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Circolo Manzoni - Foggia |
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Progetto lavoro |
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percorso didattico della classe 4^ B a. s. 2009/2010 |
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| coordinamento multimediale bina russolillo | |
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| costituzione | |||
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Prima dell'indagine partiamo dalle fondamenta: la Costituzione. La Costituzione della Repubblica Italiana è nata dal lavoro di una commissione di 75 saggi che il 31 gennaio del 1947, sottopose all'Assemblea Costituente un testo che, dopo un attento esame, venne approvato il 22 dicembre del 1947. La Costituzione è composta da 139 articoli riguardanti diritti e doveri dei cittadini e l'ordinamento dello Stato. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il diritto di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un' attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. ... |
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| mito | |
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Ma come nasce il lavoro? Breve sintesi di un racconto MITO e lavoro |
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Nell'età dell'oro gli uomini non lavoravano perché la vegetazione cresceva spontaneamente. Essi trovavano tutto ciò che gli serviva senza dover fare il minimo sforzo. Le giornate le trascorrevano dormendo oppure oziando e, in questo modo, diventavano sempre più stanchi, come se fossero in letargo. Il dio Giove se ne accorse e allora decise di dare un lavoro agli uomini, in modo da renderli autonomi. Così l'uomo, da quando iniziò a lavorare, sfruttò tutta la sua intelligenza e il suo modo di sperimentare. Giove, in questo modo, donò a tutti gli uomini la LIBERTA'. |
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APPENDICE Durante l'incontro con nonno Arturo abbiamo giocato a interpretare i primi uomini e ci siamo divisi in due gruppi: i CERCATORI e i RICERCATORI. CERCATORI: erano gli uomini che trovavano il cibo a disposizione intorno a loro e consumavano quello. RICERCATORI: erano coloro che cercavano strategie e nuove soluzioni per procurarsi nuovo cibo. Ad esempio per catturare gli animali avevano pensato di scavare una buca e coprirla di foglie per nasconderla, così che gli animali vi potessero cadere dentro. |
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L'indagine. Ci siamo chiesti: "Cos'è per noi il lavoro?" |
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Ecco le nostre risposte. |
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LUCA: è una cosa molto importante |
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CAMILLA: è un'attività che tutti devono fare per forza |
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SAMUELE: è una cosa per portare avanti la famiglia |
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BEATRICE: è un'attività che ci permette di renderci utili |
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ANDREA G.: è un'attività che possiamo fare durante l'anno |
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JACOPO: è un'attività che se svolgi bene guadagni i soldi per vivere |
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NOEMI: è un'attività che ci aiuta a crescere |
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ALICE: serve per allenare la mente |
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GIULIA: ci aiuta ad andare avanti |
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GIULIO: ci aiuta a non essere pigri |
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BENITO: un'attività importante per tutti |
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MARCO: il lavoro fa imparare nuove cose |
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MARTINA: ti permette di essere socievole |
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GIORGIA: sembra noioso, però può essere anche interessante |
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MARIA: è importante perché ti fa realizzare |
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REBECCA: ti fa fare delle nuove esperienze |
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GIANNA: è un'attività che ti può far conoscere anche nuove parole |
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ANDREA C.: non serve solo per i soldi ma anche per aiutare gli altri |
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ARIANNA: è conoscenza |
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ANDREA R.: è un'attività per non essere sfaticati è inventare nuove cose |
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FABIANA: è conoscere nuove cose |
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Ai genitori abbiamo posto queste domande: |
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1. Quale lavoro svolgi? |
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2. Quante ore lavori in una settimana? |
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3. Quanti anni avevi quando hai cominciato a lavorare? |
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4. Il tuo lavoro è conseguente agli studi che hai fatto? |
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5. E' stato difficile trovare lavoro? |
