l'acqua fosse presente un po' dappertutto e in forme diverse.
L'acqua, infatti, è soggetta a continui cambiamenti di stato che contribuiscono a far sì che la sua quantità sulla Terra si mantenga costante.
 

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L'ACQUA NELLA RELIGIONE

Da sempre l' acqua ha avuto per l'uomo una notevole importanza e fin dall' antichità ad essa è stato
attribuito un significato mistico in tutte le religioni. Il primo significato è quello della PURIFICAZIONE.
Tra gli esempi più vivi di questa concezione c'è quello del "DILUVIO UNIVERSALE" ossia la distruzione di 
ogni forma di vita impura attraverso l'acqua e che nasce dall'ira di Dio che decide di dare vita a un mondo 
nuovo in cui gli uomini siano mondi dal peccato dei loro predecessori.

 

 

Nella Chiesa Cristiana i membri sono battezzati,bagnati con l' acqua santa per diventare nuove creature e, a 

volte, vengono completamente immersi in una piccola vasca, come accadeva soprattutto nel passato.
Battesimo è una parola greca "bagno o immersione".
Non è stato, certamente, il Cristianesimo ad inventare il rito del Battesimo, cioè l'immersione nell'acqua.
Anche tra i popoli primitivi veniva effettuato un bagno sacro che apparteneva ai tanti riti a cui l'adolescente
 doveva sottoporsi per entrare a far parte della vita adulta.
Per gli Ebrei l'acqua da sempre è un elemento di purificazione, unita alla recita di alcune preghiere di 
pentimento. Al tempo di Gesù esistevano vari tipi di Battesimo(il Battesimo dei pagani, quello degli Esseni ,...)
Il bagno collettivo nel fiume Gange, anche se il fiume è ormai ridotto a una fogna,è un rito irrinunciabile per
gli Indù: immergersi in questo fiume facendo continue abluzioni permette al credente di entrare in un
rapporto forte e intimo con la divinità.

 

Per la religione musulmana l'acqua è molto importante. Prima di entrare nelle moschee, si trovano delle vasche nelle quali è contenuta dell' acqua che serve per fare le "abluzioni", cioè per purificare dai peccati. Se il peccato non è grave ci si bagna solo i piedi, invece, se lo è, come la calunnia, l'abluzione riguarda più parti del corpo.

 

 

 

L'ACQUA NELLA BIBBIA E NEL VANGELO

La Bibbia e il Vangelo sono pieni di miracoli che hanno come protagonista l'acqua, tanto quella salata che dolce.

Uno dei primi miracoli di Gesù avvenne alle nozze di Cana, dove trasformò l'acqua in vino.

Una volta mostrò ai suoi discepoli dove gettare le reti ed essi raccolsero una grande quantità di pesci.

Un'altra volta camminò sulle acque del lago di Galilea e placò il vento.

Alla piscina propatica, in occasione di un rito di immersione, Gesù guarì un paralitico.
San Giovanni ci riporta il bellissimo episodio del colloquio di Gesù con una donna samaritana nelle vicinanze

di un pozzo.

Ancora l'acqua è protagonista del gesto di umiltà che Gesù compie durante l'Ultima Cena, lavando i piedi ai 
suoi discepoli.

L'Antico Testamento racconta la fuga dall'Egitto da parte del popolo d'Israele, guidato da Mosè, in cui 
l'acqua ha un ruolo importantissimo: Javè divide le acque del Mar Rosso per permettere agli Ebrei di 
diventare un popolo libero.

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L'ACQUA NEL MITO E NELLE LEGGENDE

SCILLA E GLAUCO

 

Glauco era un pescatore forse figlio di Poseidone, il dio del mare.
Un giorno, mentre si riposava , si accorse che uno dei pesci che aveva pescato , a contatto con l'erba di un
prato vicino era ritornato in vita e si era rituffato fra le onde. Attirato dagli enormi poteri di quest' erba , 
ne mangiò e sentì un'enorme passione per la vita marina : abbandonò la terra trasformandosi in una creatura 
divina, un nuovo dio del mare.
Scilla era una fanciulla bellissima e corteggiata che ,però, respingeva ogni suo pretendente. Appena Glauco la
vide, mentre si rinfrescava in una caletta d' acqua, se ne innamorò, ma Scilla fuggì, rifiutandolo come aveva
fatto con gli altri.

