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9° Circolo "Manzoni"
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SCUOLA PRIMARIA "MONTESSORI" Foggia |
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Classe 5^ sez. B a. s. 2010/2011 coordinamento dell'insegnante Bina Russolillo |
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Fratelli d'Italia 1861 - 2011 150° anniversario Unità d'Italia
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[...] il mare la ricinge quasi d’abbraccio amoroso ovunque l’Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d’anime parlan d’Italia. |
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| La bandiera | Simboli e colori | Le tappe | |||
La poesìa![]() |
La patria e Dante![]() |
La toponomastica |
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| Cronaca di una partita di calcio: Germania - Italia
Il 9 febbraio 2011 l'Italia ha giocato una partita amichevole con la Germania. Analizziamo quello che abbiamo visto: |
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| - lo stadio era pieno di gente che tifava per le due squadre sventolando bandiere della propria nazione. |
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| - i calciatori in campo indossavano le maglie della nazionale di appartenenza: i tedeschi avevano le magliette bianche e sul petto lo stemma della bandiera della Germania, gli italiani avevano le magliette azzurre con uno scudetto tricolore sul petto, simbolo della bandiera italiana. |
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| - prima del fischio di inizio si sono sentite le note dei due inni nazionali e i calciatori, a turno, hanno cantato il proprio. |
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| Il canto degli italiani |
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Questo il testo completo del nostro inno nazionale Fratelli d'Italia
Noi siamo da secoli
Uniamoci, amiamoci,
Dall'Alpi a Sicilia
ha il core ha la mano Son giunchi che
piegano
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Goffredo Mameli
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Il Canto degli Italiani (conosciuto anche come "Inno di Mameli" o "Fratelli d'Italia", dal verso introduttivo), è l'inno nazionale italiano. |
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Fu adottato in via provvisoria il 12
Ottobre 1946 e, definitivamente, il 17 Novembre 2005.
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Roberto Benigni canta l'inno di Mameli al Festival di Sanremo 2011 |
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| Il testo fu scritto nell'autunno del 1847 da Goffredo Mameli che lo inviò il 10 Novembre al maestro Michele Novaro il quale scrisse la musica: l'inno debuttò il 10 Dicembre a Genova in occasione di una manifestazione per il centenario della cacciata degli austriaci. |
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...Dov'è la Vittoria? |
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A scuola di Costituzione: la bandiera Art. 12 della Costituzione:"La bandiera della Repubblica Italiana è il Tricolore: verde, bianco e rosso a tre bande verticali di eguale dimensione".
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Verde: il colore delle nostre pianure
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Bianco: la neve delle nostre cime
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Rosso:
il sangue dei
caduti
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da "La guerra di Piero" di Fabrizio De Andrè
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"...fermati Piero, fermati adesso lascia che il vento ti passi un po' addosso, dei morti in battaglia ti porti la voce chi diede la vita ebbe in cambio una croce." |
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Uso
e simboli dei
c o
l o
r
i
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| L'azzurro è il colore nazionale italiano, originato dalla devozione di Casa Savoia per la Vergine Maria. Il termine "azzurro" deriva dal persiano " lazward", il cui significato riporta al colore della pietra lapislazzulo (minerale siliceo e sulfureo di alluminio e sodio, colorato in azzurro violaceo e usato come pietra ornamentale). E' il colore nazionale della Repubblica Italiana, ed é utilizzato in eventi e manifestazioni militari o istituzionali, insieme alla bandiera. Il colore deriva dal blu Savoia, successivamente diventato simbolo dell'unità italiana, insieme al tricolore. E' usato come colore ufficiale in tutte le competizioni sportive dalle rappresentative italiane, ma la tonalità varia dall'azzurro stesso, al celeste fino al blu, a seconda di quanto deciso tra le federazioni e i fornitori ufficiali dell'abbigliamento sportivo. Il colore azzurro venne adottato per la prima volta dalla nazionale di calcio il 6 Gennaio 1911. Per lo straordinario successo del calcio come sport nazionale, l'azzurro divenne via via il colore delle maglie di tutti gli sportivi italiani tranne che negli sport motoristici, dove il colore è il rosso per una scelta privata delle singole case motoristiche, come per esempio il rosso della Scuderia Ferrari.