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6. Svolgi il tuo lavoro con soddisfazione? |
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7. Eventualmente, cosa cambieresti del tuo lavoro? |
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8. Il tuo lavoro prevede la collaborazione con gli altri? |
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9.Come sono i rapporti con i colleghi? |
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10. Pensi che il tuo guadagno sia adeguato all' attività che svolgi? |
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11. Se potessi tornare indietro, rifaresti il lavoro che fai oggi? |
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| Le loro risposte sono state varie, le sintetizziamo così: | |
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In media hanno cominciato a lavorare a 19anni e, in generale, non hanno trovato particolari difficoltà a trovare un lavoro. |
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La maggior parte è abbastanza soddisfatta delle loro mansioni, alcuni cambierebbero però, il tempo, l'orario e il luogo del lavoro. |
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Il guadagno non è sempre adeguato al lavoro svolto e molti ne farebbero volentieri un altro. |
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| Chiave | |
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Abbiamo letto alcune pagine del libro di Primo Levi, LA CHIAVE A STELLA, che parla di Faussone, un operaio torinese che montava strutture metalliche, anche in Paesi stranieri, e faceva del proprio lavoro una ragione di vita. Queste pagine ci hanno insegnato l'importanza della passione nel proprio lavoro. "...Ma io l'anima ce la metto in tutti i lavori, lei lo sa, anche nei più balordi; anzi, più sono balordi tanto più ce la metto. Per me ogni lavoro che incomincio è come un primo amore." |
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| Questa la mappa che abbiamo costruito | |
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| L'incontro con i nonni | |||||||||
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La visita dei nonni a scuola ci ha svelato un mondo che non conoscevamo, fatto di sacrifici, d' impegno, di passione che, normalmente parlando nel quotidiano con i nostri nonni, non sempre viene fuori. Abbiamo individuato delle "parole chiave" nei loro racconti, che erano come un filo rosso che attraversava tutte le loro esperienze umane e di lavoro. Eccole: |
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| C | E | I | C | V | P | ||||
| U | M | N | O | I | A | ||||
| R | O | T | N | C | S | ||||
| I | Z | E | O | I | S | ||||
| O | I | R | S | N | I | ||||
| S | O | E | C | A | O | ||||
| I | N | S | E | N | N | ||||
| T | E | S | N | Z | E | ||||
| A' | E | Z | A | ||||||
| A | |||||||||
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Poi abbiamo anche compreso che per vivere pienamente e consapevolmente il presente e il futuro, è fondamentale conoscere il passato. L'incontro con i nonni l'abbiamo diviso in due giornate diverse, per dare un bel respiro ai racconti di vita che avremmo ascoltato. Adesso presentiamoli: nonno Vincenzo, nonno Biagio, nonno Arturo e nonno Remigio. Tutti emozionati davanti ai nostri occhi, alle nostre domande, ma subito coinvolti ed entusiasti. Le loro parole sono arrivate dritto dritto a colpire le nostre menti e il nostro cuore. |
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Le parole di nonno Vincenzo ci hanno parlato di emigrazione in Germania e dei diversi lavori che ha fatto, prima in una golosa fabbrica di cioccolato, poi in una fabbrica metalmeccanica. Fino al ritorno in Italia e al definitivo lavoro che ha svolto in Cartiera dopo aver vinto un concorso.
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Le parole di nonno Biagio che ha cominciato a lavorare a 22 anni dirigendo prima in una Casa di riposo a Pesaro per poi arrivare al lavoro di dirigente all'
di Foggia dove organizzava e coordinava le visite degli ispettori presso diversi luoghi di lavoro, per controllare che tutto fosse in ordine e combattere il lavoro nero. |
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Le parole di nonno Arturo che ci ha sorpreso giocando d'anticipo, chiedendo a noi perché fosse necessario lavorare. Ci ha fatto fare un viaggio immaginario: tutti eravamo uomini primitivi senza nessuna riserva di cibo, di abiti, di acqua. Ognuno di noi, in questo mondo ostile doveva trovare strategie di sopravvivenza. Ci siamo divisi in cercatori e ricercatori. E' stato bellissimo. Ha cominciato a lavorare a 25 anni facendo il medico pediatra per 44 anni, fino alla pensione. Tra le altre cose, ci ha detto che non era fondamentale andare d'accordo con i colleghi ma condividere al meglio il percorso comune. |
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Le parole di nonno Remigio, che ha iniziato a insegnare nelle scuole serali, per poi passare definitivamente nelle scuole elementari. Guardando la nostra aula ci ha detto che siamo fortunati perchè è un bell'ambiente luminoso e ampio, mentre prima le aule erano piccole, senza riscaldamento e affollate. In quel momento nei suoi occhi è passata una vita. |
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Ci ha emozionato con i racconti di alcuni episodi da lui vissuti durante la seconda guerra mondiale, e dei bombardamenti (specie quello della stazione ferroviaria) che ha subìto la città di Foggia.