 

Glauco chiese aiuto alla maga Circe affinchè preparasse un filtro d'amore per conquistare la bella fanciulla.
Ma la maga s'invaghì di lui e, vistasi rifiutata, decise di vendicarsi di Scilla.
Con erbe malefiche preparò una pozione e recitò un sortilegio con cui infettò le acque della caletta dove la 
giovane era solita riposarsi.
Quando Scilla si immerse nelle acque si trasformò in un mostro orribile con sei teste e cani latranti che le 
spuntavano dai fianchi.Da quel giorno terrorizzò e uccise i naviganti che transitavano di lì.
Glauco, disperato per il destino dell'amata fuggì, ma si rifiutò di unirsi a Circe che si era crudelmente 
vendicata della fanciulla, sua inconsapevole rivale.
(Dalle "Metamorfosi di Ovidio")

 

 

LA LEGGENDA DEL LAGO DI CAREZZA

 

Nel lago di Carezza si vedono riflessi tutti i colori dell'arcobaleno, mentre gli altri laghi di montagna sono 
colorati solo di azzurro o verde.

Questa meraviglia, però, è frutto di un'antica magia: infatti lo stregone di Latemar si era innamorato della 

bellissima Ondina, la ninfa che abitava le acque del lago e tentò più volte di rapirla.

Un giorno, consigliato dalla strega del Masarè fece apparire nel lago di Carezza un bellissimo arcobaleno con 
lo scopo di attrarre l'amata.
Quando Ondina uscì dalle acque, spinta dalla curiosità, vide lo stregone e fuggì spaventata.
Il mago fu preso da un tale furore per l'ennesimo fallimento che prese l'arcobaleno e lo gettò nel lago che si 
fece in mille pezzi.
Da quel giorno, infatti, le acque del lago di Carezza rispecchiano tutti i colori dell'arcobaleno.
 

 

 

 

LE FATE DELL'ACQUA

 

Le antiche popolazioni si rivolgevano a queste entità fantastiche  per ottenere la guarigione.
Vivono nelle profondità dei mari e tra le acque dei fiumi e delle sorgenti oppure dei laghi. Le loro danze e il 
loro canto ammaliatore donano gioia agli uomini. Tra le più conosciute ricordiamo:

 Le Ninfe      

Amano filare e tessere sulle sponde dei fiumi, ma amano molto anche la danza, il canto e il nuoto tra le acque 
dei limpidi laghetti alpini e nei torrenti.

Emergono quando nessuno può vederle, ma quando decidono di attirare qualche uomo cominciano ad incantarlo 
con canti soavi e danze ammaliatrici.
Si presentano come fanciulle bellissime, delicate, luminose e catturano uomini giovani e belli, li conducono in 
meravigliosi castelli di corallo e madreperla dove la vita scorre felice.

Le Nereidi

Sono ninfe del Mar Mediterraneo, erano 50 figlie di Nero, un vecchio dio marino e della sua sposa Doride. 
Vivono nelle profondità marine e spesso salgono in superficie per aiutare marinai e viaggiatori, cavalcando
delfini ed altri animali marini.     

Le Ondine

Sono delle fate molto simili alle ninfe, che vivono nei mari e negli oceani , nei laghetti di montagna e nei
torrenti. Possono apparire alle luci dell' alba o al tramonto sotto forma di sirene o di bianca spuma marina .

Le Naiadi

Sono le ninfe  delle sorgenti, dei fiumi e dei laghi; sono dotate di facoltà guaritrici e profetiche  e venivano
considerate le nutrici della vegetazione e del bestiame.

Le Sifidi

Sono fate che conoscono il passato e il futuro, ma non il presente. Si nutrono di rugiada e mele e ricevono
energia dalla luce dell'aurora.