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Emblema della Repubblica Italiana
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L'Emblema ufficiale della Repubblica Italiana è quello approvato dall'Assemblea Costituente nella seduta del 31 Gennaio 1948: il bozzetto iniziale fu realizzato dall'artista Paolo Paschetto, vincitore dei due concorsi pubblici indetti nel 1946 e nel 1947. E' formato da una stella bianca a cinque punte sovrapposta a una ruota dentata d'acciaio. L'insieme è racchiuso da un ramo di quercia e da uno di ulivo. La stella bianca a cinque punte, detta anche Stellone d'Italia, è stata la rappresentazione simbolica dell'Italia fin dall'epoca risorgimentale. La ruota dentata d'acciaio, è il simbolo del lavoro su cui si basa la Repubblica, il ramo d'ulivo è il simbolo della pace, il ramo di quercia è il simbolo della forza. Art. 1 della Costituzione "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Il ramo di quercia simboleggia la forza e la dignità del popolo italiana, il ramo di ulivo, rappresenta la volontà di pace della nazione; Art. 11 della Costituzione "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessaria ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo".
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Stendardo presidenziale italiano
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Lo stendardo presidenziale simboleggia la
presenza del Capo di Stato.
Lo stendardo richiama i colori della Bandiera nazionale, con riferimento particolare alla bandiera della storica Repubblica Italiana del 1802-1805; la forma quadrata e la bordatura azzurra simboleggiano le forze armate, comandate dal Presidente. |
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Aspetto e raffigurazione dell'Italia
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Generalmente l'Italia è raffigurata come una donna dalla carnagione colorita e i capelli scuri. Spesso ha in mano un mazzo di spighe di grano (simbolo di fertilità e rappresentazione dell'economia agricola) oppure una spada o bilancia, simbolo di giustizia. Sulla testa ha una corona a forma di torre. Una delle prime rappresentazioni dell'Italia turrita si deve a Cesare Ripa, un esperto illustratore del Rinascimento. In epoca più moderna è stata realizzata, all'inizio del '900, dall'artista e disegnatore Daniele Fontana.
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Cosa è successo |
Chi erano |
Che cosa volevano
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I poeti e gli scrittori raccontano |
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1821 |
Nascono società segrete (carboneria) che organizzano insurrezioni in varie parti di Italia. |
Appartenenti alla borghesia (letterati, studenti, musicisti...) |
- Indipendenza dagli stranieri - Riconoscimento di alcuni diritti quali quelli di parola, di pensiero... -Una
Costituzione
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Poesia |
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1831-1840 |
Altre insurrezioni nell'Italia centrale. |
Appartenenti alla borghesia (intellettuali e avvocati, commercianti
imprenditori)
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- Italia unita e indipendente - Coinvolgimento del popolo - Stato repubblicano (Mazzini)
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1848 |
Insurrezioni in molti Stati europei In Italia insorgono Milano, Venezia, Palermo Il Re Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria (I guerra di Indipendenza) |
Borghesi liberali |
- Patria libera dagli Austriaci e dai Borboni |
A Venezia
di A. Fusinato |
| 1859-1860 |
II guerra d'Indipendenza Spedizione dei Mille |
Camillo Benso conte di Cavour, I ministro Re Vittorio Emanuele II di Savoia Giuseppe Garibaldi, comandante di truppe volontarie |
Allargare il Regno di Sardegna e unificare l'Italia |
Da Quarto al Volturno di G. C. Abba |
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1861 |
Proclamazione del Regno d'Italia |
Camillo Benso conte di Cavour, I ministro. Re Vittorio Emanuele II di Savoia. Giuseppe Garibaldi, comandante di truppe volontarie. |
Unificare l'Italia | |
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1866 |
III guerra d'Indipendenza: anche il Veneto entra a far parte dell'Italia |
Re Vittorio Emanuele II di Savoia Giuseppe Garibaldi, comandante di truppe volontarie. |
Annettere il Veneto | |
| 1870 | Anche Roma entra a far parte dell’Italia | Cadorna guida i Bersaglieri | Annettere lo Stato Pontificio | |
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I personaggi dell'Unità d'Italia
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Giuseppe Mazzini |
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Giuseppe
Mazzini, nato da Giacomo (medico e professore di anatomia, originario di
Chiavari) e da Maria Drago di Pegli, veniva chiamato "Pippo" dai
genitori e dalle sorelle.