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La stazione ferroviaria di Foggia dopo i bombardamenti |
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E infine, dopo i nonni, abbiamo incontrato anche una mamma che lavora: mamma Emilia. |
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Mamma Emilia ci ha parlato della sua esperienza di lavoro: insegna tedesco in due licei della nostra città. Da piccola aveva una passione per le lingue straniere, perciò pensava di fare l'interprete. Poi, quando ha iniziato, ha scoperto che fare l'interprete non le piaceva, e allora ha scelto l'insegnamento che è un lavoro che l'appassiona molto. Ci ha insegnato anche alcune parole in tedesco e ha scritto alcune frasi alla lavagna. Quando ci ha lasciato anche noi l'abbiamo salutata in tedesco. |
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SOGNI e BI - SOGNI dei nonni e di mamma Emilia |
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Cosa desideravano fare |
Cosa hanno fatto |
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Nonno Vincenzo: ingegnere |
impiegato alla Cartiera |
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Nonno Biagio: pompiere |
dirigente INPS |
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Nonno Arturo: archeologo, esploratore, medico |
medico pediatra |
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Nonno Remigio: insegnante |
insegnante |
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Mamma Emilia: traduttrice |
insegnante |
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Il "compito" a casa dei nonni
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Dopo gli incontri in classe, i nonni e mamma Emilia hanno svolto un "compito" a casa per esprimere riflessioni, considerazioni, emozioni sull'esperienza vissuta in classe. Questi che seguono sono alcuni estratti del loro "testo".
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| nonno Vincenzo: "...Io, maturo sessantenne, sono per un giorno tornato a scuola con Rebecca, la mia nipotina amatissima, e per uno strano scherzo del tempo, sono ridiventato lo studente che si sforzava di rispondere in maniera corretta alle domande che mi venivano poste dai piccoli scolari.". "... Sono rimasto sorpreso e meravigliato dallo sguardo di tanti bambini che mi siedevano intorno e, tanti, con la curiosità tipica della loro età, ponevano a me le domande, a me che di domande ne avrei rivolte tantissime a tutti loro per potermi immergere, ancora un attimo, nella freschezza della loro giovane età. Grazie a voi tutti, miei cari ragazzi, a lei signora maestra; quest'ultimo è il solo termine bellissimo che dev'essere utilizzato per chi ha la vocazione a svolgere tale ruolo nella società e per l' infanzia".
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| Nonno Biagio: "Una esperienza emozionante e coinvolgente. Un confronto, mai banale e a tratti serrato, con una ventina di protagonisti attenti, curiosi e dotati di una proprietà di linguaggio niente affatto scontato. Sono ragazzi e ragazze diversi da quelli che crediamo di conoscere nei rapporti famigliari: più maturi, più veri, più nostri....Auguro a questi ragazzi di restare il più a lungo possibile così come li ho conosciuti e ai loro insegnanti un grazie per l'iniziativa adottata e, soprattutto, per quello che fanno per il futuro di tutti".
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| nonno Arturo: " Tanti Harry Potter mi hanno guardato e mi hanno parlato, così è cominciata la magia ... dal PASSATO, un passato lungo molti anni, piano... piano è ritornato in me il bambino che ero. Non avevo più i capelli e i baffi bianchi, anzi non avevo più i baffi...La magia di quelle voci avevano riportato il vecchio bambino nel PRESENTE !! Volevano sapere i miei sogni, i miei dubbi, la mia storia. Anche loro hanno capito che avevano davanti un bambino, perché quel nonno aveva sentito ciò che loro sentivano. Avrei voluto rimanere con loro, rimanere un bambino...La magia dei piccoli Harry Potter mi aveva fatto diventare FUTURO, PASSATO, PRESENTE, FUTURO...Quale magia può essere più grande?"