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L'ACQUA NELLA MUSICA

 

"La Moldava", scritta da Bedrich Smetana, è un poema sinfonico, composto nell'800, che si ispira ad aspetti

della natura e a immagini pittoriche. Il musicista descrive , musicalmente, la sua terra e il fiume Moldava, che segue in tutto il suo percorso, dalla sorgente alla foce.
La musica descrive lo scorrere del fiume, le immagini e i suoni che esso raccoglie durante il suo percorso.
Smetana ha descritto così il suo poema:"Due sorgenti nascono  nell'ombra della Foresta Boema, i due ruscelli
si uniscono e brillano ai primi raggi del sole.
Dai ruscelli si forma così il grande fiume Moldava, che diventa grandissimo, scorre attraverso pascoli e
pianure, si avvicina ad un villaggio e assiste a canti, danze, balli e giochi musicali.
Nella notte le ninfe dei boschi e delle acque giocano fra le onde luccicanti, al chiaro di luna.
La scena cambia quando il fiume si apre, con forza, la strada fra le rocce di San Giovanni, forma gorghi
vorticosi e rapide, per poi precipitare in una cascata.
Infine, torna a scorrere nel suo letto, diventato ancora più grande e si dirige, con maestosa calma, verso 
Praga. Qui, passando, saluta l'antico castello di Vyserhad e continua il suo cammino in lontananza".
 

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proverbi

ACQUA IN BOCCA
ACQUA CHETA  ROMPE I PONTI
SENTIRSI COME UN PESCE FUOR D'ACQUA
LA PRIMA ACQUA D'AGOSTO RINFRESCA IL BOSCO
CIELO A PECORELLE; ACQUE A CATINELLE
L'ACQUA CHE NON PUOI BERE, LASCIALA CORRERE
DALL'ACQUA ARRABBIATA MI LIBERI DIO, CHE DA QUELLA TRANQUILLA MI LIBERO IO
PESTAR L'ACQUA NEL MORTAIO
CHI SI E' SCOTTATO CON L'ACQUA CALDA, HA PAURA ANCHE DELL'ACQUA FREDDA
AVERE L'ACQUA ALLA GOLA

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PROVERBI FOGGIANI

So cume u dijavele e l'acqua sande
Sope o cùtte l'acqua vullùte
Chi è stàte cutte da'l'acqua vùllente, hàve paùre de quèlla frèdde
L'àcqua fàce màle, ù vine fàce cantà

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L'ACQUA NELLO SPORT

RELAX "CON E ATTRAVERSO" L'ACQUA

L'acqua ha un ruolo centrale, oggi, nelle attività sportive e nel nostro relax.
Ci sono, infatti, molte discipline sportive sull'acqua, dal nuoto al surf, dalle immersioni alla vela, dai tuffi al
canottaggio e alla canoa, oltre alla pesca.

Ma possiamo anche passeggiare lungo i corsi d'acqua o stare sdraiati sulla spiaggia, perchè l'acqua ha un 
effetto positivo sullo spirito e sull'animo dell'essere umano.

 

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L'ACQUA NELLA POESIA

FILASTROCCA

 

Se in cielo le nubi si danno la mano,
se brontola un tuono lontano lontano,
se un lampo improvviso ci ha un po'spaventati,
la pioggia ha deciso di scender sui prati.
"Con l'acqua ci faccio montagne di ghiaccio,
son freddo e pungente, a molti non piaccio.
Imbianco di neve la terra ed il cielo,
arrivo d'inverno, mi chiamo gelo".
"Con l'acqua mi lavo la faccia e le mani,
mi lavo quest'oggi e mi lavo domani,
mi lavo anche il collo, le orecchie e i denti
e i miei genitori sorridon contenti".
"Nell'acqua respiro!"- sussurra un bel pesce-
nell'acqua si entra, dall'acqua si esce.
Spruzzare gli scogli, guizzare, nuotare:
son tante le cose che in acqua puoi fare!".
"Gli uomini spesso mi guardan con rabbia,
son umida e grigia, mi chiamano nebbia.
Nascondo le strade, le case e le piante,
il sole, la luna, le stelle e la gente".
"Trasporto le briciole e faccio fatica,
son sporca e sudata, mi chiaman formica.

per essere allegra mi bastauna goccia,

così finalmente mi faccio una doccia".
"Io nasco in montagna, tra i fiori, saltello,
poi scorro tra i prati: mi .chiaman ruscello
Crescendo rinfresco le piante e la gente,
rimbalzo tra i sassi: mi chiaman torrente".
"Disceso in pianura, pian piano rallento,
mi allungo, mi allargo, un fiume divento.
Adesso nessuno mi può più fermare
e scivolo verso l'abbraccio del mare".
 