A 14 anni si iscrisse all'Università degli Studi di Genova a medicina, come voleva suo padre, ma - stando a un racconto della madre - vi rinunciò dopo essere svenuto al primo esperimento di necroscopia. Così si iscrisse a legge. |
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Lo appassionava la letteratura: si innamorò di Goethe, Shakespeare e Foscolo, restando così colpito dallo Jacopo Ortis da volersi vestire sempre di nero. Nel 1821 a Genova, arrivarono i federati piemontesi che avevano tentato una rivolta,così nel giovane Mazzini, si affacciò per la prima volta il pensiero "che si poteva, e quindi si doveva, lottare per la libertà della Patria". Nel 1826 scrisse il primo saggio letterario, "Dell'amor patrio di Dante", pubblicato nel 1837. Il 6 aprile del 1827 ottenne la laurea in diritto civile e in diritto canonico (in utroque iure) e poco dopo entrò a far parte della cosiddetta Carboneria, ossia una società segreta con finalità rivoluzionarie. In Francia, dove si era rifugiato, organizzò nel 1831 un nuovo movimento politico chiamato Giovine Italia; il suo scopo era l'unione degli stati italiani in un'unica repubblica affinchè tutto il popolo potesse liberarsi dagli invasori stranieri. Mazzini fondò altri movimenti politici per la liberazione e l'unificazione di altri stati europei: la Giovine Germania, la Giovine Polonia e infine la Giovine Europa. I moti mazziniani, furono considerati sovversivi e quindi perseguiti da tutte le monarchie italiane dell'epoca. Per i governi preunitari, i mazziniani altro non erano che terroristi e come tali furono sempre condannati.
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Bandiera della "Giovine Italia" del 1833 |
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Giuseppe Garibaldi
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Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 - Isola di Caprera, 2 giugno 1882) è stato un generale, patriota e condottiero italiano. é conosciuto anche con l'appellativo di Eroe dei due mondi per le sue imprese militari compiute sia in Europa, sia in America meridionale. è la figura più rilevante del Risorgimento ed uno dei personaggi storici italiani più celebri nel mondo. |
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Da
giovanissimo si imbarca come marinaio per intraprendere la vita sul
mare. Nel 1832, appena venticinquenne è capitano di un mercantile e
nello stesso periodo inizia ad avvicinarsi ai movimenti patriottici
europei ed italiani (come, ad esempio quello mazziniano della "Giovine
Italia").
Nel 1836 sbarca a Rio de Janeiro e da qui inizia il periodo, che durerà fino al 1848, in cui si impegnerà in varie imprese di guerra in America Latina. Questa esperienza avrà un grande valore per la formazione di Giuseppe Garibaldi. Nel 1848 torna in Italia dove sono scoppiati i moti di indipendenza. Nel 1849 partecipa alla difesa della Repubblica Romana insieme a Mazzini, Pisacane, Mameli e Manara. Purtroppo i repubblicani erano devono cedere alle forze nemiche e Garibaldi il 2 Luglio 1849 deve abbandonare Roma. Inizia quindi un periodo di vagabondaggio per il mondo, per lo più via mare, che lo porta infine nel 1857 a Caprera. Garibaldi tuttavia non abbandona gli ideali unitari e nel 1858-1859 si incontra con Cavour e Vittorio Emanuele, che lo autorizzano a costituire un corpo di volontari, che fu denominato "Cacciatori delle Alpi" e al cui comando fu posto lo stesso Garibaldi. Nel 1860 Giuseppe Garibaldi è organizzatore e capo della spedizione dei Mille; salpa da Quarto (GE) il 6 maggio 1860 e sbarca a Marsala cinque giorni dopo. Da Marsala inizia la sua marcia trionfale; batte i Borboni a Calatafimi, giunge a Milazzo, prende Palermo, Messina, Siracusa e libera completamente la Sicilia. Il 19 agosto sbarca in Calabria e conquista Reggio, Cosenza, Salerno; il 7 settembre entra a Napoli, abbandonata dal re Francesco I ed infine sconfigge definitivamente i borbonici sul Volturno. Nel 1866 partecipa alla Terza Guerra di Indipendenza al comando di Reparti Volontari. Opera nel Trentino e qui coglie la vittoria di Bezzecca (21 luglio 1866) ma, nonostante la situazione favorevole, Garibaldi deve sgomberare il territorio Trentino dietro ordine dei Piemontesi. Il 3 agosto, infatti, ricevette un telegramma che gli chiedeva di abbandonare il territorio occupato, al quale rispose telegraficamente: "Ho ricevuto il dispaccio n° 1073. Obbedisco". Nel 1871 partecipa alla sua ultima impresa combattendo per i francesi nella guerra Franco-Prussiana. Torna infine a Caprera, dove passerà gli ultimi anni e dove si spegnerà il 2 giugno 1882.