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nonno Remigio: "Per tante, tantissime volte ho dovuto affrontare nel corso dei miei studi, la necessità di svolgere un compito a casa per evidenziare lo stato di apprendimento raggiunto. Vi confesso di essermela cavata sempre abbastanza bene. Ora costretto dalle circostanze, debbo rispondere agli interrogativi,che oltre venti scolari di quarta classe della scuola Montessori mi rivolgono... Ebbene fanciulli, cosa posso dirvi: siete stati meravigliosi, attenti, disposti ad ascoltare, riflettere e a porre le giuste domande al fine di chiarire quanto non vi appariva abbastanza evidente. Questo vostro interesse mi ha riempito di gioia riportandomi ad alcuni lustri addietro, quando anch'io maestro, passando tra i banchi, notavo che negli sguardi dei miei amati scolari si accendeva quella stessa luce di compiacimento, per aver appreso di più. Dulcis in fundo è doveroso rivolgere un elogio alla vostra insegnante che con perizia e molto amore ha saputo creare una gioiosa, densa atmosfera nella classe".
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| mamma Emilia: "Appena giunta in classe i bambini mi sono apparsi tutti "collocati" e "inseriti" in uno spazio ben preciso nell'ambito della classe. Sia in senso spaziale, che per quanto riguarda i rapporti interpersonali con i compagni. Nei momenti in cui ho preso la parola, sembravano tutti attenti e le domande che poi mi hanno posto riflettevano quest'attenzione poichè erano tutte pertinenti e per niente ridondanti. Hanno mostrato un notevole interesse per la professione che svolgo, soprattutto in rapporto alla loro realtà scolastica. Molti di loro esercitano uno sport e questo, a mio avviso li rende consapevoli del fatto che solo con l'impegno e la costanza si può giungere ai risultati sperati e, talvolta, ci può essere lo spazio anche per un piccolo fallimento. Secondo me, a questa presa di coscienza contribuisce molto, per quel poco che posso dire in merito, anche il metodo montessoriano fatto di micro percorsi diversi ma coerenti".
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Per sorridere... Nel lavoro bisogna picchiare sempre duro per risolvere i problemi...
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| draghetto | |
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Il draghetto Grisù |
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Il draghetto Grisù, malgrado sia l’ultimogenito di una grande famiglia di draghi avvampatori, i Draconis, sogna di diventare pompiere. Grisù vive con il padre Fumè Draconis in Scozia, precisamente nella Valle Del Drago: il papà ama la letteratura di Dante e la musica, soprattutto la romanza " Di quella pira" dal Trovatore di Verdi. Ma Grisù è di tutta un’altra pasta: invece di vulcani in eruzione e incendi distruttori, Grisù sogna le rosse autopompe dei pompieri nelle quali, nonostante le raccomandazioni del suo benefattore, Sir Cedric McDragon e di sua moglie Lady Rowena McDragon, non riesce ad entrare. Grisù odia il fuoco: pensa che sia un elemento inutile e dannoso, non vedendo i lati positivi di questo suo dono (il fuoco è energia), forse perché quando si emoziona incenerisce tutto. Spesso quando si reca da Sir Cedric, incontra Torvo, un tordo scozzese che abita vicino al nobile, che malgrado cerchi ogni volta di sfuggire al draghetto, viene immancabilmente colpito da una fiammata. Inoltre Grisù fa spesso visita ai suoi parenti: al nonno Zampirone Draconis, agli zii Fumicerio, Piromanzio e Falò Draconis e alla zia Favilla Draconis. Grisù viene spesso inviato da Sir Cedric a svolgere missioni di tipo umanitario presso Paesi sottosviluppati come Cavernizia, Gommuria, Rupe Foschia, ecc. Ma proprio quando viene ringraziato per l’ottimo lavoro fatto, il piccolo draghetto si commuove e sprigiona una potente fiammata che, ai suoi occhi, distrugge ogni sua fatica. In verità le sue fiammate hanno quasi sempre un esito positivo, migliorando lo stile di vita degli abitanti del paese che Grisù ha aiutato.
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| sogni | |
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Prima di parlare del lavoro che sogniamo di fare da grandi, abbiamo risposto a questa domanda: faresti lo stesso lavoro di papà o mamma?