 

POESIA

L'ACQUA

"Acqua di monte
acqua di fonte
acqua che squilli
acqua che brilli
acqua che canti e piangi
acqua che ridi...
Tu sei la vita
e sempre fuggi".

Gabriele D'Annunzio

 
 

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L'ACQUA NELLA STORIA

E' difficile immaginare che milioni e milioni di anni fa la Terra fosse soltanto una palla di fuoco incandescente
priva di vita.

La storia della comparsa dell'acqua sul nostro pianeta è affascinante come un'avventura di fantascienza.
Comincia con gigantesche ed enormi esplosioni: la Terra era così calda che dopo i terremoti si producevano
grandi ammassi di vapori bollenti. Furono questi vapori a formare le prime nuvole; nuvole e nuvole che nel 
tempo si diffusero e ricoprirono il cielo.

Quando la Terra cominciò a raffreddarsi, anche le nuvole persero il loro calore e iniziarono le grandi piogge.
Per centinaia di secoli sulla Terra continuò a piovere, formando così mari e oceani.

 

LA VITA NASCE NELL'ACQUA

Le prime forme di vita apparvero 3,5 miliardi di anni fa nelle acque oceaniche: si trattava di cellule 
semplicissime, che continuarono ad evolversi nel corso dei millenni, generando organismi sempre più complessi
e differenziati.

 

Circa 800 milioni di anni fa comparvero i primi protozoi e nei successivi 200 milioni di anni si svilupparono 
animali simili a meduse, a ricci e a stelle marine.
Per milioni di anni l'acqua rimase l'unico ambiente in cui poteva manifestarsi la vita.
360 milioni di anni fa comparvero i primi animali capaci di vivere sia nell'acqua che sulla terra e in seguito
solo sulla Terra.
Circa 4milioni di anni fa comparvero i primi ominidi, che come tutti gli altri esseri viventi, dipendevano dall'
acqua. Con la sua evoluzione l'uomo cominciò ad influire sempre più sulla "storia"dell'acqua.
 

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INQUINAMENTO

 

Gran parte dell' acqua presente sulla Terra è assai inquinata.
Le cause dell' inquinamento sono: 

gli scarichi urbani
gli scarichi navali
gli scarichi industriali
i diserbanti pesticidi usati in agricoltura
L'inquinamento urbano è causato dagli scarichi domestici che, oltre ai bisogni organici, contengono saponi. 
I detersivi che si usano per fare il bucato contengono sostanze tossiche per la flora e la fauna del fiume 
perchè le schiume non fanno entrare ossigeno nell'acqua.
Anche gli scarichi delle fogne inquinano. Il mare è inquinato anche dagli scarichi delle petroliere, per cui
sulla superficie del mare si formano chiazze nere che non permettono agli animali di respirare. 
Anche l'uomo causa l'inquinamento del mare a causa dei rifiuti che butta. 
Gli scarichi industriali inquinano l'acqua in quanto i fumi delle ciminiere delle fabbriche emanano gas nocivi
 che unendosi alle goccioline di vapore acqueo formano sostanze tossiche che rendono le piogge acide. I diserbanti e i pesticidi che l'agricoltore usa per ottenere una grande quantità di frutta e verdura sono 
prodotti nocivi che penetrano nel terreno e causano danni anche alle falde acquifere.