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La società protettrice degli animali
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Nel 1871 viene promossa da Garibaldi la prima società in Italia per la protezione degli animali: la Regia società torinese protettrice degli animali (oggi ENPA) contro i maltrattamenti che gli animali subivano sia in campagna sia in città, specie da parte dei guardiani e dei conducenti. Affermava Garibaldi: "Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole".
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Garibaldi: curiosità
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- A lui
furono dedicate la Brigate d'assalto Garibaldi, le formazioni
partigiane che combatterono durante la Resistenza.
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| - Il pesce Garibaldi prende il nome dell' Eroe in riferimento al colore delle camicie dei garibaldini. Questo pesce vive nell' America del nord ed ha un caratteristico colore arancione. |
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| - Per la nascita di una delle sue figlie piantò un albero nel giardino della casa di Caprera. Quest' albero è ancora lì e, per via delle dimensioni, è stato necessario predisporre sostegni per evitare un suo collasso. |
"L'albero di Clelia", Caprera
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| - La fabbrica di candele dove egli lavorò con Meucci è ancora esistente. Dal 1980 l'immobile ospita il "Garibaldi-Meucci Museum" ed è stato dichiarato monumento nazionale degli Stati Uniti. |
Garibaldi-Meucci Museum, Staten Island
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| - Presso il Museo centrale del Risorgimento al Vittoriano a Roma, sono conservati i pantaloni di Garibaldi, veri e propri jeans per stoffa e modello, tra i primi esempi in assoluto nella storia di questo indumento. |
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| - L'Eroe dei Due Mondi era alto circa 165 centimetri. |
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Cavour
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Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, nobile dei Marchesi di Cavour, conte di Cellarengo e di Isolabella, noto semplicemente come Conte di Cavour o Cavour (Torino, 10 agosto 1810 - Torino, 6 giugno 1861), è stato un politico e patriota italiano. Fu ministro del Regno di Sardegna dal 1850 al 1852, Capo del governo dal 1852 al 1859 e dal 1860 al 1861. Lo stesso 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, divenne il primo Presidente del Consiglio del nuovo Stato e con tale carica morì. Fu protagonista del Risorgimento come sostenitore delle idee liberali, del progresso civile ed economico, dell'anticlericalismo, dei movimenti nazionali e dell'espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell'Austria e dello Stato Pontificio. In economia promosse il libero scambio, i grandi investimenti industriali e la cooperazione fra pubblico e privato. A capo della Destra moderata, siglò un accordo (Connubio) con la Sinistra moderata, per la realizzazione di riforme che escludessero le ali estreme del Parlamento. Contrastò apertamente le idee repubblicane di Giuseppe Mazzini e spesso si trovò in urto con Giuseppe Garibaldi. Infatti, Cavour diffidò dell'Impresa dei Mille che considerava portatrice di rivoluzione e dannosa per i rapporti con la Francia. Benché non avesse un disegno di unità nazionale preordinato riuscì con successo a gestire gli eventi che portarono alla formazione del Regno d'Italia.
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Vittorio Emanuele II
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Vittorio Emanuele II di Savoia (Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tommaso di Savoia; Torino, 14 marzo 1820 - Roma, 9 gennaio 1878) è stato l'ultimo re di Sardegna (dal 1849 al 1861) e il primo re d'Italia (dal 1861 al 1878). Egli, coadiuvato dal primo ministro Camillo Benso conte di Cavour, portò a compimento il Risorgimento e il processo di unificazione italiana, guadagnandosi l'appellativo di "Padre della Patria". Nato a Torino il 14 marzo 1820, Vittorio Emanuele II era salito al trono del Regno di Sardegna il 23 marzo 1849, in seguito all'abdicazione del padre, Carlo Alberto, avvenuta sul campo di battaglia di Novara dopo la sconfitta piemontese nella I guerra d' indipendenza. Mantenne in vigore e difese lo Statuto albertino, rispettò i limiti concessi al sovrano dalla carta costituzionale e si guadagnò l'appellativo di Re galantuomo. Pur essendo di fede cattolica, sostenne negli anni Cinquanta la politica antiecclesiastica del governo piemontese e, nonostante i cattivi rapporti personali, assecondò la politica interna ed estera di Cavour. Nel marzo del 1861 fu proclamato primo re d'Italia. Trasferitosi con la corte da Torino a Firenze nel 1864, nel 1870, dopo la fine dello Stato Pontificio, si insediò nel Palazzo del Quirinale, a Roma. Dopo una breve malattia Vittorio Emanuele II morì a Roma il 9 gennaio 1878.