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| Hanno risposto Sì: | |
| Martina, Fabiana, Rebecca, Marco, Alice, Andrea G., Samuele
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Perchè: sono lavori piacevoli e interessanti |
| Hanno risposto NO: | |
| Jacopo, Camilla, Giulia, Gianna, Andrea C, Maria, Andrea R., Arianna,Giorgia, Luca, Giulio, Francesco
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Perchè: non sono appassionanti, a volte sono statici e scomodi come orari |
| Il lavoro che vorremmo fare da grandi | |
| FABIANA: vorrei fare l'insegnante, perchè mi piace stare con i bambini. |
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| REBECCA: da grande vorrei fare la baby sitter, perchè mi piacciono i bambini, e la fioraia perchè i fiori sono allegri e, infine, la veterinaria perchè gli animali hanno un cuore dolcissimo. |
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JACOPO: il mio sogno è quello di fare l'archeologo e se si avverasse sarei veramente fortunato. |
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CAMILLA: io ho due sogni, il primo è quello di fare la veterinaria perchè vorrei curare tutti gli animali che stanno male. Il secondo è quello di fare la cavallerizza e, per non far stancare troppo il mio cavallo, gli farei fare solo due giri al giorno, uno prima di pranzo e uno dopo pranzo. |
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ANDREA G.: il mio grande sogno è diventare uno chef famoso, perchè mio padre mi ha già insegnato molto e mi diverte stare ai fornelli. |
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ALICE: Io sono una sognatrice e ogni volta che scopro qualcosa desidero farla. La musica e l'informatica sono la mia passione e vorrei diventare una pianista, ma mi appassiona anche il lavoro di maestra e credo che alla fine farò proprio l'insegnante. |
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SAMUELE: a me piacerebbe fare l'elettricista, il meccanico, il cuoco o il fioraio e cercherò di farlo insieme a un amico così sarò felice. |
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| MARTINA: mi piacerebbe fare la baby sitter perchè mi piacciono i bambini, la commessa in un negozio di abbigliamento perchè mi piace consigliare le clienti e la disegnatrice di abiti perchè mi piace creare. |
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| GIULIA: il mio sogno è fare la veterinaria o la stilista. La veterinaria perchè adoro gli animali e per fare questo lavoro mi trasferirei in Australia. La stilista perchè mi piace creare gli abiti. |
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| ARIANNA: io sogno di fare la ballerina e la veterinaria perchè mi appassionano tutti e due questi lavori. Ma ancora di più sogno di fare la cantante, perchè mi piace molto cantare. |
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GIANNA: io sogno di stare insieme agli animali e di curarli, quindi da grande vorrei fare la veterinaria. Ma se non dovessi riuscirci, vorrei fare il medico, così curerò le persone malate. |
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MARIA: da grande vorrei fare l'estetista, perchè farei le unghie alle persone e alle amiche, così sarebbero contente. |
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ANDREA R.: A me piacerebbe fare il vulcanologo perché vorrei scoprire come spegnere la lava vulcanica, e come entrare nel nucleo interno della terra. Poi mi piacerebbe fare l'astronauta, per vedere le stelle, i pianeti (se si vedono), e la terra dal vivo. |
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DESIRE': da grande mi piacerebbe fare la cantante, anche se non so se canto bene, poi mi piacerebbe fare la disegnatrice, anche se ci vuole molto impegno. |
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GIULIO: io vorrei fare il nuotatore, perchè già lo faccio in modo agonistico, cioè faccio parte di una squadra che ha come obiettivo le gare. Perciò mi alleno molto durante la settimana, per perfezionare la tecnica e la potenza. |
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LUCA: da grande vorrei fare l'archeologo perchè mi piace scavare, toccare la terra e ritrovare reperti storici. Poi mi piacerebbe fare anche l'ingegnere dei trattori, perchè mi piacciono molto e vorrei costruirli e smontarli. |
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| Alla fine di questo percorso, il lavoro non ci sembra più qualcosa di lontano e incomprensibile, ma qualcosa di molto vicino a noi, a cui dobbiamo prepararci con impegno fin da ora. Siamo pronti e ci auguriamo che, qualunque lavoro faremo, lo svolgeremo con PASSIONE
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"Un
uomo non è un pigro, se è assorto nei propri
pensieri; esistono un lavoro visibile ed uno
invisibile." |
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FINE |
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