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L'ACQUA NEL NOSTRO TERRITORIO

I laghi

 

IL LAGO DI LESINA

 
E' un bacino lacustre situato a nord del Tavoliere e il promontorio del Gargano.
Mediante due canali la laguna comunica col Mar Adriatico.Le sue acque sono popolare soprattutto da
anguille, notevole fonte per il comune di Lesina.E' un lago salato e lungo le sue coste sono state ritrovate 
capanne del periodo Neolitico e resti dell'età del bronzo e del ferro.
IL LAGO DI VARANO

Il lago di Varano appartiene per intero alla provincia di Foggia.Situato sulla costa nord del Gargano 

tradizionalmente è chiamato lago, ma in realtà si tratta di una laguna, scavato nella massa  calcarea 
garganica, tra il promontorio di Monte d'Elios e la punta di Rodi Garganico, a forma trapezoidale.
Il lago è alimentato da due sorgenti sotterranee e comunica con il Mar Adriatico tramite due canali:
la foce di Varano e la foce di Capoiale.

IL LAGO DI OCCHITO

E' in realtà un grande invaso artificialecon uno sbarramento sul fiume Fortore.
Ha una lunghezza di km12 e appartiene per metà alla nostra regione e la restante alla provincia di
Campobasso.

I LAGHI DI ALIMINI

Sono due laghi situati nei pressi di Otranto(Lecce).
I laghi sono collegati da un canale ed Alimini Grande è collegato al mare da un altro canale, che taglia 
una spiaggia ed una pineta a ridosso della spiaggia.

IL LAGO DI LOCONE

E' un invaso artificiale situato nel territorio di Minervino Murge (Bitonto), nella parte bassa del fiume 
Ofanto.Si tratta di un invaso con diga in terra battuta sul torrente Locone.

 

 

I fiumi

 

I principali corsi d'acqua della Puglia sono:l'OFANTO, il FORTORE e il CANDELARO.
Essi segnano il confine naturale settentrionale della Daunia con il Molise (FORTORE) e meridionale con
la terra di Bari (OFANTO).
Nel territorio compreso fra questi due fiumi scorrono altri corsi d'acqua a carattere torrentizio.
L'OFANTO
E' il più importante fiume della Puglia per lunghezza;con i suoi 170 km di corso risulta anche il più lungo
fra quelli che sfociano nel Mar Adriatico;in assoluto è il secondo del Mezzogiorno, dopo il Volturno.
IL FORTORE
E' un fiume lungo 110 km e segna il confine tra la provincia di Foggia quella di Campobasso, cioè tra la
Puglia e il Molise.Sul corso del fiume è stato costruita una grande diga per raccogliere le acque da 
destinare uso civile, agricolo ed industriale.La diga ha creato un grande invaso artificiale:il lago di 
OCCHITO.

IL CANDELARO

Scorre nel foggiano;è lungo70 km e viene utilizzato attualmente per l'irrigazione dei campi.
Si ritiene che il Candelaro sia l'artefice dell'unificazione geologica del Gargano alla penisola.Infatti,
molto probabilmente, il Gargano venne unito dai detriti traportati dal fiume:sulla base di questa teoria 
geologica si potrebbe, quindi, affermare che il Gargano fosse un'isola dell'Adriatico fino a quando non
si è congiunto alla penisola italica.
 

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carta

LA CARTA EUROPEA DELL'ACQUA

Il Consiglio Europeo di fronte all'esigenza sempre più sentita da parte di tutti i Paesi della Comunità

di difendere l'acqua dall'inquinamento e dagli sprechi, nel1968 ha preparato una CARTA che contiene 
indicazioni utili per la sua tutela.
Alcuni articoli:
ART.1: non c'è vita senza l'acqua. L'acqua è un bene prezioso, indispensabile a tutte le attività umane.
ART.2: le disponibilità di acqua dolce non sono inesauribili. E'indispensabile preservarle, controllarle e,
            se possibile, accrescerle.
ART.3: alterare la qualità dell'acqua significa nuocere alla vita dell'uomo e degli altri esseri viventi.
ART.5: quando l'acqua, dopo essere stata utilizzata, viene restituita all'ambiente naturale, deve essere
            in condizioni da non compromettere i possibili usi dell'ambiente.
ART.6: la conservazione di una copertura forestale appropriata è essenziale per la conservazione delle
            risorse idriche.
ART:9: l'acqua è un patrimonio il cui valore deve essere riconosciuto da tutti. Ciascuno ha il dovere di 
            economizzarla con cura.