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| Altri personaggi dell'Unità d'Italia
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| Personaggi | Provenienza (regione) | Area politica |
| Silvio Pellico | Piemonte | Carboneria |
| Piero Maroncelli | Emilia-Romagna | Carboneria |
| Federico Confalonieri | Lombardia | Carboneria |
| Fratelli Bandiera | Veneto | Repubblicani Mazziniani |
| Carlo Cattaneo | Lombardia | Federalista |
| Cesare Balbo | Piemonte | Unitario Federalista |
| Ferdinando II (re delle Due Sicilie) | Sicilia | Monarchico |
| Carlo Alberto (re di Sardegna) | Piemonte | Monarchico |
| Napoleone III | Francia | Monarchico |
| Vincenzo Gioberti | Piemonte | Unitario Federalista Cattolico |
| Insorti contro le case regnanti | da tutte le regioni | Varie ideologie |
| Mille | Da tutte le regioni | Repubblicani |
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Frasi celebri |
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| Garibaldi:
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Qui si fa l'Italia o si muore! | ||||||||||
| Cavour:
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Il primo bene di un popolo è la sua dignità. | ||||||||||
| Mazzini:
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L'educazione è il pane dell'anima. Finchè, domestica o straniera, voi avete tirannide, come potete aver patria? La patria è la casa dell'uomo, non dello schiavo.
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| Leopardi:
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Piangi, che ben hai donde, Italia mia. | ||||||||||
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La spedizione di Sapri fu una impresa tentata da Carlo Pisacane e da un gruppo ristretto di mazziniani. Il piano originale prevedeva di accendere una rivolta in Sicilia dove era molto diffuso il malcontento contro i Borboni, e da lì estenderla a tutto il sud d'Italia. Successivamente si pensò più opportuno, partendo dal porto di Genova, di sbarcare a Ponza per liberare alcuni prigionieri politici lì rinchiusi, così da rinforzare le file della spedizione e, infine, dirigersi a Sapri, (situata al confine tra Campania e Basilicata), ritenuta un punto strategico ideale per attendere dei rinforzi e marciare su Napoli. Il 25 giugno 1857 Pisacane s'imbarcò con altri ventiquattro rivoltosi sul piroscafo di linea Cagliari, diretto a Tunisi. Il 26 giugno sbarcò a Ponza dove, sventolando il tricolore, riuscì facilmente a liberare 323 detenuti, poche decine dei quali per reati politici per il resto delinquenti comuni, aggregandoli quasi tutti alla spedizione. Il 28 giugno il piroscafo Cagliari ripartì carico di detenuti comuni e delle armi rubate ai Borboni. La sera i congiurati sbarcarono a Sapri, ma non trovarono ad accoglierli le masse rivoltose che si attendevano. Anzi furono affrontati dalle falci dei contadini ai quali le autorità borboniche avevano preannunciato lo sbarco di una banda di ergastolani evasi dall'isola di Ponza. Il 1º luglio, a Padula vennero circondati e 25 di loro furono massacrati dai contadini. Gli altri, per un totale di 150, vennero catturati e consegnati ai gendarmi. Pisacane, con gli ultimi superstiti, riuscì a fuggire a Sanza dove fu ancora aggredito dalla popolazione. Morirono in 83. Pisacane si suicidò con la sua pistola, mentre quelli scampati all'ira popolare furono poi processati nel gennaio del 1858. Condannati a morte, furono graziati dal Re, che trasformò la pena in ergastolo.
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| La spigolatrice di Sapri
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| Eran trecento, eran giovani e forti , e sono morti!
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| Me ne andavo un mattino a spigolare | |||
| quando ho visto una barca in mezzo al mare: | |||
| era una barca che andava a vapore, | |||
| e alzava una bandiera tricolore.
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| All'isola di Ponza si è fermata, | |||
| è stata un poco e poi si è ritornata; | |||
| s'è ritornata ed è venuta a terra; | |||
| sceser con l'armi, e noi non fecer guerra. | |||
| Eran trecento, eran giovani e forti , e sono morti!
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| Sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra, | |||
| ma s'inchinaron per baciar la terra. | |||
| Ad uno ad uno li guardai nel viso: | |||
| tutti avevano una lacrima
e un sorriso.
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| Li disser ladri usciti dalle tane: | |||
| ma non portaron via nemmeno un pane; | |||
| e li sentii mandare un solo grido: | |||
| Siam venuti a morir pel nostro lido. | |||
| Eran trecento, eran giovani e forti , e sono morti!
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| Con gli occhi azzurri e coi capelli d'oro | |||
| un giovin camminava innanzi a loro. | |||
| Mi feci ardita, e, presol per la mano, | |||
| gli chiesi: - Dove vai, bel capitano? -
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| Guardommi e mi rispose: | |||
| - O mia sorella, vado a morir per la mia patria bella. - | |||
| Io mi sentii tremare tutto il core, | |||
| nè potei dirgli:- V'aiuti 'l Signore! - | |||
| Eran trecento, eran giovani e forti , e sono morti!
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| Quel giorno mi scordai di spigolare, | |||
| e dietro a loro mi misi ad andare: | |||
| due volte si scontraron con li gendarmi, | |||
| e l'una e l'altra li spogliar dell'armi.
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| Ma quando fur della Certosa ai muri, | |||
| s'udiron a suonar trombe e tamburi, | |||
| e tra 'l fumo e gli spari e le scintille | |||
| piombaron loro addosso più di mille. | |||
| Eran trecento, eran giovani e forti , e sono morti!
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| Eran trecento e non voller fuggire, | |||
| parean tremila e vollero morire; | |||
| ma vollero morire col ferro in mano, | |||
| e avanti a lor correa sangue il piano; | |||
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fin che pugnar vid'io per lor pregai,
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| ma un tratto venni men, nè più guardai; | |||
| io non vedeva più fra mezzo a loro | |||
| quegli occhi azzurri e quei capelli d'oro. | |||
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| Eran trecento, eran giovani e forti , e sono morti!
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Luigi Mercantini |
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| La formazione di Dante è collegata alla società e al contesto politico di Firenze e del secolo cui appartiene. |
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Il Sommo Poeta è un cittadino orgoglioso della sua partecipazione alla vita civile della sua patria.
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Concepì la città come un' associazione di individui uniti tra di loro per il bene comune.
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"Nulla per sé è sufficiente a venire senza l'aiutorio di alcuno" (Convivio)
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La patria e Dante
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| Dante parlava dell'unità nazionale già nell'opera De monarchia: in quest'opera l'Italia è vista come "il giardin dello imperio" (Purgatorio VI) e quindi, con una funzione di superiorità nel mondo. |
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| Dante affermò la necessità di una lingua nazionale, costruendo l'idea della fraternità fra i popoli d'Italia, così simili tra loro e pur così distinti, da regione a regione, da ben quattordici dialetti. | |
| L'unità della lingua fu la prima importante forza di unione che, attraverso varie vicende di secoli, giunse a uno dei padri dell'Unità: Giuseppe Mazzini. | |
| Dunque Dante è stato il poeta-profeta dell'unità d'Italia. | |
| Per questo motivo, nell'Ottocento, il suo culto veniva proibito da certi governi tirannici della Penisola, tanto che diversi patrioti furono arrestati solo perchè possedevano ed esponevano qualche suo ritratto. |
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| Questo è soltanto un piccolo esempio di quanto costò agli italiani la conquista dell'unità e dell'indipendenza. |
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| Studiando i personaggi del Risorgimento abbiamo collegato i loro nomi a quelli di strade e piazze italiane. | |
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Per esempio Giulio che ha soggiornato alle Isole Tremiti, ha visto che una strada era intitolata a Giuseppe Garibaldi; Andrea, visitando Milano si è ritrovato in Largo Garibaldi; Fabiana, a Torino, ha passeggiato in Corso Vittorio Emanuele II.
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A Foggia abbiamo individuato le seguenti piazze e vie:
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Piazza Cavour |
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Corso Garibaldi |
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| Via Mameli | |
| Via Mazzini | |
| Piazza Fratelli Bandiera | |
| Via Pisacane | |
| Corso Vittorio Emanuele II |
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| Prima di studiare la storia dell'Unità d'Italia, questi nomi non avevano nessun significato per noi, ora invece, ogni volta che percorreremo queste strade e piazze ricorderemo il valore di questi uomini che tanto hanno fatto per la nostra PATRIA.