 

CONSIGLI PER NON SPRECARE ACQUA

 

LAVATI CON LA TESTA!

Se puoi , preferisci la doccia al bagno: ogni volta risparmi circa 100 litri d'acqua; usa con parsimonia shampoo
e sapone.
LAVA I DENTI, NON IL LAVANDINO!
IL rubinetto lasciato aperto mentre ci laviamo i denti, porta ad un inutile consumo d'acqua.

ACQUA SAPORITA PER LE PIANTE

Per innaffiare fiori e piante di casa, usa l'acqua utilizzata per lavare frutta e verdura.

 

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L'ACQUA NELLE SCIENZE

L'ACQUA : UNA GRANDE TRASFORMISTA
L'acqua è l'unico elemento della natura che si trova in tutti e tre i principali stati della natura:

GAS                   

SOLIDO 

     

LIQUIDO

L'acqua, allo stato solido, si trova sotto forma di ghiaccio, ma se la temperatura aumenta, essa si trasforma
velocemente in acqua e se continua il riscaldamento, evapora sotto forma di gas.
L'acqua assume una forma diversa, ma in realtà, le sue molecole sono sempre le stesse .I cambiamenti di stato 
della materia sono, quindi, una trasformazione del suo aspetto fisico, ma non delle sue caratteristiche molecolari.
 

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L'ACQUA NELLA MATEMATICA

L'acqua è presente sulla Terra in tutti e tre i suoi stati fisici. Sotto forma di vapore è diffusa nell'atmosfera
e si trova nelle emanazioni vulcaniche. Allo stato solido, come neve e ghiaccio, copre ampie aree delle terre 
emerse(ghiacciai) e degli oceani. Allo stato liquido è contenuta nei bacini oceanici, nei mari costieri, nei laghi,
nei fiumi; è conservata nel sottosuolo nelle falde idriche e concorre a formare gli organismi e le rocce.
L'ACQUA MARINA rappresenta il 97% del totale.Tuttavia, l'alta percentuale di sali minerali che vi è 
contenuta (3,6% circa) la rende utilizzabile dall'uomo soltanto per la pesca, la navigazione e per pochi altri impieghi.
 
Le ACQUE DOLCI CONTINENTALI, utilizzabili dalla vegetazione e dall'uomo, non rappresentano che il 3%
del totale. Inoltre, la massima parte di queste acque, pari al 90%, è immobilizzata nei ghiacciai e quindi poco 
sfruttabile. A disposizione dell'uomo, quindi restano l'acqua che cade sui continenti sotto forma di 
precipitazioni e quella conservata nelle falde sotterranee. Le risorse idriche sono distribuite sui continenti in   
modo non uniforme:in alcune aree l'acqua a disposizione è anche troppo abbondante, mentre altre zone sono 
eccessivamente aride
               .

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L'ACQUA NELL'ARTE

 

IL MITO DI NARCISO

 

Narciso è una figura mitologica greca, figlio di una divinità fluviale Cefiso e di una ninfa Liriope.

Secondo il mito narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, Narciso era un bellissimo giovane, di cui tutte le donne si
innamoravano alla follia.Tuttavia Narciso preferiva passare le sue giornate cacciando, non curandosi delle sue
spasimanti; tra queste c'era la ninfa Eco, condannata da Giunone a ripetere le ultime sillabe delle parole che le venivano rivolte, perchè le sue chiacchiere distraevano la dea, impedendole di scoprire gli amori furtivi di

Giove.

Rifiutata da Narciso, la ninfa si nascose nei boschi fino a scomparire e a restare solo un'eco lontano. Non solo 
Eco, ma tutte le giovani disprezzate da Narciso, invocarono la vendetta degli dei. Narciso venne condannato da
Nemesi ad innamorarsi della sua immagine riflessa nell'acqua. Resosi conto dell'impossibilità del suo amore , 
Narciso si lasciò morire. Quando le ninfe cercarono il suo corpo per poterlo collocare sul rogo funebre,
trovarono vicino all'acqua, il fiore omonimo.
 