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| Alla fine di questo percorso, ognuno di noi ha espresso le proprie riflessioni: ve le porgiamo con tutta delicatezza che merita la nostra Nazione.
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| ANDREA G.: quest'anno il progetto sull'Unità d'Italia è stato il più bello di tutti e mi ha colpito la storia di Garibaldi e anche quella di Mazzini. Questo progetto mi ha dato molte emozioni.
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ALICE: il lavoro svolto riguardante l'Unità d'Italia, è stato molto istruttivo e ci ha fatto capire che l'Italia che oggi vediamo nelle cartine prima era divisa. Dobbiamo perciò ringraziare e ammirare i patrioti che hanno fatto tanto per renderla unita! Quindi è importante festeggiare i 150 anni dell'Unità, e li dobbiamo festeggiare ogni anno, il 17 marzo, in onore della nostra nazione: l'Italia.
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| REBECCA: l'esperienza di questo progetto è stata a dir poco stupenda, perché ho capito tante cose che non conoscevo affatto. Per esempio ho capito l'importanza dell'Unità d'Italia e, per l'unione della nostra nazione, dovremmo ringraziare i grandi patrioti che hanno fatto tanto per rendere libera la nostra patria. Noi ragazzi dobbiamo mantenere vivo questo valore, noi dobbiamo testimoniarlo. EVVIVA L'ITALIA!!!
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MARIA: il progetto è stato molto interessante perché ho imparato tante cose che non sapevo. Quello che più mi ha colpito sono state le storie dei personaggi più importanti per l'Unità d'Italia.
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| BENITO: per me questo progetto è stato molto interessante e mi ha insegnato che dobbiamo dire grazie alle persone che hanno fondato l'Italia. Il progetto mi ha dato una carica per continuare a tenere l'Italia unita.
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JACOPO: prima di questo progetto non conoscevo la storia dell'Unità d'Italia, i personaggi e i luoghi. Non conoscevo neanche la storia dei grandi patrioti, invece adesso conosco molte cose che prima non sapevo. Credo che questo progetto, anche se è stato impegnativo, è servito molto, non solo a noi ma anche ai nostri genitori che hanno studiato la storia insieme a noi ed hanno approfondito le loro conoscenze.
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DESIRE': Per me questo progetto è stato importantissimo perche ho imparato molte cose in confronto di quello che sapevo. La cosa che mi è piaciuta di più di questo progetto sull' Unità d'Italia è stata la poesia della spigolatrice perché quando qualcuno la pronunciava si vedevano le immagini vissute un tempo.
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ANDREA C.: a me è piaciuto molto questo progetto anche da come l'abbiamo costruito, cioè tutti insieme. Ma anche per gli uomini importanti che hanno voluto un'Italia unita.
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ARIANNA: Questo progetto sull'Unità d'Italia mi ha fatto rivivere i momenti più importanti che portarono a quest' Italia unita. Mi ha riempito culturalmente il cuore e il cervello. Infine è stato entusiasmante scoprire le cose che i più grandi personaggi italiani hanno fatto per arrivare all'Italia che oggi conosciamo.
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CAMILLA: questo progetto mi è servito molto perché se devo dire la verità non sapevo neanche che prima l'Italia non era unita! Grazie alle poesie e alle ricerche sui vari personaggi che a me sembrano "eroi dell' Italia" ho vissuto i momenti che si sono susseguiti per arrivare all'Unità d'Italia, provando emozioni che non avevo mai provato in vita mia, pensando a chi andava a lottare per la patria.
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ANDREA R.: Secondo me, è servito molto questo progetto per conoscere i personaggi dell'Unità d'Italia, per sapere cosa hanno fatto, chi erano quei nomi delle vie, per conoscere la storia del nostro Stato.
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| FABIANA: questo progetto secondo me, oltre ad essere stato bellissimo, è stato anche molto utile. Per esempio prima non conoscevo il Risorgimento, i suoi personaggi e non sapevo che tutte queste persone sono morte per arrivare all'Unità d'Italia. Quindi, visto che loro hanno fatto tanto per l'Italia noi, dobbiamo cercare di mantenere l'Italia ancora più unita!
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| FRANCESCO: il progetto mi è piaciuto perchè abbiamo parlato di Garibaldi e altri personaggi importanti per l'Unità d'Italia. Ho imparato anche che Dante Alighieri progettava già ai suoi tempi l'unità d'Italia.
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| BEATRICE: di questo progetto mi sono piaciute molto le storie di questi personaggi storici: Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, il conte di Cavour, di Vittorio Emanuele II e di Dante Alighieri. Grazie a questo progetto ho scoperto tante cose che prima non sapevo: il significato dell'EMBLEMA, dello STENDARDO... Insomma, praticamente, da quello che posso dire, porterò questo progetto sempre nel mio CUORE.
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| GIANNA: questo progetto sull'UNITA' D'ITALIA mi ha fatto capire il significato dei nomi che spesso vedo scritti o sulle vie o sulle piazze: ad esempio piazza CAVOUR, corso GARIBALDI, corso VITTORIO EMANUELE ...E ho imparato anche che DANTE ALIGHIERI non è solo il nome di una scuola, ma era anche un famoso poeta-profeta dell'UNITA' D'ITALIA.
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| GIULIO: questo progetto è stato molto interessante e istruttivo perché all'inizio non conoscevo nessun personaggio che poi ha combattuto per avere l'Italia unita. Quindi dobbiamo ringraziare tutti i personaggi: GARIBALDI - MAZZINI - CAVOUR e il nostro primo re che ha custodito con fedeltà l'Unità d'Italia. Grazie a tutti voi!
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| GIULIA: il progetto "Fratelli d'Italia" mi è piaciuto molto perché ho imparato tante cose su come si è formata l'Italia. Se mi chiedessero di cambiare qualcosa non cambierei neanche una parola. Oltre a tutto il resto, mi sono piaciute molto le frasi famose. VIVA L'ITALIA!
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| NOEMI: il progetto mi è piaciuto, perche ci siamo divertiti a conoscere nuove cose, e a riflettere sull'importanza della storia d'Italia conoscendo i personaggi che hanno combattuto per l'Italia Unita.
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| LUCA: per me questo progetto è stato istruttivo perché mi ha fatto capire tutta la storia dell'Unità d'Italia, e anche quella dei personaggi storici come: CAVOUR, GARIBALDI, VITTORIO EMANUELE II.
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| MARTINA: questo progetto è stato molto bello, perchè non conoscevo tante cose, come il significato dell'emblema e dello stendardo. Ma non solo, non sapevo che Dante già al suo tempo aveva pensato l'Italia unita. Mi hanno colpito di più la storia di Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele II. Questi personaggi sono stati fantastici: vorrei che in futuro l'Italia non si separasse e che riuscissimo a mantenerla come ci è stata donata.
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| GIORGIA: questo progetto è stato molto emozionante e lascerà dei ricordi molto speciali. E' stato un bel modo di conoscere la storia dell'Italia.
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| SAMUELE: a me è piaciuto dal primo momento questo progetto perché abbiamo conosciuto tanti personaggi importanti che hanno combattuto per l'Unità d'Italia.
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| MARCO: per me il progetto fratelli d'Italia è stato una cosa bellissima: abbiamo imparato molte cose sull'Italia e sui personaggi che la volevano unire. Per me questo progetto è stato uno dei lavori più belli che abbiamo fatto quest'anno e ci ha fatto capire cose importantissime sull'ITALIA.
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Noi e il
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Ci piace davvero chiudere in bellezza prendendo in prestito le parole di un giornalista del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, che sul quotidiano, in un articolo pubblicato il 13 febbraio 2011, sosteneva la validità (per una consapevole riflessione comune) dell'istituzione di una giornata di chiusura di scuole e uffici pubblici, il 17 marzo, per celebrare degnamente il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. La nostra maestra ha letto e commentato insieme a noi, questo frammento magnifico dell'articolo: "... Sarebbe importante che la festa del 17 marzo fosse l'occasione per ritrovare, in ogni famiglia, quel tassello di storia patria. Custodito spesso dalle donne, che alla terra dei padri tengono anche più degli uomini. Tutti insieme, quei tasselli sono il grande racconto del nostra passato, spesso ribadito da lettere, carte, oggetti, simboli: un patrimonio prezioso, che però i nostri figli e nipoti non hanno mai visto o compreso sino in fondo. Un giorno di riposo, che divenisse l'occasione per narrare e recuperare quel che ogni famiglia ha dato al nostro Paese, gioverebbe al sentimento dell'unità nazionale più di tante celebrazioni."
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Aldo Cazzullo |
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Corriere della Sera 13/02/2011
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