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L'acqua e l'igiene della persona, nei secoli

 

  BREVE STORIA DELLE ABITUDINI DELL'UOMO: LAVARSI O NON LAVARSI ?

 

Nel Settecento si pensava che il lungo contatto con l'acqua ostruisse i pori, evitasse la traspirazione e rendesse il sangue denso, inoltre per molti secoli, dopo l'abbandono dell'abitudine del bagno che era stata tipica dei Romani, la pulizia del corpo è stata considerata poco morale!!! Per lunghi secoli la medicina ha attribuito all' umidità dell'acqua una valenza negativa, accusandola di aprire i pori e quindi di aprire la via alle infezioni dall'esterno.

Nel Medioevo l'etichetta prescriveva di lavarsi la faccia ogni mattina, ma non faceva mai riferimento a bagni completi.

Dal  1500 quando la peste si ripresenta con regolarità, l'acqua viene accusata di ogni nefandezza; fare il bagno debilita e quindi espone al rischio di malattie per cui chi vuole lavarsi, almeno limiti i danni prendendo precauzioni, come ad esempio, non uscire di casa per alcuni giorni ed osservare riposo assoluto. Certamente non si lavino mai i bambini! La pulizia del corpo è affidata alla "pulizia secca", cioè al cambio dei vestiti, secondo il principio per cui una camicia pulita corrisponde ad un bagno. In realtà, poi, alla paura di malattie si accompagna a lungo , la paura del peccato, in quanto l' igiene personale presuppone la vista ed il contatto con le parti del corpo e quindi espone a rischi morali.
Solo a partire dal Settecento cominciano a diffondersi pratiche igieniche e solo nell'aristocrazia; l'abitudine alla pulizia si diffonderà tra i ceti popolari nel tardo Ottocento, un po' per imitazione, un po' perchè solo quando l'acqua sarà convogliata nelle abitazioni perderà le caratteristiche di elemento prezioso e riservato a pochi.
In Italia, fino alla fine degli anni cinquanta, fare il bagno risultava problematico per la mancanza di ambienti idonei e per l'assenza di un impianto di riscaldamento; in genere l'ambiente usato era la cucina e non era infrequente che la stessa acqua servisse per più persone.

 

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L'ACQUA NELLA GEOGRAFIA

 Gran parte della Terra è ricoperta di acqua. L'acqua si trova ovunque: nel terreno, negli alberi, nei fiori,                                                             
.nellafrutta, nel pane,...L'acqua sta dentro di noi e intorno a noi: nella pioggia, nella neve, nei ghiacciai e nelle nuvole.
Tutto comincia quando, trasportate dal vento, le nuvole si incontrano, si uniscono, assumendo forme diverse.
Se, salendo sempre più in alto, incontrano l'aria più fredda, allora le goccioline d'acqua di cui sono formate,
diventano grosse e pesanti,si lasciano cadere giù e  sulla Terra arriva la pioggia.
 
 Una parte cade sul terreno e disseta semi, piante, fiori e animali. Altra acqua compie in percorso più difficile:                                                                                                      

filtra tra i sassi e le fessure, continua a scendere e raggiunge maggiori profondità. Se incontra uno strato di                                                                          

roccia impermeabile si accumula nel sottosuolo e scorre in una specie di canale sotterraneo, originando una falda, che diventa una preziosissima riserva: quando le acque riemergono in superficie creano sorgenti e

 fonti. Nelle stagioni calde il sole scioglie la neve ghiacciata sulle cime delle montagne: nascono i torrenti, che scorrono a valle più o meno veloci. Se la montagna ha un forte pendio l'acqua corre e salta creando delle 
cascate.
 
Spesso i torrenti si rincorrono per ritrovarsi nella stessa valle, dove si uniscono e formano i fiumi.
A volte la corsa del fiume si ferma in una valle concava o viene bloccata da uno sbarramento roccioso naturale
o artificiale: in entrambi i casi l'acqua si raccoglie in un lago. Quasi sempre i fiumi sfociano nel mare, rifornendolo di nuova acqua.

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